Friday, October 9, 2026

Concerto del controtenore Xavier Sabata e l'ensemble Le Concert de l'Hostel Dieu a Bogotà

Fotos: Juan Diego Castillo / Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo

Ramón Jacques

Nell’ambito del XV Festival Internazionale di Musica Sacra di Bogotá, il Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo della capitale colombiana ha ospitato nella sua sala principale l’affascinante concerto intitolato «Furioso: furia, follia e virtuosismo di un eroe barocco», interpretato dall’ensemble francese di musica antica Le Concert de l’Hostel Dieu, con il controtenore catalano Xavier Sabata come solista. Il titolo si riferiva a Orlando Furioso, protagonista dell’omonimo poema epico del poeta italiano Ludovico Ariosto, pubblicato nel 1532. L’opera affronta temi come la guerra, l’amore non corrisposto e l’ideale cavalleresco, fondendo magistralmente realismo e fantasia, umorismo e tragedia. Il mito di Orlando Furioso affascinò l’immaginario barocco tanto per il suo eroismo cavalleresco quanto per il tormento amoroso e il turbamento psicologico. Divenne così una fonte inesauribile di ispirazione musicale e drammatica, spingendo diversi compositori a creare opere legate a questo tema, nelle quali il contrasto tra ragione e follia richiamava quello tra ordine e caos. Frutto di un’approfondita ricerca e della collaborazione tra Xavier Sabata e Franck-Emmanuel Comte, direttore titolare di Le Concert de l’Hostel Dieu, il programma esplorava le diverse sfaccettature del personaggio di Orlando attraverso brani tratti da opere celebri di Georg Friedrich Händel (1685-1759) e Antonio Vivaldi (1678-1741), accanto a opere liriche meno conosciute dei compositori italiani Agostino Steffani (1654-1728) e Nicola Porpora (1686-1768) e dell’austriaco Johann Joseph Fux (1660-1741). L’accurata selezione di recitativi, arie e brani strumentali non seguiva un ordine narrativo volto a raccontare la storia del personaggio o a ripercorrerne l’intera epopea, ma mirava piuttosto a mettere in luce i diversi aspetti del suo mondo interiore: i momenti di crisi, le ferite, i lamenti e gli stati d’animo, dalla rabbia all’amore. Soprattutto, emergeva la sua fragilità psicologica, che lo conduce alla perdita della ragione e alla follia, alla quale si aggrappa come a uno scudo per sfuggire alla realtà. Vale la pena ricordare che questo programma, presentato in esclusiva a Bogotá, unica tappa dell’ensemble e del solista nel continente americano, fa parte di una tournée di concerti in corso in Europa. Ha inoltre dato vita a una registrazione discografica intitolata *Furioso*, pubblicata nell’aprile di quest’anno dall’etichetta francese Aparté Music. Il concerto si è aperto con due ouverture piacevoli e poco conosciute: quella dell’opera Orlando generoso 1691) di Agostino Steffani e la solenne Ouverture K 355II. Rigadon III. Lourré del compositore austriaco Johann Joseph Fux, figura di spicco della corte imperiale di Vienna. La sua opera più nota non è una composizione musicale, ma il trattato di contrappunto Gradus ad Parnassum, un testo influente sullo stile di Palestrina e sulla polifonia rinascimentale. L’ouverture rivela i modelli e l’influenza della musica francese dell’epoca. Un ensemble di sei musicisti, guidato al clavicembalo da Franck-Emmanuel Comte, ha eseguito questi brani con omogeneità, dinamismo e leggerezza, mettendo in risalto le sfumature della scrittura orchestrale. La presenza del controtenore Xavier Sabata ha conferito al concerto i colori e le sfumature vocali necessari a esprimere la dimensione drammatica del personaggio, soprattutto nelle scene di follia e abbandono. Sabata ha proposto due recitativi e altrettante arie tratte dall’Orlando generoso di Steffani: «A che ti serve Orlando» e «In questa anima che langue, che geme», quest’ultima ricca di virtuosismi, seguite dal recitativo «Che vidi! Ch’ascoltai?» e dall’aria «Armi, stragi, vendetta, furore!». Dalla stessa opera ha eseguito anche il monologo «Io dunque senz’armi», dimostrandosi non soltanto un abile interprete, ma anche un artista capace di ricreare teatralmente i sentimenti espressi dal testo e di immedesimarsi nel personaggio. Ha quindi proposto un’ottima esecuzione dell’«Aria per le furie» dall’opera Angelica vincitrice di Alcina (1716) di Johann Joseph Fux. Si tratta di un brano impegnativo, che l’interprete ha affrontato con grande partecipazione e un’esplosiva esibizione di virtuosismo vocale. Secondo quanto riportato dallo stesso Comte nelle note del libretto discografico, i brani di Fux ascoltati durante il concerto sono stati registrati per la prima volta in CD. Sabata è un interprete di grande valore, che ha dimostrato sicurezza, musicalità e un timbro riconoscibile, sostenuto da un’ampia estensione vocale. La sua interpretazione delle arie «Da che me volete» e «La bella mia nemica», tratte dall’opera L’Angelica (1720) di Nicola Porpora, ha guidato il pubblico attraverso il percorso emotivo del personaggio, dalla furia alla desolazione, fino alla malinconia. Anche il compatto ensemble strumentale si è distinto, offrendo un’esecuzione sentita della Serenata, K 352 II. Gique (1701) di Johann Joseph Fux, una vivace interpretazione del Concerto per archi e clavicembalo in sol minore RV 156 di Antonio Vivaldi e una dinamica esecuzione della Sinfonia HWV 61 dall’oratorio Belshazzar di Händel. In quest’ultima pagina è emersa immediatamente la straordinaria qualità della scrittura musicale. I musicisti hanno accompagnato il canto di Sabata con grande efficacia, creando una cornice ideale per la sua interpretazione e stabilendo un solido legame tra musica e testo. I momenti culminanti del concerto sono arrivati nel finale, quando il controtenore ha offerto due splendide interpretazioni dell’aria «Fammi combattere» e dello straordinario monologo «Ah! Stigie larve», ovvero la scena della follia dall’opera Orlando di Händel. Sabata può essere considerato un esperto di questo compositore; ho avuto il privilegio di ascoltarlo negli ultimi anni nelle vesti di Ottone in Agrippina e nel ruolo principale di Rinaldo. Si è concluso così un evento unico, che ha superato le aspettative del pubblico presente, offrendo l’occasione di scoprire opere poco conosciute, accolte con grande soddisfazione. Non si può non riconoscere il merito del Festival Internazionale di Musica Sacra di Bogotá e del Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo per le loro azzeccate scelte di programmi di musica antica, come quelli proposti nell’edizione dello scorso anno, alla quale ho assistito: The Fairy Queen di Purcell, con il noto ensemble francese Les Arts Florissants, e il concerto dell’Ensemble Barroco di Bogotá con il controtenore tedesco Andreas Scholl.




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