lunes, 23 de enero de 2017

American Idiot - Teatro Coccia di Novara

Fotografie di Giovanna Marino

Renzo Bellardone

Non so perché, o forse si,  ma alla prima battuta di ‘American Idiot’ nella sua PRIMA italiana al Teatro Coccia di Novara, la mia mente  è andata a ‘1984’ di George Orwell ed esattamente alla rappresentazione dell’opera di Lorin Maazel vista alla Scala nel  2008.  Orwell iniziò a scrivere il romanzo nel 1948 ed  ipotizzò una società governata da eccessi di poteri; quanta ragione e preveggenza ebbe! Oggi sappiamo che sono i media a farla da padrone ed attraverso gli schermi  rendere la popolazione succube e schiava dei poteri forti. Abbruttiti dall’inutile e dall’imperversare di notizie tragiche, gli uomini  dimenticano la bellezza, vittime del brutto e prevaricati  dal totalitarismo, dalla violenza, dalla guerra ,dalla schiavitù, dall’ignoranza ed ora oso aggiungere dalla disperazione!

AMERICAN  IDIOT – Teatro Coccia – Novara,  22 gennaio 2017 Il nuovo musical di STM, coprodotto con la Fondazione Teatro Coccia Onlus e Reverse Agency. Regia di Marco Iacomelli Musiche dei Green Day. Liriche di Billie Joe Armstrong – Libretto di Billie Joe Armstrong e Michael Mayer Coreografie Michael Cothren Peña Cast: Johnny, Ivan Iannacci Tunny, Renato Crudo Will, Luca Gaudiano St.Jimmy, Mario Ortiz Whatsername, Natascia Fonzetti. Extraordinary Girl, Giulia Dascoli. Coproduzione STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia Onlus e Reverse Agency

Estrapolando dal  programma di sala si evincono i perché di un simile spettacolo:  “Green Day’s Amenrican Idiot” è un ritratto del disagio giovanile …ambientato nella periferia suburbana di una grande città. Le tematiche affrontate ….hanno radici nella biografia dei Green  Day, nella contestazione della società americana dopo l’11 settembre e del governo Bush, ieri e della minaccia Trump oggi” Già da questa praefatio si intuisce che non si tratta di un palcoscenico inondato da  mielosità, ma proposta di temi forti che coinvolgono la storia, il presente ed il futuro dell’umanità. La scelta della messa in scena è sicuramente eccezionalmente futurista con proiezioni super e di grossa novità; parimenti le luci fortissime vengono anche improvvisamente sparate su un pubblico coinvolto da musiche a forte volume. I giovanissimi interpreti sono sicuramente già dei professionisti: senza alacre studio e dedizione non avrebbero potuto raggiungere il livello di coordinamento che invece hanno presentato in uno spettacolo di 90 minuti senza pause, soste od anche un secondo di vuoto! Le voci giovani esprimono la rabbia, il disinteresse, l’impegno che solo nella fase post adolescenziale si possono vivere. Quello che colpisce lo spettatore è l’insieme della musica, dei colori, delle proiezioni in movimento, dei due interpreti sollevati in aria a volteggiare e cantare; colpisce l’assenza di fumo o contemporanei abituali espedienti teatrali che in futuro saranno soppiantati, come in questo caso,  da forti effetti visivi in un mix di colori proiettati e sparati dai led; schermi televisivi che proiettano la caduta delle Torri Gemelle a New York su un canale televisivo, mentre sull’altro passano le previsioni meteo, piuttosto che la pubblicità dell’ultimo hamburger alla moda. Lo spettacolo porta in scena le musiche dei Green Day con testi senza censure ed inondate dagli effetti speciali con luci stroboscopiche; gli interpreti sono agili ballerini, buoni cantanti e show men e show women, sicuramente giovani belve da. La musica vince sempre

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