viernes, 9 de diciembre de 2016

Concerto Prokofiev / Tchaikovsky - Opera di Lione, Francia

Foto: Jean Pierre  Maurin

Ramón Jacques

Come aperitivo, un giorno prima dell’inaugurazione della sua stagione lirica con la messinscena de L’Angelo di Fuoco di Prokofiev, l’opera di Lione ha organizzato un concerto sinfonico con la sua orchestra, con il principale obiettivo di omaggiare il suo direttore musicale dal 2008, il giapponese Kazushi Ono, che dopo questa stagione lascerà la sua posizione vacante nel secondo teatro francese per importanza. È notabile il valore di questo tipo di presentazione che permette ai musicisti dell’orchestra di interpretare opere e repertori non abituali, una pratica che realizzano diversi teatri importanti d’opera nelle loro stagioni come il Metropolitan o l’Opera di San Francisco,  per citarne alcuni: così come per il carattere formativo e di introduzione alla música classica per giovani e bambini che soprattuto hanno grenito il teatro. Con prezzi dei biglietti accessibili ed essendo la domenica pomeriggio non c’è stata una sola poltrona vuota in teatro. Il programa predisposto e diretto dallo stesso Ono, ha unito due importante opere del repertorio ruso con il Concerto per tromba e orchestra del compositore e direttore francese Henry Tomasi (1901-1971) una composizione lirica colorita serena ma di molto virtuosismo e brillanti linee melodiche in cui si coglie l’influenza di altri compositori francesi contemporanei come Debussy e Ravel Come solista ha partecipato il trombettista principale dell’orchestra dell’Opera di Lione, Jocelyn Mathevet.  Durante la serata si è potuta ascoltare anche una vivace e lucida interpretazione de il Capriccio Italiano op 45 di Tchaikovsky, suonato con giusta misura e all’unisono nei diversi movimenti marziali ed eroici della partitura. Di Sergei Prokofiev si è eseguita la Sinfonía n 5 in si bemolle maggiore op 100, grandiosa opera che costituisce la cuspide della carriera del compositore, in un’esecuzione in grado di estrarre il carattere sarcastico e mordente dell’opera, abbordando in ugual maniera I diversi accenti eroici e una forza che pareva incontrare un punto in comune con l’opera di Tchaikovsky che la preceduta nel concerto. Kasushi Ono ha lasciato il suo sigillo su quest’orchestra che ha diretto con mano sicura, bravura, e ammirevole omogeneità. Il concerto è stato breve ma ha lasciato un gradevole sapore in bocca agli astanti. I suoi impegni prima di lasciare questo teatro d’opera per farsi carico di diverse orchestre sinfoniche di cui è titolare, come quella di Barcellona e Catalogna o l’Orchestra Filarmónica di Tokyo, impugnerà la sua bacchetta nella produzione di Giovanna d’arco di Honegger, L’Enfant et les sortileges di Ravel e inoltre il già citato Angelo di fuoco di Prokofiev.


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