domingo, 11 de noviembre de 2012

Concerto di Tomas Netopil. Nuovo Teatro Comunale, Firenze

 Foto: Maggio Musicale Fiorentino
 
Massimo Crispi
 
Ultimo concerto della serie dedicata ai ‘Grandi Direttori’  Prima del Mehta Festival. Tomas Netopil con Andrea Dankova, Suren Maksutov e Daniel Schmutzhard. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino . Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze. Domenica 4 novembre, ore 16.30 TOMAS NETOPIL direttore. Andrea Dankova soprano. Suren Maksutov tenore Daniel Schmutzhard baritono
Sergej Rachmaninov | Le campane op. 35 per soli, coro e orchestra . Johannes Brahms | Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino Piero Monti maestro del Coro o sol Nuovo Teatro dell’Opera Domenica 4 novembre, ore 16.30

L'orchestra e il coro del Maggio Musicale, diretti dal m° Tomas Netopil, hanno eseguito un bel concerto sinfonico con un programma corposo che consisteva della sinfonia con voci "Le Campane" op. 35 di Sergej Rachmaninov in apertura e della seconda sinfonia di Brahms nella seconda parte.La tetra e inquietante composizione, basata su dei testi di Konstantin Dmitrevic Bal'mont da "The Bells" di Edgar Allan Poe, ricca di spunti sonori quasi cinematografici è di ascolto assai raro in Italia. Ne ricordo un'esecuzione anni addietro alla RAI di Milano, quando in Italia esistevano ancora le orchestre RAI… I due primi movimenti, quelli più ottimistici e sensuali, dove nel testo c'è un barlume di speranza, affidati al tenore, al soprano e al coro, avevano i loro interpreti a Firenze in Suren Makusutov e Andrea Dankova, che hanno spiegato le belle voci ambrate nell'acustica risonante del lugubre nuovo Teatro Comunale, valorizzando dei temi e delle melodie che forse di vocale, almeno in una visione di una vocalità alla russa, non hanno molto, sinceramente. La Dankova in particolare ha espresso un suono uniforme e solido, che la fa immaginare molto a suo agio in ruoli ciaikovskiani, in cui ci piacerebbe ascoltarla. Il terzo movimento, esclusivamente per coro e orchestra, ha mostrato le eccellenti qualità del coro del Maggio, che sotto la guida di Piero Monti ha raggiunto ottimi risultati. Il quarto e ultimo movimento del brano, il più lugubre di tutti, era affidato alla sonora e scura voce del baritono Daniel Schmutzard, mentre orchestra e coro alternavano lamenti di lutto e temi del Dies Irae. L'orchestra, sempre sublime, ha espresso ottime sonorità e colori sotto la guida sicura e meticolosa di Tomas Netopil. Ma è nella seconda sinfonia di Brahms che si è dispiegata maggiormente la ricchezza sonora, con il dialogo perpetuo tra archi e fiati: Netopil ha tratto dal complesso del Maggio Musicale una pregevole ricchezza cromatica e ci ha offerto un Brahms moderno, limpido, scevro da qualsiasi accademismo, anzi quasi posseduto dal demone della danza: i movimenti ternari erano di rara delicatezza, con un vellutato suono degli archi, e sembravano davvero destinati a un immaginario corpo di ballo che seguisse le indicazioni di quel demone. Grande successo per tutti.  


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