domingo, 11 de noviembre de 2012

Siegfried - Teatro alla Scala, Milano


Foto: Brescia & Amisano - Teatro Alla Scala
 
Massimo Viazzo
 
Il regista belga Guy Cassiers con la sua collaudata equipe giunge al terzo capitolo del Ring che si sta realizzando in questi anni sull’asse Milano-Berlino. La seconda giornata, Siegfried, mostra una chiara continuità con ciò che si è visto in precedenza. Proiezioni, quindi, soprattutto; e fatte sempre con estrema eleganza e gusto. Si sono viste bellissime immagini, o meglio, brandelli di immagini (foglie, vento, fuoco...) proiettate non solo sui fondali, ma anche sulle istallazioni che costituivano la funzionale scenografia. Riuscita e suggestiva, ad esempio, l’apertura del terzo atto con Erda sovrastata da un ampio velario, oppure la caverna di Mime circondata dai mille frantumi delle lame spezzate da Siegfried, o, ancora, il drago impersonato da mimi che azionavano sinuosamente un telo svolazzante. Insomma, sul palcoscenico tutto palpitava e aveva vita, riuscendo ad amplificare, senza mai cadere nello scontato o nel banale, l’emozione che si viveva sul palco con i cantanti e in buca con l’Orchestra del Teatro alla Scala guidata magistralmente da Daniel Barenboim. Barenboim sapeva cogliere le sfumature più intime: dettagliatissimo, ad esempio, l’accompagnamento della Canzone dell’Educazione di Mime nel primo atto, ma anche molto suggestivo il panico stupore della foresta nel secondo atto, o il clangore energico della fucina di Siegfried a chiusura di primo atto. E che dire del risveglio di Brünnhilde? Barenboim ha incantato il pubblico riuscendo a graduare con precisione millimetrica il superbo crescendo della sublime pagina wagneriana.Passando ai cantanti, Lance Ryan, nel ruolo del titolo, ha dominato la parte con baldanza. Anche se il suo fraseggio non è parso fantasiosissimo Ryan ha tratteggiato un Siegfried sicuro e di buon volume, ma soprattutto credibile. Sontuosa la prestazione vocale di Nina Stemme, svettante, imperiosa e  timbricamente luminosissima. Autorevole e di bel colore vocale il Wanderer di Terje Stensvold, invero più a suo agio in zona acuta. Straordinari, poi, i due nani: Mime impersonato dal poliedrico Peter Bronder con infinite sfumature caratteriali e con voce potente, e Alberich al quale dava voce robusta e timbrata Martin Kränzle. Anna Larsson (Erda) e Alexander Tsymbalyuk (Fafner) completavano un cast di ottimo livello. L’uccellino di Rinnat Moriah, infine, ha mostrato qualche durezza sugli acuti. Spettacolo applauditissimo che fa ben sperare per la Götterdämmerung conclusiva del maggio prossimo, prima della ripresa, il mese successivo (giugno), del Ring completo.

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