lunes, 1 de agosto de 2016

Stresa Festival 2016- Midsummer Jazz Concerts

Renzo Bellardone

Ancora una volta la magia del lago maggiore e la musica si confondono nella reciproca esaltazione. Le atmosfere rarefatte o fortemente incisive del jazz suonato dai  grandi nomi del panorama internazionale realizzano quello che per molti è l’appuntamento italiano  più importante dell’anno.

AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI
Martedì 19 luglio - il MAGGIORE – VERBANIA  Cristina Donà, voce e chitarra, Rita Marcotulli, pianoforte, Enzo Pietropaoli, contrabbasso, Fabrizio Bosso, tromba, Javer Girotto, sax, Saverio Lanza, chitarra elettrica
Cristiano Calcagnile, batteria e percussioni, Amore che vieni, amore che vai, Fabrizio De André le donne e altre storie 
Ute Lemper sta a Bertold Brecht, così come Cristina Donà sta a De André. E dopo questa riflessione parrebbe quasi inutile parlare di emozioni, sensazioni e colori d’atmosfere crude ed al tempo stesso sensibili. Gli artisti di provata bravura  e consolidata fama, non necessitano certamente di presentazione alcuna, fatta eccezione per il fuoriclasse Pietropaoli che doverosamente bisogna segnalare per essersi esibito con il basso (chitarra) e non con il contrabbasso. Come nella  migliore tradizione jazz gli applausi rimarcanti il bello degli assolo non sono mancati, ma sento il bisogno di sottolineare ed evidenziare la presenza da grande ‘belva da palcoscenico’ di Cristina Donà che con vero fair play e forte impatto complessivo ha intrattenuto il pubblico tra una storia di donna e l’altra. Non sono mancate la storica ‘Storia di Marinella’ dove gli strumenti sono entrati uno ad uno in una sorta di rituale, oppure ‘Bocca di Rosa’ narrata seduta su una sedia a centro palco. L’ospitante’ MAGGIORE’ di Verbania, si è rivelato un apprezzabile contenitore per la musica, lo spettacolo e le emozioni.

VENERDI’ 22 LUGLIO HOTEL REGINA PALACE – SALA BACCARAT Jack DeJohnette, batteria e pianoforte, Matt Garrison, basso, Ravi Coltrane, sax
Colori avvolgenti e sottolineanti le essenziali ed intimistiche atmosfere della batteria soft insieme alle tenui variazioni del sax danno inizio al concerto con i suoni staccati del basso elettrico. Il segno che contraddistingue tutto il concerto è l’assoluto ‘linguaggio diverso’ che va alla ricerca di sonorità inconsuete (seppur non nuove) con allungamenti e attese in un accorto e misurato crescendo di volume e livello emozionale. I brani prevedono quasi sempre un inizio con pochi ed apparentemente slegati tocchi di bacchette con graduale inserimento del sax e del basso in una sorta di lenta introspezione musicale. Dejhonette non si risparmia neppure con qualche accenno al pianoforte nel terzo brano proposto, dove esibisce scioltezza in improvvisazioni accurate. Il linguaggio proposto sottintende una meticolosa ricerca, ma l’ascolto non è immediato e talvolta risulta criptico. Se una riflessione azzardata è consentita mi sorge un parallelo con i primi ascolti delle composizioni di Pierre Boulez che apparivano come ‘strane’, ma che poi nel tempo sono divenute familiari.

SABATO’ 23 LUGLIO HOTEL REGINA PALACE – SALA BACCARAT Carla Bley, pianoforte, Steve Swallow, basso, Andy Sheppard, sax soprano e tenore
Musica lieve che avvolge ed a sua volta accarezzata da atmosfere fatte di leggerezza tenue ed appena sfumata. La melodia del sax  è dolce ed i ritmi garbati del basso sono scanditi dall’accompagnamento essenziale del pianoforte.. Le composizioni di Carla Bley sono caratterizzate da note pulite e ben chiare che si amalgamano in una miscellanea di colori eleganti e raffinati, come è la stessa autrice, pianista. Swallow, già apprezzato nel recente  passato allo Stresa festival, si è riproposto con ancor maggiore serenità ed amore per quello che suona ed in totale sintonia con la Bley e con Sheppard al sax soprano e tenore.

Domenica 24 luglio - Stresa, Lungolago La Palazzola                                           
Roberta Gambarini Band Roberta Gambarini, voce, Justin Robinson, sax alto e flauto, Sullivan Fortner, pianoforte
Ameen Saleem, basso, Quincy Phillips, batteria

Roy Hargrove Quintet, Roy Hargrove, tromba e flicorno, Justin Robinson, sax alto e flauto, Sullivan Fortner, pianoforte
Ameen Saleem, basso, Quincy Phillips, batteria.

Finalmente il clima ha concesso la tregua necessaria per poter assaporare il concerto nei giardini della Palazzola di Stresa, nella sempre magica cornice del lago Maggiore. La stessa formazione strumentale si è presentata con due solisti diversi: nella  prima parte con la superba cantante Roberta Gambarini, mentre nella seconda con il trombettista Roy Hargrove.  La Gambarini si presenta sicura delle sue potenzialità vocali con assoluta padronanza dello strumento che utilizza in sussurri impercettibili quanto in agilità e variazioni dal sapore mozartiano o rossiniano. A comprova delle sue capacità inizia lo spettacolo con un assolo vocale senza strumenti, cui seguiranno canti melodiosi brasiliani, bossa nova e Oblivion di Piazzolla per ultimare con una personalissima quanto sofferta ‘Estate’ di Bruno Martino “….e la chiamano estate, questa estate senza te…..” La seconda parte del concerto mette ancor più in risalto la bravura degli strumentisti: Phillips alla batteria è costantemente allegro e puntuale, Robinson al sax coinvolge emotivamente mentre Saleem al contrabbasso segna il ritmo, avvolto dalle note dell’eclettico ed estroverso Fortner al pianoforte. La platea con un applauso   accoglie Hargrove con abito blu carta di zucchero ed occhialino tondo dalla montatura rossa come il papillon. Questi, ottimo alla tromba ed al filicorno regala anche un paio di canzoni con la sua voce. La Musica vince sempre.

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