sábado, 9 de diciembre de 2017

Houston Symphony - Mojca Erdamann

Foto: Mojca Erdamann

Ramón Jacques

Vari concerti di inizio stagione della sinfonica di Houston sono stati cancellati a causa dell’inagibilità della Jones Hall dopo le inondazioni che ha sofferto la zona del teatro della città dopo il passaggio dell’uragano Harvey. Un gala dell’orchestra con il mezzosoprano Susan Graham è stato uno dei concerti cancellati, e finalmente, una settimana dopo, e tenendo come sede alternativa la sala da concerto Stude Concert Hall dell’Università di Rice, è iniziata la stagione con un programma sinfonico vocale molto soddisfacente. L’inizio del programma  è stato affifdato al Te Deum di Dvořák  con l’eccezionale partecipazione del coro della sinfonica di Houston, un pezzo in cui curiosamente decantava la naturalezza, evocando il suono degli uccelli mescolato con la musica popolare ceca, situando lo spettatore in un ampio spazio di aria libera. Forse un esempio di ciò che la naturalezza e la sua forza possono essere antagoniste risvegliando ammirazione o paura per i suoi effetti. La sala da concerto, più piccola della sala abituale, ha creato un effetto di intimità e vicinanza con la musica e il coro in controstante comunicazione con i solisti Profusione di percussioni, archi vibranti e omogenei nel suono, e con un graduale crescendo finale allora regalato un elettrizzante conclusione. Il basso Nicholas Brownlee ha cantato la sua parte con rigidità dando un carattere paternale alla sua interpretazione, profonda e  ferma. Da parte sua il soprano tedesco Mojca Erdmann ha cantato con timbro penetrante e buona proiezione le sue linee espressive e sublimi. Nella seconda parte il pubblico ha potuto assaporare gli appassionati colpi di scena della quarta sinfonia di Gustav Mahler, caricati di soave lirismo, ironia, grazia e impeto nella sua sovreccitata passione. Gli archi e i corni francesi hanno primeggiato in quest’esecuzione.  Il calore e la tranquillità del movimento più lento sono parse essere come un’entrata alla visione finale del cielo. Qui, la Erdmann ha mostrato un tono vibrante, fresco, flessibile e vivace. La direzione di Andres Orozco-Estrada è stata entusiasta e puntuale, salvo qualche imperfezione di sincronizzazione all’inizio il secondo brano, e la sua lettura è stata eloquente e sicura


No hay comentarios:

Publicar un comentario