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Saturday, December 4, 2010

Madama Butterfly en el Teatro Regio de Turín

Fotos: Ramella & Giannese - Fondazione Teatro Regio di Torino

Renzo Bellardone

El director de escena Damiano Michieletto actualizó conceptualmente la historia de Cio Cio San al punto de hacer olvidar sus ¡106 años de existencia! Se abre la escena en la caótica calle de una desarrollada ciudad del este asiático, con coloridos y luminosos carteles en ingles, chino y tailandés ubicados al fondo de la “casa”, que aquí era el lugar donde ofrecían sus cuerpos las mujeres que se encontraban mas allá de los vitrales, para después convertirse – en la continuación de la narración- en la casa de Butterfly y en el lugar del suicidio. Pinkerton, el americano en busca de una efervescente aventura erótica, y en espera de una “verdadera mujer americana” fue interpretado aquí por un buen tenor Andrea Carè quien llegó en un auto jaguar (absolutamente creíble y puntual), acompañado del Goro de Gregory Bonfatti, bien acoplado al papel, con lentes obscuros, cola de caballo, con mas expresión de traficante que de agente matrimonial, y que se convirtió en un personaje malo, al punto de ofrecer “caramelos” sospechosos a los niños. La protagonista Raffaela Angeletti, quien entró a escena en un trolebús fucsia del que extrajo sus pertenencias, fue una valida y fascinante interprete quien sin prestarse a ocurrencias fuera de lugar y pasadas de moda, ofreció una sobria interpretación, mas participativa y envuelta en el personaje con el que le dio realce, aun dentro de una visión moderna del mismo. La música fue dirigida apropiadamente por Pinchas Steinberg, en perfecta sintonía con lo que sucedía sobre la escena, de manera puntual y precisa, sin ser enfática, pero delineando los momentos mas escabrosos y sufridos de la obra. Se trató de una dirección orquestal muy apreciada que condujo a los músicos a ofrecer más que solo una bella pagina musical. Las ideas escénicas fueron en verdad muchas, y más allá de las ya mencionadas, valdría la pena hablar del tema de la “diversidad” que fue representada en la escena en la que el niño de ojos azules es agredido por otros niños de rasgos orientales.

El momento de cambio de temporada, Michieletto lo entendió como un juego entre Cio Cio San y Suzuki, este último papel fue interpretado por la convincente Damiana Pinti, en el que ambas pintaron flores con las manos sobre los vidrios de la casa, en lo que fue una imagen poética, sugestiva y conmovedora. Pero la conmoción tuvo obviamente su momento de mayor exaltación el final de la historia cuando se ve al hijo meciéndose en un columpio mientras en el interior de la casa ocurre una tragedia. Butterfly conciente del abandono de Pinkerton decide encargarle su hijo a Kate Pinkerton- interpretado por Ivana Cravero, “la verdadera mujer americana” y con una pistola en la sien derecha se dispara y cae muerta al momento de la ultima nota pucciniana, para marcar el final de la función. Al final los aplausos fueron para la apreciable música, bien dirigida e interpretada, así como para el coro dirigido por Claudio Fenoglio, a Paolo Fantin por la escenografía, a Carla Teti por los vestuarios y a Marco Filibeck por la iluminación. Domenico Balzani interpretó un Sharpless muy humano y verdaderamente dispuesto a ayudar a Butterfly; el príncipe Yamadori fue Paolo Maria Orecchia, el del tío bonzo por Riccardo Ferrari y el del comisario por John Paul Huckle, todos ellos bien en la parte vocal y en la actoral. La producción escénica fue de buena manufactura, aunque quizás fue “demasiado innovadora” para los nostálgicos de las puestas clásicas, pero no faltó nada, y se ha enriqueció y se actualizó a la obra y al libreto, revalorizándolo. ‘Un bel di vedremo’ no fue el resultado de la culminación de la obra, si no una pagina de música que poéticamente dio forma a uno de los temas de la opera, el de la “espera”

Thursday, December 2, 2010

MADAMA BUTTERFLY, ovvero una pagina di cronaca di un qualunque giornale di oggi…..Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella & Giannese- Fondazione Teatro Regio di Torino
Renzo Bellardone
Il regista Damiano Michieletto ha attualizzato concettualmente la storia di Cio Cio San al punto da far scordare i 106 anni di età! Si apre la scena sulla caotica via di una evoluta città dell’est asiatico: scritte colorate e luminose in inglese, cinese e tailandese fanno da sfondo alla ‘casa’ che qui è luogo di offerta del proprio corpo da parte delle ragazze che stanno al di là delle vetrata, per diventare poi –nel prosieguo della narrazione- casa di Butterfly, luogo d’amore e luogo del suicidio! Pinkerton –americano in cerca di una frizzante avventura erotica, in attesa di ‘una vera moglie americana’ è qui interpretato dal bravo Andrea Carè che giunge su un auto carrozzata Giugiaro (assolutamente credibile e puntuale); è accompagnato da Goro -Grigory Bonfatti ben calato nella parte- che con occhiale da sole, codino ed atteggiamente più da spacciatore che da sensale di matrimoni nel corso dell’opera diventa davvero una sporca figura, sporca al punto da offrire caramelle ‘sospette’ a bambini. La protagonista Raffaella Angeletti, che giunge in scena con un trolley fucsia da cui estrarrà i suoi averi è valida e trascinante interprete che non indulgendo in stonate sdolcinature ormai fuori moda, dona un’interpretazione asciutta ma partecipata e coinvolta che affascina il pubblico portandolo a valutare il ruolo della donna con una osservazione nuova rispetto al passato. La musica diretta dal bravo Pinchas Steinberg è in perfetta sintonia con quanto avviene in palcoscenico e puntale e precisa senza essere mai enfatica, sottolinea i vari momenti della scabrosa e sofferente vicenda. Direzione orchestrale molto apprezzata e che ha condotti gli orchestrali ad offrire una bella pagina musicale.

Le idee registiche sono davvero molte ed oltre a quelle già menzionate, vale la pena di evidenziare come il tema del ‘diverso’ sia rappresentato con la scena del bimbo che mentre gioca con delle barchette di carta dentro a delle pozzanghere , viene aggredito da altri ragazzini cinesi, in quanto lui è si un bimbo cinese, ma con gli occhi azzuri ed i riccioli biondi, quindi ….diverso! Il momento della ‘stagion dei fiori’, Michieletto lo vede come un gioco che Cio Cio San e Suzuki, la convincente Damiana Pinti, fanno insieme al bimbo e colorano tutte le pareti di vetro della casa con le mani, dando ai disegni la forma di fiori: immagine poetica e suggestiva che commuove. Ma la commozione ha ovviamente il suo momento di maggiore esaltazione al culmine della storia: il bimbo si dondola sull’altalena, rivolto verso l’esterno, mentre all’interno arriva la tragedia. Butterfly, ormai consapevole dell’abbandono di Pinkerton, deciso l’affidamento di suo figlio a Kate – Ivana Cravero - la ‘vera moglie americana’ di Pinkerton, decide di farla finita e dopo aver gettato un poco credibile pugnale – per lei che si era illusa di una improbabile americanità – si punta la pistola alla tempia destra, e con un colpo sparato sull’ultima nota pucciniana, cade a terra morta, mentre il sipario scende a segnare la fine! Ottima musica ben diretta ed interpretata, validi tutti i cantanti e plausi per Claudio Fenoglio-direttore del coro, Paolo Fantin per le scene, Carla Teti per i costumi e Marco Filibeck per le luci. Nulla è stato lasciato al caso od improvvisato frettolosamente ed anche gli altri interpreti sono apprezzati dal pubblico. Domenico Balzani interpreta uno Sharpless umano che vorrebbe veramente aiutare Butterfly; il principe Yamadori è interpretato da Paolo Maria Orecchia che ben sta nella parte; Riccardo Ferrari nel ruolo dello zio bonzo e John Paul Huckle –il Commissario imperiale- sono anch’essi apprezzati sia vocalmente che attorialmente. L’allestimento è molto curato e seppur è apparso ‘troppo innovatore’ a qualche nostalgico della realizzazione classica, nulla ha tolto, anzi ha arricchito l’insieme, contemporaneizzando la vicenda ed il libretto, riscoperto e rivalorizzato.‘Un bel di vedremo’ non è risultato il culmine dell’opera, ma una bella pagina di musica che ha poeticamente contornato uno dei temi dell’opera : “l’attesa”.