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Sunday, July 27, 2025

Passion Galliano - Stresa Festival 2025

Foto: Stresa Festival 2025

Renzo Bellardone

Con alle spalle Palazzo Borromeo, di fronte il lago e le luci della collina...al centro pianoforte e fisarmonica, che dire….certi luoghi da soli parlano di bellezza, di serenità, di condivisione….l’Isola bella a Stresa parla veramente così!

STRESA FESTIVAL 2025  - PASSION GALLIANO- 25 luglio SIMONE LOCARNI PROJECT /// ARTIST IN RESIDENCE. «Era il mio desiderio più caro: dare un giusto spazio a questo strumento, ingiustamente qualificato come il ‘pianoforte dei poveri’, mentre la mia fisarmonica è sempre stata uno ‘Steinway con le cinghie’». Queste parole di Richard Galliano rendono l’idea dell’approccio al suo strumento del quale è uno dei protagonisti indiscussi degli ultimi 50 anni. (dalle note dello Stresa Festival) Apre la serata piano solo del sobrio e virtuoso Simone Locarni, artis in residence allo Stresa Festival 2025. Raffinato interprete, racconta anche che il jaz non è il punto di arrivo, ma il mezzo per arrivare. Colto e misurato Locarni interpreta con eleganza tre brani di Galliano, il quale poi si complimenterà poi con Locarni per la verve interpretativa. Poi viene introdotto Richard Gallliano  che subito trasporta in mondi altri ed in atmosfere sognanti che immergono nella fantasia e nell’immaginazione più fantasticamente evocativa. Galliano esegue brani di diversa ispirazione che la sua maestria trasforma in opere d’arte di suggestione musicale. Compie variazioni ed incursioni (...io cerco la Titina..) evocando brani celebri ed ispirati. A conclusione di concerto Galliano invita Locarni a suonare insieme ‘Les feuilles mortes’ ricreando un momento di incredibile poesia, ma il pubblico non si accontenta e chiede ancora dei bis, che si comcludono con le due voci strumentali lanciate in un avvolgente tango. La Musica vince sempre




 

Wednesday, August 31, 2016

Stresa Festival 2016 - Galliano e Camerata Ducale

Renzo Bellardone

STRESA  FESTIVAL 2016 - GALLIANO E CAMERATA DUCALE Isola Madre, Loggia del Cashmere 27 agosto JOHANN SEBASTIAN BACH, Concerto in do min. per oboe, violino, archi e basso continuo BWV 1060 RICHARD GALLIANO, Opale, Concerto per fisarmonica e orchestra d’archi
CARLOS GARDEL, Por una cabeza, per violino e archi RICHARD GALLIANO, Melodicelli, per fisarmonica e archi ANTONIO VIVALDI, Concerto in sol min. «L’Estate»,  per violino e archi RV 315
ASTOR PIAZZOLLA, Aria & Libertango; Oblivion, per fisarmonica e archi RICHARD GALLIANO, Tango pour Claude, per fisarmonica e archi; La Valse a Margaux, per fisarmonica e archi


Nel giardino prospiciente la Loggia di Palazzo Borromeo all’Isola Madre si è assistito alla costruzione di un ponte tra l’emozione conosciuta e l’emozione nuova che sorge dalla rivisitazione. Bach e Vivaldi incontrano la fisarmonica di Richard Galliano e le sue riscritture che illuminano di rinnovata luce e brillantezza contemporanea interrotta dai  lampi e bagliori dei ritmi  argentini e di tradizione. L’ensemble, quello della Camerata Ducale, è diretto da Guido Rimonda che si è esibito con il pregevole Stradivari del 1721 appartenuto a  Jean-Marie Leclair  al cui proposito si narra una storia avventurosa e misteriosa che culmina con la sua morte per assassinio nel 1764; il cadavere di Leclair venne scoperto solamente due mesi dopo la morte e il corpo, ormai in via di decomposizione, lasciò una macchia nerastra della mano che ancora oggi è visibile sullo strumento. Le violon noir, passato di proprietario in proprietario, è approdato a Guido Rimonda che lo suona ormai da anni in concerto. Questo violon ha un suono dolce e corposo da cui Rimonda trae voci e colori preziosi. Galliano e Rimonda, insieme alla Camerata Ducale, hanno colto e proposto una nuova idea di musica classica riscritta con tempi e ritmi di celebri ballabili conosciuti alla tradizione popolare, rendendo lieve e gradevole l’ascolto. La location di forte suggestione architettonica e paesaggistica ha compiuto l’opera di coinvolgimento emotivo attraverso una esperienza multisensoriale; l’aver proposto l‘Estate’ di Vivaldi nella riscrittura di Galliano che acuisce l’alternarsi di ritmi lenti ed accelerati è stato forse un involontario, ma efficace fil rouge con il concerto Jazz della Gambarini che aveva interpretato l’estate di Bruno Martino Concerto ‘tutto esaurito’ grazie ad un pubblico entusiasta. La Musica vince sempre.

Saturday, June 19, 2010

Richard Galliano & Gonzalo Rubalcaba - Setimana Musicali di Stresa e del Lago Maggiore

Foto: Richard Galliano- (Michel Vonlanthen), Gonzalo Rubalcaba

Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore. Stresa Festival 2010

Stresa - Sala Tiffany – Hotel Regina Palace. Sabato 8 maggio 2010

LOVE DAY – RICHARD GALLIANO & GONZALO RUBALCABA
Renzo Bellardone
Un dialogo insolito tra due strumenti che si incontrano sulla pedana della sala Tiffany e da subito si parlano coinvolgendo il pubblico presente in un racconto dei tempi andati e del tempo attuale.
La mano quasi appoggiata come sulle corde di un’arpa, l’attesissimo Richard Galliano da il via al racconto con la leggerezza saggia di chi ricorda con precisione ed insieme al racconto vuol far rivivere le sensazioni vissute in chi ora ascolta. Sofferente o appassionato, sognante o euforico riesce a disorientare il pubblico silenzioso ed attento con vistuoisistica, raffinata espressività, tanto da evocare, materializzandolo, il silenzio intorno al suono.

Con l’omaggio a Bach rivela la profonda conoscenza musicale. Gonzalo Rubalcaba -poco conosciuto in Italia -non a caso vanta otto nominations al Grammy (oltre agli innumerevoli riconoscimenti) e sabato si è capito perché. Se le note della fisarmonica sono delicate, quelle del pianoforte sono nette, precise, staccate e contribuiscono a creare un indiscutibile ed efficacemente percepito interplay. Che eseguano “Chanson pour Claude” o “Sogno a fior di Senna” riescono a riportare l’esatta atmosfera ispiratrice. Si intravedono due persone al tavolino di un bistrot parigino da dove esce il profumo della brioche appena sfornata e del caffè caldo, si sente la bruma au borde de la Seine che penetra le ossa in un freddo mattino d’autunno, il profumo dell’oceano, ed i dolci effluvi provenzali, il salmastro dell’oceano.
Si odono le danze , i valzer, i tanghi e si intravedono anche le balere del bal musette; ricchi inglesi paseggiano sulla Promenade des Anglais e sulla Croisette……forse anche una czarda… Con un leitmotiv fatto di due note che salgono di tono per poi spegnersi in un sussurro, il pianista riporta l’anima che vaga senza tempo e senza spazio, mentre respiri senza suono della fisarmonica chiudono il brano con delicata raffinatezza. “Les feuilles mortes” costituisce il bis che chiude un concerto che ha registrato un’armoniosa alternanza di brani con sola fisarmonica, con solo Stainway gran coda o l’insieme dei due affiatati strumenti elegantemente suonati da raffinati interpreti. La nota spiritosa del “naso che prude “ di Galliano che “non può provvedere” per non “perdere il tempo” e la suggestione della prossima nota umanizza ancor più questo grande interprete che risulta giustamente simpatico al grande pubblico. In sala non solo appassionati di Jazz, ma applausi calorosi alla fine di ogni brano e naturalmente in chiusura. Affabili e cordiali i due artisti hanno salutato tutti coloro che hanno avuto piacere di avvicinarli e conoscere.