Showing posts with label Barbara di Castri. Show all posts
Showing posts with label Barbara di Castri. Show all posts

Friday, May 14, 2010

Luisa Miller al Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella & Giannese - Fondazione Teatro Regio di Torino.

Giosetta Guerra

Quando in un’opera il padre è più bello del figlio o l’antagonista più accattivante del protagonista, sarebbe meglio ascoltare e non vedere, se poi anche la scenografia è generica e senza tempo tanto vale chiudere gli occhi o fare l’opera in forma di concerto, fermo restando che le voci siano adeguate. Per Luisa Miller (la vicenda è ambientata in Tirolo, nella prima metà del XVII secolo), andata in scena al Teatro Regio di Torino, dopo la lunga e bellissima ouverture, il sipario si apre su un tetro interno ligneo (eppure c’è una festa di compleanno), che si ripete nel corso dell’opera ogniqualvolta si deve figurare un ambiente chiuso (a volte rischiarato da alberi frondosi agitati dal vento dietro le finestre, quasi a richiamo del Tirolo) e che si alterna con pannelli scorrevoli a disegni geometrici quando l’azione si svolge all’aperto. Il vecchio Miller, padre di Luisa, è qui giovane e aitante, Rodolfo, amante di Luisa, è basso e pienotto, il conte di Walter, padre di Rodolfo è alto, slanciato e bello e Wrum, castellano di Walter che vorrebbe sposare Luisa perché ne è innamorato, è anche un gran bell’uomo. Credibilità scarsa.
L’allestimento, coprodotto con il Teatro Regio di Parma, si avvale di regia, scene, costumi e luci di Denis Krief, che a volte fa muovere coro e protagonisti ballando sulla musica e che mira a dar risalto alla differenza dei ceti sociali. Tra i cantanti, tutti bravi professionisti, le tre voci scure maschili hanno fatto proprio una gran figura. Molto belle e ben gestite le voci di Gazale, Iori e Anastassov. Il baritono Alberto Gazale (Miller) è una grande figura scenica e un grande personaggio con il dramma nella voce, l’eccellente modo di porgere, sostenuto dalla ricchezza del mezzo vocale in quanto a colore, peso, ampiezza, morbidezza, dà risalto all’intensità dell’interpretazione.

Il basso Orlin Anastassov (Conte di Walter) domina la scena con l’autorevolezza della sua figura, la voce è importante, corposa e di buon peso e volume. Enrico Iori (Wurm) è un bravissimo basso dalla voce robusta e vibrante e dall’aspetto imponente. Il tenore Massimiliano Pisapia (Rodolfo) ha un bel getto vocale, robusto, squillante, sicuro, ma canta quasi sempre con impeto e, per essere un personaggio romantico, si concede poche morbidezze. Non sempre sicura risulta l’emissione del mezzosoprano Barbara Di Castri (la duchessa Federica); la contadina Laura è interpretata dal mezzosoprano Katarina Nikolic e un contadino dal tenore Dominic Armstrong. Poi c’è lei, Fiorenza Cedolins, bella, teatrale, brava cantante e brava interprete, con bella voce nel ruolo di Luisa Miller, che purtroppo non mi sembra completamente adatto alle sue peculiarità vocali. Sul podio dell’Orchestra del Regio c’è il bravo maestro Donato Renzetti, fedele interprete della partitura verdiana e con un occhio sempre attento anche al palcoscenico. Artefice di pagine corali di forte coinvolgimento è il Coro del Regio, diretto da Claudio Fenoglio.

Monday, May 10, 2010

Luisa Miller de Verdi en el Teatro Regio de Turín

Fotos: Ramella & Giannese © Fondazione Teatro Regio di Torino

Ramón Jacques
Luisa Miller fue la tercera opera compuesta por Verdi (junto con Giovanna d'Arco e I masnadieri) basada en una obra de Friedrich Schiller, como el melodrama Kabale und Liebe (Intriga y amor). Estrenada en 1849 en el Teatro San Carlo de Nápoles al final del prolífico periodo en la vida de compositor de Verdi conocido como “años de galera” en el que en once años creó quince operas, tuvo un buen recibimiento en sus primeros años de existencia. Sin embargo, a diferencia de otras obras verdianas es de las que continúan siendo poco representadas y olvidadas en la actualidad. Sólo el moderno renacimiento del teatro musical ha desempolvado joyas como esta incluyéndolas en los programas de algunos teatros importantes.

Las coproducciones escénicas realizadas entre varios teatros han facilitado también la reposición de obras perdidas. Fue así como esta opera, vista por última vez hace más de treinta años en Turín, fue repuesta con la producción teatral ideada por Denis Krief para el Teatro Regio de Parma en el 2007. La labor de Krief, quien se encargó de la dirección de escena, escenografías, modernos vestuarios e iluminación, incluyó, fiel a su costumbre, figuras con diseños geométricos, pocos elementos, y la transmisión de imágenes de bosques y paisajes al fondo del escenario creando un sobrio pero vanguardista montaje apegado a la historia.


El elenco contó con la soprano Fiorenza Cedolins, quien bordó una distinguida y conmovedora Luisa Miller, por presencia escénica, y exhibió una delicada y seductora voz de dúctil y lírico timbre, por momentos de poca extensión y energía. El tenor Massimiliano Pisapia brindó una interpretación cargada de fuerza emocional y un timbre luminoso y claro como Rodolfo. El personaje de Miller se benefició de la autoritaria presencia de Alberto Gazale, un barítono de óptima línea musical, atractivo fraseo y elocuente declamación del texto.


Barbara di Castri emitió satisfactorias notas musicales con cuerpo y grata tonalidad oscura de mezzosoprano como Federica; Orlin Onastassov mostró una portentosa y expresiva voz de bajo y una consistente actuación como el Conde de Walter; y el bajo Enrico Iori una suntuosa coloración en su autoritario y voluminoso canto como el manipulador Wurm. En el podio, Donato Renzetti, director versado en el repertorio italiano, guió a la orquesta con entusiasmo y mano segura balanceando música y drama con armonía y color. Finalmente, el coro agradó por su destacado aporte a la función.