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Monday, July 20, 2020

Stresa Festival 2020 - Midsummer concerts


Foto: Stresa Festival

Renzo Bellardone

Stresa – Lungo lago La Palazzola 18 luglio 2020-07-19 fellinijazz
Omaggio a Federico Fellini
ENRICO PIERANUNZI TRIO
Enrico Pieranunzi –pianoforte
Luca Bulgarelli – contrabbasso
Mauro Beggio – batteria

In presenza di varie misure di sicurezza dettate dal rispetto delle norme imposte  a causa del Covid 19, Lo STRESA FESTIVAL  ha messo in piedi un cartellone di tutto rispetto e di grandi contenuti. Sabato 18 luglio, la prima serata dei Midsummer Concerts, ha visto la partecipazione di Enrico Pieranunzi Trio, nella suggestiva cornice del Lungo Lago La Palazzola con vista lago e Isola Bella. Il programma, particolarmente ricco di ritmo, poesia ed eclettici virtuosismi racconta Fellini attraverso le musiche di Nino Rota, fil rouge nella produzione felliniana. Enrico Pieranunzi con la simpatica semplicità che lo contraddistingue, ha raccontato aneddoti e ricordi presentando i vari brani, a cominciare dal primo, ovvero il tema da ‘I Vitelloni’ del 1953 dove si può dire che ha visto la luce il genio creativo del Maestro.  Poi il Trio interpreta i due temi dal ‘Bidone’ che, titolo premonitore, non ha avuto fortuna ed è stato considerato un vero flop, mentre la musica con ritmo incalzante   il primo branco e con accenti poetici il secondo, è rimasta tra le belle composizioni di Rota. Enrico Pieranunzi al pianoforte è davvero bravissimo ed ascoltandolo,  non ci si accorge che il tempo scorre, ma anche gli altri due artisti sono di notevole levatura ed in perfetta simbiosi la puntualità di Mauro Beggio alla batteria che vive con sicura professionalità, ben si unisce alla voce profonda del contrabbasso virtuosistico suonato da Luca Bulgarelli. La carrellata di successi propone poi ‘Le notti di Cabiria’ con un ricordo a Giulietta Masina, sceneggiatura scritta a quattro mani da Fellini con Ennio Flaiano, che si sono gettati a descrivere un volto delle notti romane. Dopo la citazione del primo premio Oscar, ecco che Pieranunzi annuncia il tema da ‘La Strada’ che valse al maestro il secondo  Oscar: a due voci, pianoforte e contrabbasso viene estrapolato lo straordinario tema musicali con delle improvvisazioni magistrali, che anticipano la dedica di un valzer e poi ‘Amarcord’ che diventa evocativamente commovente cui segue il capolavoro de ‘La dolce Vita’. La serata molto piacevole, con anche un delicato ricordo di Ennio Morricone,  e di altissimo livello interpretativo  ha dato agli spettatori entusiasti la speranza di poter tornare a vivere le intime emozioni della musica condividendo con gli altri uno sguardo di soddisfazione e di gioia per  essere ancora insieme ed insieme vivere la musica. La Musica vince sempre.



Friday, August 13, 2010

Enrico Pieranunzi plays Scarlatti - Stresa Festival 2010

Foto: Enrico Pieranunzi (pianoforte); www.enricopieranunzio.com, D.Baumann

STRESAFESTIVAL2010
Venerdì 6 agosto 2010 ore 21,oo – ROCCA di ANGERA

PIERANUNZI PLAYS SCARLATTI
Enrico Pieranunzi – pianoforte
Sonate e Improvvisazioni
Renzo Bellardone
Simboli e simbolismi spadroneggiano all’interno della Rocca di Angera e questa sera grazie all’ascolto di uno Scarlatti jazz….alla maniera di Gerschwing….i simboli ed i simbolismi crescono e fanno crescere chi ha orecchie per udire e mente per pensare. Per una “Meditazione in Musica” la scelta si presenta coraggiosa sia per l’autore, che per l’interprete che per la location, ma che si giustifica e comprende durante il vagabondaggio musicale di Enrico Pieranunzi, improvvisatore eclettico, che nulla inventa, ma semplicemente ricalca le orme di ben più celebri improvvisatori : Bach, Brahms, Chopin, e così via, fino ai più noti jazzisti del ‘900. Fin da giovanissimo iniziò sotto la guida del padre chitarrista a scoprire i primi rudimenti della musica crescendo in parallelo nello studio della classica e nell’esecuzione del jazz ed in questo appuntamento delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore si propone anche in veste di interprete blues, con in mente Scarlatti e nel cuore Shuman e Chopin. La proposta ad Angera è la rivisitazione di partiture barocche volte verso lo strumentale fino all’intimistico sofferto strawinskijano, attraverso inusuali sarabande jazz.

Domenico Scarlatti (figlio di quell’Alessandro musicista che lo instradò verso il rigo musicale) fu spirito inquieto che vagabondò da Roma a Napoli e dal Portogallo alla Spagna dove – più precisamente alla corte di Madrid- si fermò. Le sue composizioni (sovente scritte su commissione per far fronte ai debiti di gioco ed al manetenimento dei 10 figli avute da due donne diverse), hanno sempre i colori del golfo napoletano e del Vesuvio, piuttosto che i ritmi delle chitarre e delle nacchere spagnole. Pieranunzi trasporta sul pianoforte questi suoni, soventi nati sul clavicembalo, magari durante le gare musicali romane tra organo e clavicembalo, volute nel 1709 dal cardinal Ottoboni, tra il fragile Scarlatti ed il teutonico Handel. Tra le esecuzioni proposte la K2O8 che si presenta come una cantata senza parole e che anticipa la “forma di sonata”, premonitrice del preromanticismo se non addirittura del periodo “romantico”. Sonata dolcissima e poeticamente fedele all’originale da cui si scosta solo per delicate variazioni ed improvvisazioni che la modernizzano attualizzandone l’ascolto.

Tra le esecuzioni del programma e dei fuori programma alcune composizioni dello stesso Pieranunzi quali “Horizontes Finales” molto virtuosistica, complessa e vigorosa; ardimentosa risulta chiaramente ispirata alle partiture per clavicembalo con evoluzioni tecnico manuali come la K424 ed il pensiero inevitabilmente corre alla proposta inaugurale dello Stresafestival ed al tratto che congiunge le suite di Bach (composizioni per la didattica) ad alcune composizioni di Scaratti come la suddetta k424, anch’essa composta per la didattica: la riflessione che deriva è che le grandi menti sovente “creano e compongono” anche senza avere l’immediata consapevolezza della creazione. Con molta umiltà Pieranunzi non si propone come l’inventore di uno stile o di un percorso interpretativo, ma come un serio studioso della musica, e della storia della musica come si evince anche dagli interventi parlati quasi a ridimensionare il suo ruolo a quello di semplice narratore ed esecutore, trasformando però quello che si pensava essere solo un concerto in una piacevolissima lezione concerto. <>