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Thursday, August 25, 2016

Katia e Marielle Labèque, pianoforti - Stresa Festival

Renzo Bellardone

L’appuntamento con Stresa è ormai un punto fermo per gli appassionati di festival e di musica ‘scelta’. Per ‘scelta’ si intende la qualità della scrittura oppure l’elevata interpretazione, oppure  entrambi i fattori; quest’ultima ipotesi ha sottolineato l’inaugurazione della parte corposa dello StresaFestival 2016, insieme all’eleganza ed alla raffinatezza, cuore della serata.

STRESA FESTIVAL 2016 – 23 agosto Stresa Palazzo dei Congressi Katia e Marielle Labèque, pianoforti MAURICE RAVEL, Ma mère l’Oye; Rapsodia Spagnola IGOR STRAVINSKIJ, La Sagra della primavera, per due pianoforti** Animazione visiva su partitura per pianoforte Una produzione Sanpapié su commissione Stresa Festival. In scena: Aisling Lenti, Francesca Martignetti, Martina Monaco, Saverio Bari, Tony Contartese, Vlad Scolari. Regia Stefano Monti. Con la collaborazione di Monique Arnaud. Aiuto regia Tony Contartese. Assistenza alla regia Emanuele D’Ancona. Elementi scenici Cecila Sacchi. Coreografia Lara Guidetti Hanno partecipato alla ricerca dell’allestimento Francesco Bonati, Beatrice Cazzaro, Clara Chiesa, Cosimo D’Agnessa, Anja Dimitrijevic, Aisling Lenti, Alizarina Silva, Collaborazione realizzata nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro dell’Università IUAV di Venezia.

L’elemento caratterizzante e distintivo del concerto inaugurale dello Stresa Festival 2016 è senza dubbio la raffinata eleganza che ha connotato la sensibile interpretazione ai pianoforti di  Katia e Marielle Labèque. La scrittura scelta è di per sé elegante ed il tocco delicato ed essenziale ne amplifica la valenza, portando l’uditore a cavalcare nubi sornione e venti irriverenti. L’aggressività   della ‘Sagra’ è stata colta con vitale fermezza senza sconti alle acidità dissonanti e all’ossessività ritmica. Le sorelle Labeque si sono presentate al pubblico con signorile semplicità, offrendo un concerto di indubbio valore e classe. La scenografia multimediale a cura dello Iuav di Venezia, già ospite allo Stresa Festival in edizioni passate, ha implementato lo spettacolo con oggetti mossi nel buoi con movimenti ritmici: maschere, cornici, quadri, manichini, forme e colori. Il racconto per immagini è stato gradevole ed ha rimarcato il cammino di modernità artistica che il Festival sta dando alle sue proposte. Un breve bis ha concluso la serata e le note del ‘quarto movimento’ di Philip Glass insolitamente movimentato ed estroverso hanno raccolto ancora un prolungato applauso alle artiste. La Musica vince sempre

Wednesday, August 4, 2010

Tutto Mozart! - Los Angeles Philharmonic

Foto: Los Angeles Philharmonic Association

Ramón Jacques
La stagione estiva realizzata dalla Los Angeles Philharmonic nell’antico anfiteatro conosciuto come Hollywood Bowl ha presentato un programma monografico mozartiano. Il concerto è iniziato con la esecuzione degli interludi dal Thamos re d’Egitto opera originale di Tobias Philipp per la quale Mozart scrisse tra il 1773 e il 1780 le “entr’actes” K 345 e 336. Questi interludi si delineano come una sorta di mini-sinfonia di carattere impetuoso e in una tinta tipicamente mozartiana con chiare reminiscenze della musica di Idomeneo. Da sottolineare la leggerezza degli strumenti ad arco e, nelle parti più serene come l’interludio Andante hanno brillato i fagotti e l’oboe solista che primeggiato nell’intero movimento.

Seguiva una splendida ed emozionante esecuzione del Concerto per due pianoforti K 365 con la presenza delle sorelle Katia e Marielle Labèque, capaci di creare un vero dialogo in interscambio tra i due strumenti, passando attraverso il lirico e espansivo Allegro, il raffinato e Andante, per concludere con un ritmico e agile Rondò nel quale, particolamente Katia, sapeva trasmettere grande abilità e armonia. Ottimo l’accompagnamento orchestrale. Infine, la Sinfonia No. 36 in do maggiore K 425 “Linz”, un brano che ha brillato più per la fluidità naturale e il fascino irresistibile contenuto nella musica di Mozart che per la irregolare e poco convincente direzione del direttore inglese Nicholas McGegan (conosciuto per il suo impegno nella musica barocca al Goettingen Intenational Handel Festival e nel teatro di Drottmingholm in Svezia) meccanica e senza dinamica che ha causato anche una mancanza di equilibrio tra gli strumenti decisamente fastidiosa.

Tuesday, July 27, 2010

Concierto de la Filarmónica de Los Ángeles en el Hollywood Bowl

Foto: Los Angeles Philharmonic Association

Ramón Jacques

Como parte de la temporada de verano que la Filarmónica de Los Ángeles (Los Angeles Philharmonic) realiza en el antiguo anfiteatro conocido como Hollywood Bowl, se ofreció un programa monográfico dedicado a Mozart. El concierto comenzó con la ejecución de los interludios “entr’actes” de Thamos rey de Egipto cuya obra original pertenece a Tobias Philipp y para la cual Mozart escribió, entre 1773 y 1780, la música incidental K 345, y 336a de características operísticas. Los interludios conforman una especie de mini sinfonía de carácter impetuoso y una tonalidad típicamente mozarteana con claras reminiscencias de la música de su opera Idomeneo. En toda la interpretación destacó la ligereza de la sección de instrumentos de cuerda de la orquesta, y en las partes mas serenas, como el interludio Andante, brillaron por su exuberancia: los fagotes y particularmente el oboe solista que guió todo el movimiento.

A continuación se realizó una esplendida y emocionante ejecución del Concierto para dos pianos, K 365 con la presencia de las hermanas Katia y Marielle Labèque, quienes crearon un verdadero dialogo e intercambio entre los dos pianos, pasando por el lírico y espacioso Allegro, al refinado y lento Andante, para concluir con un rítmico y ágil Rondo, en el que particularmente del piano de Katia, emanó una interminable fuente de destreza y armonía. La orquesta prestó un óptimo marco de acompañamiento al fondo de la interpretación de los dos pianos. Finalmente, se interpretó la Sinfonía No. 36 en do mayor, K 425 “Linz” una pieza que lució mas por la fluidez natural y la irresistible fascinación contenida en la música de Mozart, que por la irregular y poco convincente batuta del director ingles Nicholas McGegan (de reconocida labor en la música barroca en el Goettingen International Handel Festival en Alemania y en el teatro Drottningholm de Suecia) la cual en términos generales fue irregular, mecánica y sin dinámica, lo que ocasionó falta de sincronización entre los instrumentos y pasajes claramente fastidiosos.

Monday, October 26, 2009

WDR Sinfonieorchester Köln - Lingotto Musica, Torino

Foto: Semyon Bychkov, Katia & Marielle Labèque
Crédito: Associazione Lingotto Musica
@ Pasquale Juzzolino

Massimo Viazzo

Magmatica, incandescente l’Alpensinfonie che ha inaugurato la nuova stagione del Lingotto. Sul podio Semyon Bychkov non è parso solo attratto dal mero descrittivismo che emerge dall’ultimo poema sinfonico straussiano, peculiarità di una pagina di straordinario impatto virtuosistico concepita probabilmente dall’autore per sfoggiare le proprie brillanti qualità direttoriali (la première ebbe luogo a Berlino il 28 ottobre del 1915 e fu diretta da Strauss in persona). Il direttore russo-americano ha declinato il lavoro in un’unica arcata espressiva all’interno della quale i richiami motivici andavano a costituirsi come effettiva sostanza, tessuto connettivale vivo e tesissimo in grado di rivelarne le qualità squisitamente musicali. Certo, seduzioni timbriche, nuances d’eloquio, colorazioni sezession, abbandoni nostalgici (“Ausklang”) non le abbiamo colte. Ma grazie anche ad una prova maiuscola della WDR Sinfonieorchester Köln, l’impressione di grande compattezza di fondo (per Bychkov le Alpi non risiedono, evidentemente, nella camera da letto della Marescialla!) resta vivida, smagliante, con quei temi sempre affilatissimi e arrotati, intagliati nel marmo. Nella prima parte la serata era iniziata all’insegna della festa, del gioco, del divertissement, con le sorelle Labèque alle prese con il giovanile Concerto per due pianoforti in mi maggiore di Mendelssohn, pagina di gusto biedermeier portata però qui a temperature emotive inusitate (sentire il clima pre-chopiniano dell’ “Adagio non troppo” ). Serrato e affiatatissimo il dialogo tra le due carismatiche pianiste, con una Katia più variegata in termini di fraseggio e una Marielle digitalmente funambolica. Il tutto concertato da un Bychkov sfumato e trasparente. La scelta della Polka di Adolfo Berio (il nonno di Luciano!) come bis non avrà sorpreso gli aficionados: Katia e Marielle Labèque hanno in repertorio il clownesco brano da tempo e lo hanno pure inciso. Prossimo appuntamento il 17 dicembre con un programma russo-francese (più una inconsueta incursione in territorio straussiano) affidato alla London Symphony Orchestra diretta da Valery Gergiev.

Versión en Español
Foto: Semyon Bychkov, Katia & Marielle Labèque
Crédito: Associazione Lingotto Musica @ Pasquale Juzzolino

Massimo Viazzo

Magmática, incandescente la Alpensinfonie que inauguró la nueva temporada del Auditorio Lingotto en Turín. En el podio Semyon Bychkov no pareció estar solo atraído por el mero descriptivísimo que emerge del ultimo poema sinfónico straussiano, peculiaridad de una pagina de extraordinario impacto virtuoso concebida probablemente por el autor para mostrar su propia y brillante calidad directoral (la première tuvo lugar en Berlín el 28 de octubre de 1915 y fue dirigida personalmente por Strauss). El director ruso-americano declinó el trabajo en una única arcada expresiva al interior del cual los requeridos motivos se constituyeron como una efectiva sustancia, tejido ensamblado, vivo y probado al grado de revelar sus cualidades exquisitamente musicales. Cierta seducción tímbrica, nuances d’eloquio, coloración, sezession, abandono nostálgico (“Ausklang”) no se ha podido sentir. Pero gracias también a una prueba mayúscula de la WDR Sinfonieorchester Köln, la impresión de gran consistencia de fondo (para Bychkov los Alpes no habitan, evidentemente en el dormitorio de la Mariscala!) permanece viva, radiante, con los temores siempre afiladísimos, agudizados y tallados en el mármol. La primera parte de la velada se inició con la insignia de la fiesta, del juego, del divertissement, con las hermanas Labèque a la carga con el juvenil Concierto para dos pianos en mi mayor de Mendelssohn, pagina de justo biedermeier llevada aquí a temperaturas emotivas inusitadas (como se sintió el clima pre-chopiniano del “Adagio non troppo” ). Cerrado y afiatadisimo el dialogo entre las dos carismáticas pianistas, con una Katia mas abigarrada en términos de fraseo y una Marielle digitalmente acrobática El todo fue concertado por un Bychkov suavizado y transparente. La elección de la Polka de Adolfo Berio (el abuelo de Luciano) como bis no habrá sorprendido a los aficionados ya que Katia y Marielle Labèque tienen en su repertorio la clownesca pieza por mucho tiempo y la han grabado. La próxima cita, el 17 de diciembre con un programa ruso-francés (mas que nada una inusual incursión en territorio straussiano) confiada a la London Symphony Orchestra dirigida por Valery Gergiev.