miércoles, 18 de marzo de 2015

Lucio Silla di Mozart - Teatro alla Scala, Milano

Foto: Brescia&Amisano

Massimo Viazzo

Era da più di trent’anni che la terza opera milanese di Mozart, il Lucio Silla, non approdava al Teatro alla Scala. Quella volta lo spettacolo fu firmato da Patrice Chereau mentre la bacchetta era affidata a Sylvain Cambreling. In questa occasione la regia è stata affidata a Marshall Pynkoski (lo spettacolo era una coproduzione con il festival di Salisburgo) che con l’aiuto delle scene fisse ed eleganti di Antoine Fontaine, colonne, capitelli, cipressi, ha dimostrato che in un contesto visivo tutto sommato tradizionale è possibile effettuare scelte drammaturgiche che non sono stereotipate o ingessate, ma che sanno mettere in luce i caratteri dei personaggi anche dal punto di vista psicologico. E’ pur vero che il libretto di Lucio Silla è un libretto scarno di avvenimenti. Nell’opera non succede praticamente nulla, e gli affetti tra i personaggi più o meno rimangono inalterati nel corso di tutti e tre gli atti, tranne l’imprevedibile o poco giustificabile cambiamento di atteggiamento finale del protagonista Silla. Ma è la musica di Mozart a rendere unico questo lavoro, composto a 16 anni dal genio di Salisburgo, ma già musicalmente maturo. Marc Minkowski dirige a tratti anche con veemenza, è stringato e teatralmente vivo anche se a volte, qua e là, si notano pesantezze.  Il cast è stato dominato da Marianne Crebassa che ha interpretato la parte di Cecilio. Il mezzosoprano francese ha interpretato il difficile ruolo con grande carisma vocale, tecnica sicura, facilità nella coloratura, timbrica brunita e considerevole proiezione vocale. Davvero un’ottima prova! L’amata Giunia era interpretata da Lenneke Ruiten. La cantante olandese ha mostrato solo qualche incertezza sugli acuti più estremi. Per il resto la sua è stata una Giunia convincente per immedesimazione e efficace nell’accento. Il Lucio Silla di Kresimir Spicer, invece, non è stato molto convincente dal punto di vista vocale. L’emissione di Spicer è parsa non sempre sul fiato e alcuni suoni sembravano gridati. Inga Kalna ha interpretato il ruolo di Cinna in modo non del tutto personale e con qualche problema nella coloratura, mentre Giulia Semenzato è stata una Celia sfumata e persuasiva

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