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Monday, August 16, 2021

Stefano Bollani - Lungo Lago La Palazzola Stresa, Stresa Festival 2021

Foto: Stresa Festival 2021

Renzo Bellardone

Il mezzo televisivo, pur senza voler scomodare George Orwell, certamente influenza il pubblico negli orientamenti e nelle decisioni, creando talvolta delle situazioni non propriamente belle, ma certamente assurde  o fuorsvianti. In altri casi la televisione  da ampiezza all’immagine di un artista, amplificandone la diffusione della conoscenza e del merito : questo è il caso di Stefano Bollani

Stefano Bollani – 17 luglio 2021 -Lungo Lago La Palazzola Stresa Piano Variations on “Jesus Christ Superstar”

Dalle note dello Stresa Festival 2021: “All’età di 14 anni Stefano Bollani vede il film Jesus Christ Superstar. Si innamora immediatamente della musica, della storia, dell’atmosfera delle scene e del calore e della profondità dei forti personaggi a tutto tondo. Impara presto i testi delle canzoni, ma quasi non si azzarda a suonarne la musica in quanto troppo rispettoso dell’originale. Eppure ha una gran voglia di farlo. L’unica soluzione è creare una sua versione completamente diversa dall’originale. «Ho scelto la forma del pianoforte solo, perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani – e una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima». Grato per l’eccezionale permesso ricevuto da Andrew Lloyd Webber di reinterpretare la sua opera cult, si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale.” Anche questo pomeriggio  la magia si è ripetuta, infatti il palco acustico e l’impareggiabile location vissuta con la luce del giorno anzichè di notte come d’abitudine, hanno ben contribuito all’atmosfera di assoluta bellezza che ha incorniciato il concerto; a tal riguardo  si potrebbe anche pensare che Bollani è bravo di suo e che le sue interpretazioni sono coinvolgenti e preziose anche in uno spazio essenzialmente banale, ma in questo caso penso che la Musica inserita in un cotesto paesaggistico pregevole possa addirittura aumentare e realizzarsi in una bolla di bellezza. Ottimo anchorman, l’eclettico Stefano Bollani  introduce se stesso ed il concerto che ha poi eseguito senza alcuna supponenza, anzi con pregevole semplice cordialità. Bollani racconta del perché è arrivato a questa rivisitazione di Jesus Chrisst Superstar e quanto Shostakovich e Stravinskij si trovi in quella composizione originale che oggi Bollani restituisce  con una visione virtuosistica  e come da sue parole, fedele alla composizione , ma dove ogni tanto si “ferma a raccogliere fiorellini o ad iinterpretare con variazioni”. Durante il concerto il tempo “non ha tempo”: si è talmente immersi in “I don’t know how to love”  o nel finale travolgente che ci si dimentica dell’orologio. Dolcezza frammista a pazzesca tecnicità hanno affrescato la tavolozza concertistica, incatenando il pubblico famelico di musica ed emozioni. La Musica vince sempre

Monday, January 25, 2010

Stefano Bollani en el Teatro de la Fortuna de Fano

Foto: Torelliana 2010, Bollani, Amati Bacciardi.
Mas que la fortuna puede la sustancia
Giosetta Guerra
Despreocupado, ropa informal, despeinado, inicialmente hosco, de sentó al piano e inicio su dialogo con el instrumento entretejió medley que abarcó del jazz estándar a los Beatles para concluir con música sudamericana, y justamente con un homenaje a Jobim, en el que destacaron las notas del tema “One note samba”, que el que inició le concierto. Es Stefano Bollani, el pianista milanés de formación clásica dotado de sorprendente capacidad de invención e improvisación, conocido y aclamado por una platea de jóvenes y otros, y condecorado con varios premios al merito en diversas partes del mundo. No hay una nada previsto en sus veladas, solo su ego y su alter ego que es el piano y la sintonía que se establece entre los dos y verdaderamente se convierte al final en una simbiosis. La música que Bollani siente y elabora, necesita de mas vías de salida, y si el flujo sonoro se expande a través del tocar de sus dedos y aun de sus manos sobre el teclado, el tumulto de la música se expresa a través de la hipercinesia del cuerpo y de sus piernas que no encuentran una posición estática, de pies que golpean todo el tiempo, del jefe que parece querer encontrarse materialmente con el piano. El pianista alterna temas cálidos y melodiosos con obras vigorosas, algunos tan vigorosos como para acercarse al ruido, siguiendo la estructura clásica tema-improvisación-tema, la reelaboración es totalmente personal que sale una obra nueva, en la cual no se molesta en reconocer la original. Del resto, el jazz es un encuentro de muchas músicas, de muchas razas, que continúan mezclándose, y con Bollani la expresión musical se convierte en efervescencia. Pero hay también un segundo ego, el que quiere hacer de cantante a Bollani, que le da la también la posibilidad de expresarse, primero en un modo delicado y sumergido, después privilegiando la imitación en versión humorística. Una velada efervescente tanto como para permanecer en el tema.

Friday, January 22, 2010

Stefano Bollani piano solo - Teatro della Fortuna, Fano

Più che la forma potè la sostanza.
Fano, Teatro della Fortuna: apertura di stagione nel segno della creatività.

Foto: Stefano Bollani piano solo. Toreliana 2010 - Amato Bacciardi

Giosetta Guerra

Informale, abbigliamento casual, spettinato, inizialmente schivo, si siede al pianoforte ed inizia il suo dialogo con lo strumento intrecciando medley che spaziano dagli standard jazz ai Beatles fino alla musica sudamericana, ed è proprio con un omaggio a Jobin, dove spiccano le note del tema di “One note samba”, che inizia il concerto. È Stefano Bollani, il pianista milanese di formazione classica dotato di stupefacente capacità d’invenzione e d’improvvisazione, conosciuto ed acclamato da platee di giovani e non ed insignito di premi al merito in varie parti del mondo.Non c’è una scaletta prestabilita nelle sue serate, c’è il suo ego e c’è il suo alter ego che è il pianoforte e la sintonia che si instaura tra i due è veramente grande fino a diventare simbiosi. La musica che Bollani sente ed elabora necessita di più vie d’uscita e, se il flusso sonorosi espande attraverso il tocco delle dita e perfino delle mani sulla tastiera, il tumulto della musica si esprime attraverso l’ipercinesia del corpo e delle gambe che non trovano una posizione statica, dei piedi che battono il tempo, del capo che sembra volersi scontrare materialmente col pianoforte.Il pianista alterna temi caldi e melodiosi a brani vigorosi, alcuni talmente vigorosi da rasentare il rumore, seguendo la struttura classica tema-improvvisazione-tema, la rielaborazione è talmente personale che ne esce un brano nuovo, in cui si fa fatica a riconoscere l’originale. Del resto il jazz è un incontro di molte musiche, di molte razze che continuano a mischiarsi,e con Bollani l’espressione musicale diventa effervescenza. Ma c’è anche un secondo ego, quello che vuol fare il cantante e Bollani dà anche a lui la possibilità di esprimersi, prima in modo delicato e sommesso, poi prediligendo l’imitazione in versione umoristica. Una serata effervescente, tanto per restare in tema.