lunes, 20 de diciembre de 2010

L'Italiana in Algeri - Opera di Losanna

Foto: Anna Bonitatibus (mezzosoprano) Marc Vanappelghem

Ramón Jacques

L'aspettativa che si era generata intorno a queste rappresentazioni proposte dall'Opera di Losanna è stata largamente ricompensata da un pubblico spontaneo ed entusiasta alla prima recita di questo capolavoro musicale: una accoglienza inverosimile, mai avevo assistito a qualcosa del genere. Lo spettacolo in questione era una cooproduzione internazionale tra teatri di varie latitudini come il Teatro Municipal de Chile, i teatri spagnoli ABAO di Bilbao e l'Opera di Oviedo e questo teatro svizzero. La creazione di Emilio Sagi, con l'usuale team di lavoro, consisteva di pochi elementi scenici evocanti l'ambiente arabeggiante in cui si svolge la trama, concentrandosi sui costumi e sull'illuminazione per esaltarne i colori e la luminosità, ma soprattutto la giocosità e l'effervescenza rossiniana. In questo modo Sagi ha potuto realizzare una lettura divertente, con movimenti calcolati, catalizzando l'attenzione del pubblico. Un punto di forza di questa produzione è stato senza dubbio il cast vocale, capitanato dall'Isabella di Anna Bonitatibus, artista specialista nel canto rossiniano, la quale ha fatto sfoggio di tutte le qualità richieste dal personaggio: calore, agilità, timbro e colore omogeneo... Già dalla cavatina "Cruda sorte" si vedeva tutta la malizia e l'effervescenza dell'eroina rossiniana, una delle sue donne più "terribili" e nell'aria "Pensa alla patria" era in stato di grazia. Lindoro era il tenore Lawrence Brownlee, dalla voce uniforme e gradevole di timbro, disinvolta nelle agilità, il quale ha curato con perizia ogni suo intervento. Generosa e divertente è stata la prova vocale e scenica del Mustafà di Luciano di Pasquale, ed ugual sicurezza ha mostrato il Taddeo di Riccardo Novaro così come il resto del cast. Non resta che menzionare la positiva partecipazione del coro e l'apporto dell'Orchestre de Chambre de Lausanne la quale, sotto la bacchetta di Ottavio Dantone, ha offerto un suono compatto, in linea con la dinamica e la musicalità richesta dalla partitura.

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