viernes, 8 de julio de 2016

Concerto di Anna Netrebko – Los Angeles, California

Foto: The Broad Stage

Ramón Jacques

L’insperato ritorno di Anna Netrebko a Los Angeles,  dopo che la sua ultima presenza in questa città fu data 10 anni fa con la Manon di Massenet a fianco di Rolando Villazon, è stato dovuto ad una casualità,  la cancellazione del recital  che Jonas Kaufmann aveva previsto su questo palcoscenico (The Broad Stage) per chiudere il ciclo di recital con le stelle della lirica mondiale che si realiza da varie stagioni nella sala da concerto di Santa Monica in California. Sarà come un dato aneddotico e per una futura occasione il debutto locale del tenore tedesco, ma a nessuno francamente sembrò importare per l’aspettativa che ha generato la presenza di Anna Netrebko,  perché personifica il glamour  operístico moderno con i suoi costanti cambi di vestito, gli stilisti ,i  gioielli e pose da diva. Vocalmente abbiamo ascoltato un artista il cui strumento vocale ha acquisito maggior peso volume, che si è irrobustito, però ha perso omogeneità e attrattiva tímbrica. Ecco come previsto interpretazioni molto gradite di “ Io sono l’umile ancella” da Adriana Lecouvreur, di “Un bel dì vedremo” dalla Butterfly, o “Stridon lassù” da I Pagliacci come pure la mossa e vivace ”Heia, Heia! In den Bergen ist mein Heimatland” dall’operatta La principessa della Czardas di Emmerich Kálmán durante la quale ha mostrato anche le sue doti da ballerina. Ogni suo intervento è stato molto celebrato da un pubblico che si caratterizzava per non essere molto esigente, che va a godere e a celebrare tutto,  inclusi momenti di entusiasmo esagerato. Molto sentito  e commovente si è ascoltato il suo canto della “canzone alla luna” da Rusalka,  che nei concerti è diventata uno dei suoi cavalli di battaglia.In questa serata è stata accompagnata dal suo attuale partner, il tenore Yusif Eyvazov che nonostante possegga un timbro metallico poco gradevole,  non ha mancato di esprimere passione, e la capacità di attuazione che consegna al suo disimpegno artistico  lo fa sembrare più adatto agli scenari operistici piuttosto che ai gala e ai concerti. Yusif da parte sua ha cantato brani come “E’ la solita storia del pastore” dall’Arlesiana, “Pourquoi me reveiller” da Werther, “E lucevan le stelle” da Tosca, o “Vesti la giubba” da I Pagliacci,  con l’approvazione da parte del pubblico. Non mancarono alcune canzoni napoletane che penso hanno banalizzato lo spettacolo con non necessari e caricati scherzi tra gli artisti in interscambio con il pubblico, però a Hollywood, capitale dello show business  tutto pare essere permesso,  e più ad un artista del calibro di Anna Netrebko. Il programma si è completato con due duetti ” Oh soave fanciulla” da Bohème e  un emotivo ”Vicino a te” da Andrea Chenier E dopo gli applausi si regalarono alcuni bis come Nessun dorma e O mio babbino caro. Molto buono fu l’accompagnamento dell’orchestra che raduna ottimi musicisti della città, sotto la bacchetta del maestro italiano Marco Boemi che conosce diversi stili e che dirige con sicurezza controllo e cadenza. Da sola l’orchestra ha suonato la Danza delle ore dalla Gioconda e l’intermezzo da Manon Lescaut e quello da Amico Fritz e l’Ouverture da Il Pipistrello.

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