martes, 11 de julio de 2017

Da Broadway a Buenos Aires, Teatro Pietro d'Abano

Renzo Bellardone

Due anni fa, durante un soggiorno termale, feci la conoscenza del flautista  Matteo Mignolli  e dei ‘Musici Patavini’ (e già il termine ‘musici’ piuttosto che ‘musicanti’, evoca favolistiche letterature nordiche). In quell’occasione avevo partecipato ad una piacevole serata al Teatro Pietro d’Abano.  Dopo due anni esatti, mi ritrovo a sfogliare i depliants degli  eventi all’Ufficio turistico di Abano (amo ancora molto il cartaceo) e scopro che gli stessi ‘musici’ sono di scena con una delle numerose serate della  rassegna ‘Serata all’Opera’: per me meglio di un invito a cena !

DA BROADWAY A BUENOS AIRES Teatro Pietro d’Abano – 29 giugno 2017 Matteo Mignolli flauto traverso, Mirko Satto fisarmonica e bandoneon, Davide Squarcina pianoforte, Stefania Miotto soprano Silvia Rigato e Federico Mario – ballerini Giovedì 29 giugno alle ore 21 è iniziato il caleidoscopico (colori musicali) spettacolo ‘da BROADWAY a BUENOS AIRES’ ed aggiungerei ‘passando da Napoli’. Il programma prevede un iniziale Medley da Nino Rota (per l’arrangiamento fluido di J. Grigg) che fluttua tra la Dolce Vita, Amarcord, Il padrino e 8 ½ evocando immediatamente i ricordi di quel tempo fatto di sogni e grandi attese, catapultati nella scrittura musicale poetica e descrittiva in cui tutti  riconosciamo il senso di appartenenza; questa musica italiana è stata la nostra bandiera musicale esportata in tutto il mondo e sicuramente a Broadway, patria dei musicals e dei remakes. Il brano che segue è di Richard Galliano (che ho avuto l’onore di ascoltare dal vivo almeno in un paio di occasioni) e qui compaiono Silvia Rigato e Federico Mario, i ballerini  che trascurando la facile spettacolarità dell’esibizione, vanno all’essenza viscerale del tango spogliandolo di gestualità d’effetto che inficiano l’anima della danza. Per necessità di brevità posso citare ‘Amapola’ interpretato da Stefania Miotto con voce sicura e squillante, facile nelle variazioni quanto negli acuti ben estesi come poi nei brani al finale (O’Sole mio) L’ensemble musicale è costituito da soli tre elementi che in buona intesa, frutto di lunga esperienza insieme, sono amalgamati e coordinati ottimamente; al pianoforte, voce sempre importante, un bravo Davide Squarcina che offre un’interpretazione sicura e ben calibrata. Alla fisarmonica e bandoneon l’eclettico Mirko Satto il quale sa ben ‘variare’ sullo strumento creando gli effetti di ritmo con brillantezza interpretativa. Il flauto traverso, poetico strumento atavico, diventa suono di leggerezza e onirica atmosfera ricca di soffuse colorazioni, grazie alla abilità di Matteo MignolliUna piccola nota di colore, ben descrive la serata: dopo l’ultimo brano (la Cumparsita), una turista tedesca in un comprensibile, ma difficoltoso italiano, alzatasi in piedi grida sovrastando gli applausi “ancora una, per favore!”  e questo credo  sia la migliore ricompensa per gli artisti sul palco in questa serata a pochi passi dall’opera ! La Musica vince sempre.

     

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