miércoles, 19 de julio de 2017

La Voix Humaine a l’Opera di San Francisco

Fotos: Cory Weaver/San Francisco Opera

Ramón Jacques 

Con la recente apertura del teatro Taube Atrium Theater ( che può contenere fino a 299 spettatori) l’Opera di San Francisco incorpora un nuovo spazio che le permette di ampliare la propria offerta artistica affrontando opere da camera, recital, e opere contemporanee che difficilmente potrebbe allestire sull’enorme palcoscenico del War Memorial Opera House. Le produzioni del progetto denominato SF Opera Lab riempiranno anche un vuoto nel calendario e precisamente nei mesi in cui non è programmato nulla. Uno dei progetti più ambiziosi di questa nuova iniziativa è senza dubbio La Voix Humaine con la magnifica interpretazione di Anna Caterina Antonacci. Nonostante le apparizioni nel celebre soprano italiano siano state poche con questa compagnia, ogni volta ha lasciato un marchio indelebile del suo temperamento e della sua arte in personaggi come: Adalgisa in Norma, Ermione di Rossini, Cassandra nei Troiani di Berlioz come pure Cesira nella prima mondiale della Ciociara di Marco Tutino, ruolo creato appositamente per lei. Ora, Anna Caterina Antonacci ha interpretato il ruolo di Elle nell’opera di Francis Poulenc,  una delle sue specialità, non solo per le sue capacità istrioniche ma anche per l’affinità che tiene con il repertorio francese. 
Con pochi elementi scenici, una sedia circondata da cucini per terra, un telefono e in fondo una enorme fotografia di Parigi vista attraverso un vetro bagnato da gocce di pioggia,  si è venuto a creare un ambiente pulito ma ideale per lo sviluppo della trama. La Antonacci ha dato vita ad un personaggio credibile pieno di angoscia, timore, solitudine e disperazione.  Una artista che sa trasmettere e comunicare sentimenti, e questo risalta maggiormente nell’intimità della sala con la vicinanza  tra l’interprete e il pubblico, che è riuscito a catturare con la sua attrattiva e seducente presenza scenica.  Vocalmente la sua proiezione è stata adeguata e la sua dizione francese deliziosa ed elegante. In ogni momento era accompagnata al pianoforte da Donald Sulzen, suo accompagnatore abituale, che ha creato un contesto musicale perfettamente adeguato per l’artista, con profondità e esattezza.  Prima di entrare in pieno nella drammaturgia di Poulenc la Antonacci ha offerto una selezione di canzoni francesi, un mini recital tanto emozionante come la seconda parte, che includeva la Morte di Ofelia di Berlioz, le Chansons de Bilitis di Debussy così come un seducente ciclo di canzoni dello stesso Poulenc intitolato la Frâicheur et le Feu.


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