martes, 11 de julio de 2017

Macbeth - Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella&Giannese

Renzo Bellardone

Per gli amanti dell’opera è sempre una bella sfida affrontare partiture di repertorio, presentate registicamente con visioni nuove, ma ritengo che le sfide siano il sale della vita in ogni suo comparto e quindi ben vengano le regie della siciliana Emma Dante, che colora sempre le sue visioni con i colori della tradizione o del paesaggio siciliano !

La rappresentazione messa in scena da Emma Dante esalta il potere malefico di Lady Macbeth ed i dissidi interiori del protagonista, tormentato dai delitti commessi! La scena è pulita e fatta di poche elementi scenici, seppure molto ricca e ben contestualizzata: non solo facili movimenti di masse, ma azione e interazione tra i ruoli. I colori la fanno da padrone ed il rosso si staglia contro il nero dei fondali, così come il metallico delle corone, che salgono e scendono ad invadere la scena. Solo qualche perplessità per i fichi d’India e forse per lo scheletro del cavallo, ma certamente c’era da cogliere un filologico od un simbolismo non immediato. In ogni caso regia viva e vivida con interessanti spunti e riferimenti come a San Sebastiano, nella rappresentazione della morte di re Ducano. Il direttore musicale del teatro Regio di Torino, Gianadrea Noseda impossibilitato per salute a dirigere, ha indicato lui stesso Giorgio Laguzzi, il quale ha dato prova di grandi abilità e di saper ricercare il miglior ‘suono’ nella sua completezza comunicativa; gesto chiaro e buona intesa con la buca, è stato acclamato. Macbeth è l’opera della maturità (penultima solo a Falstaff) e risente quindi di esperienze e ricerche che ne fanno un vero capolavoro. A Torino è stato scelto un cast di livello che ben ha seguito le indicazioni di regia e di direzione musicale. Predominante il coro diretto da Claudio Fenoglio nelle varie formazioni, femminile, maschile o al completo e di assoluta presenza i movimenti coreografici, ben sopra le righe, ma contestualizzati all’idea registica: uomini con grandi falli che mettono incinte continuamente le streghe sempre con pance evidenti, a contraltare di Macbeth e della sua Lady, senza figli fino alla morte in solitudine ! Dalibor Jenis, baritono dalla voce brunita e ben modulata sia  nei toni dell’incertezza, che del ritrovato coraggio, vanta anche una buona presenza scenica che può solo deporre a favore di una interpretazione accattivante.  Lady Macbeth è interpretata da una collaudata Anna Pirozzi che coglie i migliori accenti della cattiveria del personaggio per modulare la voce appropriatamente. Marko Mimica, nel ruolo di Banco è decisamente nella parte e costituisce parte di rilievo sia con voce profonda e dai colori davvero interessanti, che nel porsi esattamente nei panni del personaggio. Macduff, nobile scozzese, incontra Piero Pretti ben noto al pubblico torinese, che nemmeno in questa occasione delude, anzi entusiasma in particolare nell’assolo.  La narrazione prevede molti interpreti, dei quali possiamo rilevare la bravura: Alexandra Zabala nel breve, ma incisivo ruolo della dama di Lady Macbeth, Sabino Gaita nei panni di Malcom; Il domestico è il basso Giuseppe Capoferri, mentre Lorenzo Battagion con voce tonante imprime vigore alla prima apparizione ed il sicario è Marco Sportelli. Complessivamente un valido spettacolo forte sia della partitura che della direzione, sia dalle interpretazioni che dai vari elementi dei costumi di Vanessa Sannino, che delle scene eleganti di Carmine Maringola e delle splendide coreografie di Manuela Lo Sicco. Anni fa ho coniato un mio motto conclusivo, che ancora oggi trovo ben attagliato.: La Musica Vince Sempre !

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