lunes, 11 de junio de 2012

"IL PEGASO - Orchestra d'archi della Toscana" fa volare la musica.



Esteban von Mecher
Questo è il motto della nuova formazione toscana di cui abbiamo già parlato poco tempo fa nell'interessante intervista a Massimo Crispi, e che apre i battenti offrendo un concerto "toscano" al Teatro dell'Antella a Bagno a Ripoli, il 24 giugno 2012. Il Comune di Bagno a Ripoli, lo ricordiamo, è stato il primo patrocinatore di questo ottimo complesso nato per la forza di volontà dei musicisti che lo compongono e per la caparbietà e la visione di Massimo Crispi. Il M° Augusto Vismara, che ha assunto da pochi mesi la direzione musicale dell'ensemble, ha portato il gruppo a una coesione notevole e a una ricchezza di suono e interpretativa che raramente si apprezza in complessi italiani. Il progetto IL PEGASO è assai ambizioso. Abbiamo chiesto a Massimo Crispi, direttore artistico dell'orchestra, di illustrarci un po' più approfonditamente questo progetto per poterlo diffondere ai lettori.

Massimo, come raccontavi tempo fa nell'intervista, questo gruppo è nato da sé, quasi come se fosse spuntato senza preavviso da una dimensione parallela. Puoi spiegare meglio come può succedere una cosa del genere in un momento così difficile, e più che mai per l'arte e la cultura, in Italia e in Europa?

Mah, è molto semplice… è proprio nei momenti di crisi e di vuoto che le persone di valore sono costrette ad arrestarsi e a riflettere come ci si possa inventare una nuova maniera di andare avanti. Quando tutto crolla, quando la cultura e la musica vengono improvvidamente cancellate da una immondizia subculturale che banalizza ogni cosa, oltre che da una totale disattenzione governativa, ci si fruga nelle tasche e si fa con ciò che si ha. Questi giovani sensazionali che compongono IL PEGASO - alcuni dei quali probabilmente stanchi di vagare da un'orchestra all'altra senza superare mai un livello musicale che possiamo nella maggior parte dei casi associare a una mediocrità esecutiva, dovuta principalmente alla precarietà strutturale degli ensemble in circolazione, alla mancanza quindi di un lavoro comune e costante che forma un gruppo, soprattutto un'orchestra da camera - hanno sentito l'esigenza di fermarsi e di creare qualcosa che non c'era: un complesso di qualità che proponesse repertorio d'ogni tipo ma, appunto, di qualità.

Ovviamente, questi giovani professionisti sapevano di non potersi aspettare nulla da istituzioni fiorentine, pubbliche e private, ormai ripiegate su sé stesse e sorde. Una per tutte: la Provincia di Firenze. Nonostante sia stata da me sollecitata con ben tre lettere, assolutamente protocollate (avendo le ricevute posso dirti il numero e la data della spedizione e della ricezione dei plichi, mesi fa), non si è degnata di rispondere (lettere al Presidente e agli assessori alla Cultura e alle Politiche Sociali), facendo una figura meschina anche in campo puramente formale. La cosa più disarmante è che la produzione di ciò che viene spacciato per "cultura" è assolutamente autoreferente e obsoleta, come testimoniano i recenti e occulti calendari delle manifestazioni culturali della Provincia, dove sono stati spesi tanti di quei quattrini per delle cose senza capo né coda, né, soprattutto, risonanza: se la cantano e se la suonano, come si dice assai volgarmente… Basterebbe un decimo di ciò che l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Firenze spende e spande, basterebbe solo un decimo, forse meno, per garantire a complessi come il nostro un minimo di sopravvivenza e facilitazioni, oltre al fatto che si darebbe lavoro a giovani e bravi professionisti che si sono formati, peraltro, proprio qui in Toscana. È ovvio che i benefici ricadrebbero su tutta la comunità, non dimentichiamo che la gente è il destinatario della diffusione della cultura e della musica. Non potendosi quindi aspettare nulla da questi politici o personaggi prestati alla politica, questi giovani vogliono far da sé. Coloro che tacciono da assessorati che, ricordiamolo, sono mantenuti con soldi pubblici, ossia che provengono dalle tue e dalle mie tasse, dovrebbero solamente cambiarsi la faccia per la vergogna. Certi funzionari non si rendono conto che sono al servizio dei cittadini e che non sono stati chiamati ad amministrare feudi personali. Chissà quando la gente di questo paese sonnolento si darà una sveglia e cambierà le cose.
L'Assessore Alessandro Calvelli di Bagno a Ripoli invece, rara avis, si è dimostrato immediatamente e senza riserve collaborativo e lungimirante… lui sa che i giovani sono il futuro e ci ha fornito tutta una serie di facilitazioni di cui gli siamo molto grati, perché senza di lui non saremmo a questo punto. Io so bene come questi miracoli vadano fertilizzati, non è sufficiente che accadano, e per questo, insieme al M° Augusto Vismara, un altro kamikaze come me, mi prodigo per trovare un futuro a questi splendidi musicisti. C'è anche un piccolo manipolo di eccellenti giovani creativi, già stagisti del Maggio Musicale (messi alla porta dal Maggio stesso il giorno dopo la fine dello stage, giusto per mettere le cose in chiaro) che ci supporta e che ci aiuta nell'immagine e nell'informatizzazione e che presta al momento la sua opera volontariamente e gratuitamente: anche loro credono nel progetto e nella sua unicità. È un chiaro segnale che nel nostro paese ci sono dei giovani di talento che non vogliono abbandonare il Titanic ma vogliono tamponarne la falla gigantesca, dalla quale, negli ultimi anni, sono fuggite migliaia di talenti in maniera impressionante, dissanguando l'Italia. Chi non aiuta i giovani deve solo vergognarsi.


Puoi raccontarci che cosa hai ideato per un complesso così speciale che è un'orchestra d'archi?

Ma con piacere! Innanzi tutto mi è sembrato giusto omaggiare la terra dove è riuscito a germinare questo seme raro. E poi, io sono toscano per parte di madre… non potrò mai trascurare quest'appartenenza a un territorio sebbene sia nato e cresciuto in Sicilia. Ecco quindi il programma "Sotto il cielo di Toscana - Dove il sì suona" che si apre collo splendido "Souvenir de Florence" di Piotr Ilijc Ciaikovskij, un pezzo difficile che i giovani musicisti de IL PEGASO, grazie anche alla sapienza di Vismara, hanno ormai assimilato e del quale offrono una lettura nuova ed entusiasmante. La seconda parte si apre coi "Crisantemi" di  Giacomo Puccini, suggestivo e cinematografico pezzo malinconico, seguito dall' "Intermezzo" dalla Cavalleria di Pietro Mascagni nell'elaborazione per soli archi dello stesso Vismara, e da due perle contemporanee di Carlo Boccadoro: "Mentìa l'avviso" scena drammatica, e la suite "La segreta voce", ricavate entrambe da arie giovanili di Puccini con un'orchestrazione originale piena di citazioni ironiche e affettuose. In queste arie Puccini propose per la prima volta alcuni temi che poi avrebbe sviluppato in Manon, Bohème, Gianni Schicchi… Per esempio "Mentìa l'avviso" è in nuce "Donna non vidi mai" e "Sole e amore" sarebbe diventato diversi anni dopo il quartetto del terzo atto della Bohème; "Canto d'anime" fornisce lo schema ritmico all'adorabile "Firenze è come un albero fiorito", l'aria di Rinuccio. Il pubblico, che conosce bene questi temi, sarà "assediato" da melodie bellissime e potrà affezionarsi ancora una volta alla musica, a ciò che ha reso nei secoli l'Italia immortale nel mondo ma che per i governi italiani degli ultimi tempi più che un valore aggiunto è sembrato essere un handicap, se vogliamo usare un gentile eufemismo. Un paese impresentabile e indegno di quest'eredità.
Nel futuro ci sono concerti, balletti, opere, oratori, ma tutte cose molto speciali, avendo l'orchestra unicamente un organico d'archi. Per fortuna il repertorio è vastissimo, sconfinato, pieno di opere di musicisti d'ogni nazionalità, con degli autentici gioielli che scopriremo insieme al M° Vismara e ad altri direttori e solisti di una certa fama che presteranno la loro opera a un cachet simbolico pur di portare avanti quest'orchestra, sempre più su. Uno di questi sarà Dario Moreno, il direttore dell'orchestra barocca di Granada con un programma vocale tutto händeliano, che include alcune tra le arie più belle da opere e oratori e gli effetti speciali del regista e scenografo Stefano Masi.

Poi ci saranno altri appuntamenti: l'anno di Verdi sarà celebrato col famoso quartetto, nella versione per orchestra d'archi, poi due balletti, creazioni su musiche di Schubert e Schostakovich, sempre colla regia di Stefano Masi, sul tema della donna oppressa nel tempo e in varie culture. Colla coreografa con cui siamo in contatto, di cui non posso fare ancora il nome, stiamo elaborando una chiave etnica alla danza, proprio perché uno dei balletti si svolge nell'Egitto contemporaneo.

Hans Schellevis, pianista della Radio Nazionale Olandese e direttore d'orchestra, si occuperà di un programma con La Malédiction di Liszt e un concerto salisburghese di Mozart per piano e orchestra d'archi, insieme a una sinfonia di Mendelssohn. Coll'arpista Davide Burani faremo un concerto tutto di sete e velluti sonori, con delle musiche di infrequente esecuzione, tra cui un duo di Leoncavallo, e ci sarà un altro balletto, a tema mitologico, con musiche di Igor Stravinskij, Benjamin Britten e Cesare Picco. E poi un concerto misterioso, legato alla numerologia, con un quartetto d'archi ospite, il Quartetto Hermes, con musiche in prima esecuzione moderna e delle golose rarità.
Autoprodurremo dei CD, proponendo repertori più o meno visitati ma tutti di grande impatto, utilizzando le nuove tecnologie per diffondere la musica online. L'opera de IL PEGASO verrà apprezzata ovunque, portando alto il nome della Toscana, almeno è quello che ci auguriamo, certi del supporto di un numeroso pubblico che non ne può più di sentire sempre le stesse cose e soprattutto non può più tollerare che vengano spacciati per cultura dei sottoprodotti televisivi di infima qualità. Cercheremo di far questo oltre che con le nostre forze con l'appoggio di chi ci aiuta e di chi crede in noi.

Se degli sponsor o dei mecenati hanno voglia di aiutarci sono i benvenuti. Abbiamo bisogno dell'aiuto di persone che amino la bellezza e che vogliano preparare un futuro migliore a questo paese, investendo, come stiamo facendo noi, nella cultura e nell'arte. Anche per delle aziende emergenti e che abbiano voglia di mettersi in mostra appoggiare il talento e l'energia dei giovani artisti de IL PEGASO sarebbe una buona occasione. Sono i giovani, sono il nostro futuro.
Facciamo le nostre migliori congratulazioni a Massimo Crispi per la varietà delle sue visioni e per il suo coraggio nella lotta e a "IL PEGASO - Orchestra d'archi della Toscana" e ricordiamo che il primo concerto sarà al Teatro dell'Antella di Bagno a Ripoli (Firenze) domenica 24 giugno 2012, ore 17,30. In bocca al lupo!










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