jueves, 29 de abril de 2010

Emma Dante:Le Pulle, operetta amorale al Teatro CRT, Milano

Le Pulle foto di Giuseppe di Stefano


Licia Di Pillo
E’ proprio necessario dover scrivere una recensione? Preferirei gridare: «Correte tutti a vederlo, è uno spettacolo imperdibile e non lo si può raccontare a parole, è da vivere interiormente. Vi coinvolgerà completamente, vi turberà l’anima, vi rapirà tutti i sensi, vi terrà impegnata la mente senza che vi possiate distrarre neppure per un attimo. Non vi ricorderete neppure di essere degli spettatori…».
Ma devo scrivere e dunque le tre fatine trasformino le emozioni in parole; le stesse tre fate che, nel corso dello spettacolo, affiancano le pulle (le puttane), ossia quattro travestiti e un trans, dopo aver loro instillato l’anima femminile tanto desiderata, creando, tuttavia, una sorta di ambiguità sessuale. Le pulle ci rendono partecipi della ricerca di un’identità, della sofferenza dovuta alle incomprensioni esterne, in un mondo costituito da persone maldicenti e malpensanti, bigotte, rigide, che non lasciano spazio alla libertà di espressione individuale non omologata al sistema.

Le storie personali che ci vengono raccontate dalle cinque pulle sono tanto semplici quanto crude ed arrivano direttamente al cuore, senza volteggiare troppo come fanno le piume librate in aria; anzi, i suoni delle parole del musicalissimo dialetto palermitano, alternati a quelli delle avvincenti canzoni cantate dal vivo, ci afferrano subito alla gola fino a farci versare lacrime vere, pure. Emma Dante è riuscita a regalare sentimenti autentici con semplicità! E non solo. La regista siciliana ha saputo dosare la gradualità di tensione drammatica e di aspettativa creando un ritmo molto equilibrato tra la recitazione, il canto e la fisicità dei movimenti (frenetici, meccanici e viscerali), ritmo che, pur giocando sull’alternanza di tempi veloci e pause, è divenuto sempre più incalzante fino alla sorpresa conclusiva che ci ha rivelato la trasformazione psicologica dei personaggi e anche nostra!

L’ultimo suono di carillon, nostalgico, ormai così lontano dalla dolcissima ninna-nanna udita all’inizio, assume connotazioni completamente nuove perché nel frattempo ci siamo caricati di un macigno, ovvero di tutte le esperienze delle pulle che, in questo modo, si saranno affrancate….E noi che abbiamo preso parte a questa sorta di purificazione, di catarsi collettiva… ci chiediamo come sia stato possibile percorrere un cammino così lungo e ricco in soli ottanta minuti!

Un grazie sentito ad Emma Dante ed ai suoi straordinari attori!!

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