domingo, 27 de julio de 2014

INTERVISTA A GEMMA BERTAGNOLLI (soprano)

Renzo Bellardone

Dopo averla vista ed ascoltata diverse volte in teatro, qualche anno fa a Baveno ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere Gemma Bertagnolli. Quando le ho parlato la prima volta, sono stato immediatamente colpito dall’enorme sensibilità, vasta cultura e disarmante disponibile semplicità. L’ho poi ancora ascoltata in varie occasioni dal vivo e ad ogni incontro provavo l’emozione di trovarmi dinnanzi ad una persona speciale. Quest’anno all’edizione del Baveno Festival ho avuto più occasioni di incontrarla, parlarle  e vederla al lavoro…e poi tra un sorriso ed una gentilezza, abbiamo pensato ad una intervista: eccola!

Carissima Gemma, ormai da anni sei un punto fermo per l’Umberto Giordano Baveno Festival, dove fai master class, prepari spettacoli e tu stessa ti proponi in concerto. Dopo aver girato tutto il mondo, essere stata ospite di imperatori,  come ti senti quando giungi sulle rive del Lago Maggiore?

Baveno è stato per me un luogo di bellezza, di amicizia, di laboratorio ed io al Festival  sono stata una degli ospiti più assidui e quando torno a Baveno è come ritornare a casa. Per me questo luogo è diventato una Patria: mi mancherà , l’ho amato tanto, ma se io perdo Baveno perdo una patria, se Baveno perde il Festival perde una cifra enorme che la definisce e la fa rimbalzare nel mondo. Anche grazie al nome dei suoi ospiti ed ai suoi progetti, il nome di Baveno  è stato lanciato ben oltre i suoi confini. In questo caso non parlerei di cultura (parola abusata come “amore” ), ma di civiltà, che non deve essere per forza un affare, per essere necessaria. Credo invece  indispensabile  creare l’habitat perché i bambini  crescano sani, intelligenti, che si confrontino e che gli adulti abbiano punti di riferimento e luoghi di aggregazione che sopperiscano all’isolamento cui costringe la nuova tecnologia.

Come accennavo, hai cantato nei luoghi più prestigiosi del mondo, con i colleghi più affermati ed i più  importanti direttori d’orchestra, ma sei rimasta una persona semplicissima che fa del suo sorriso il biglietto di presentazione

Si ho cantato veramente in mezzo mondo ed ho conosciuto posti dove la civiltà è esaltata ed altri dove è dimenticata e la “barbarie” cui si va incontro è proprio questa. Una volta per tutte dico che in questo momento storico credo  non esistano più il fronte della destra e della sinistra, ma il fronte della barbarie e quello della civiltà,  tenendo ben presente che se la barbarie  produce  guerra,  la civiltà produce pace! E non ho dubbi. Sono stufa di sentire parlare di logiche di destra o di sinistra: sono tutti teatri miserabili. L’uomo nasce per essere sempre più libero, più bello, più evoluto e non sempre più ricco! Non è questo lo scopo! Invece molte delle scelte di oggi seguono logiche di denaro e non di evoluzione.
Per considerare invece il tuo accenno alla semplicità, penso che all’interno di un gruppo civile ognuno fa quello che sa fare;  non è che chi canta è più vicino agli dei, e non è proprio mai il caso di “tirarsela”.

Gemma sei diventata interprete di riferimento per molti ruoli, affermandoti fin da inizio carriera quale interprete mozartiana

Ho la fortuna di aver cantato talmente tanta musica di Mozart –sacra, opere, cantate, mottetti- che mi sembra di  conoscerlo  intimamente ed ogni tanto gli parlo e  gli chiedo il permesso prima di cantare le sue composizioni. Ho conosciuto l’anima, a forza di cantare le sue note. Il sentimento della sua musica mi travolge:  “Quando penserete a me che sono morto e verserete una lacrima sul mio ricordo io soffierò il cielo sopra di voi” e quando cantando il suo Lied “Abendempfindung” arrivo a questo punto, ogni volta piango.

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, tu devi avere un’anima molto luminosa ed eloquente e quando canti, credo che la tua anima  si ravvivi ancor più

Soprattutto quando si entra in contatto con anime di persone che non ci sono più e la musica crea questo grande collegamento luminoso attraverso i secoli….

E  questa luminosità credimi, si sente anche ascoltandoti in CD; a proposito, ma quanti cd hai inciso?

Ti ringrazio per questo tuo sentire la luce dell’entusiasmo anche attraverso l’ascolto dei CD. Quanti sono? Decine e decine….

Sia come artista che come donna dai l’impressione di cercare e forse riuscire a vivere ogni attimo con l’intensità dell’unicità irrepetibile e questo ti rende speciale

Hai proprio colto la chiave della mia vita….Si è così; tutti portiamo sulle spalle un passato pesante e nel mio caso è fatto anche del pensiero di Bach, di Monteverdi o di Socrate e Platone…, ma dobbiamo vivere come se avessimo un futuro infinito o solo più un minuto !

Per tornare ancora al Baveno Festival 2014, dopo aver molto ben preparato gli allievi per l’intermezzo “la Vedova Ingegnosa” di Selliti  hai proposto un concerto jazz su musiche in larga parte del 600 (tra l’altro hai scritto delle bellissime note per il libro di sala)

Si, “la Vedova Ingegnosa” è stata una bella e riuscita realizzazione e sono particolarmente contenta che questo sia avvenuto a  Baveno che è un posto speciale, fosse anche solo per l’emozione che provavo ogni mattina aprendo la finestra…Circa il concerto allo Stabilimento Minerario è stato il risultato di una grande ricerca di quel fil rouge che collega la musica di tutti i tempi.

Quali sono i tuoi progetti immediati ?

A breve sarò a Dubronvik a cantare un’opera di Scarlatti e pensa che  questo  mio ruolo era stato scritto per Farinelli; questa volta porto due pesanti giganti :Scarlatti e Farinelli. Dopo sarò all’Aquila per incidere un Cd con “Gli Archi del Cherubino” un progetto nato nel 2007 da un’idea della mia amica Judith Hamza: sono  ragazzi speciali che suonano da quando son bambini e non dimentichiamo, sopra le macerie, anche se non per questo vanno ascoltati, ma per la loro bravura. Dopo, parto per il Giappone dove farò concerti per gli Imperatori.

Ed ora prima di lasciarti al tuo lavoro mi  racconti del tuo ‘buen  retiro’ quando riesci ad avere un raro  attimo tuo?

Venezia: la mia casa di Canareggio dove mi rifugio e mi sento “riparata” . Qui la mia anima, dopo aver lasciato brandelli dappertutto,  si riaggiusta, si ricompone, si ripara pronta a ripartire per nuove ricerche, nuovi cimenti, nuove sensazioni.

Grazie Gemma per la gentilezza che mi hai  riservato e ti confesso di sentirmi molto onorato e gratificato dal conoscere una persona speciale, quale tu sei.. Ti auguro un sacco di buona fortuna con un sentitissimo :  in bocca al lupo !


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