jueves, 16 de julio de 2015

Otello di Rossini - Teatro alla Scala, Milan

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Questo Otello rossiniano andato in scena al Teatro alla Scala di Milano sarà ricordato soprattutto per la prova del cast, meno per quanto riguarda la direzione d’orchestra e la regia. Trionfatore della serata sempre lui, Juan Diego Florez. Il tenore peruviano ha dato vita ad un Rodrigo elegiaco, sognante, ma anche elettrizzante nello sgranare la coloratura e perfetto nelle puntature, un personaggio completo nelle sue passioni, delusioni e reazioni più impulsive. L’Otello di Gregory Kunde, invece, è parso a sua agio nel canto declamato con una punta di spavalderia nel registro più acuto della tessitura, mentre in zona media-grave la timbrica si faceva più grigiastra e anonima. Olga Peretyatko (recente vincitrice del Premio Abbiati, il premio della critica italiana) ha incarnato una Desdemona fragile, tenera, con un colore vocale luminoso e una tecnica solida che le ha consentito un legato accattivante ed espressivo. Solo qualche acuto estremo è parso un po’ tirato via. Ben a fuoco vocalmente anche lo Jago di Edgardo Rocha, giustamente ambiguo e intrigante. Il cast era completato da Roberto Tagliavini (Elmiro) e Annalisa Stroppa (Emilia) entrambi ben motivati e sicuri, e di vocalità sana e robusta. Ottimo come sempre il Coro del Teatro alla Scala, mentre la direzione di Muhai Tang non ha convinto completamente per una certa monotonia di impostazione e mancanza di finezze. Lo spettacolo firmato da Jurgen Flimm non ha lasciato alcun segno, così povero di idee e di intuizioni drammaturgiche.

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