martes, 7 de julio de 2015

Salome di Strauss - Orchestra Sinfonica Nazionale del Messico

Foto Ana Lourdes Herrera

Ramón Jacques


L'Orchestra Sinfonica Nazionale del Messico ha concluso con successo la sua stagione 14/15 con l'esecuzione dell'opera Salome di Richard Strauss (1864-1949) Due concerti sono parsi pochi di fronte all'entusiasmo e al l'interesse che ha generato questa proposta tra il pubblico locale che ha gremito il Palazzo di Bellas Artes avido di assaporare questo capolavoro in un atto con libretto in tedesco del compositore stesso che come si sa è basato sulla traduzione tedesca operata da Hedwig Lachmann della Salome in francese di Oscar Wilde.  Originariamente si pensava che le recite avrebbero dovuto realizzarsi con un montaggio scenico ma per motivi tecnici si è poi optato per una versione da concerto, che alla fine è stata cantata e realizzata dai solisti.  Pochissimo elementi bastavano per realizzare la trama e il dramma contenuto nella partitura, che consistevano in un grande telo bianco al fondo della scena, dietro all'orchestra, si vedeva una intensa e folgorante luna rossa, solisti vestiti  con eleganti costumi neri e l'azione con appena due sedie occupava una angolo  della scena mentre la grande orchestra occupava il resto.  Questo è bastato per dare vita con fluidità e intensità a questo conosciuto episodio biblico. Fortunatamente il cast contava su buoni interpreti tra i quali emergeva il leggendario tenore statunitense Chris Merritt che ha mostrato una ammirevole compenetrazione vocale e scenica con il personaggio di Erode.  La sua presenza su questo palcoscenico  è stato un lusso già che vocalmente ha esibito una voce ferma sonore carica di espressività e intenzione con la quale ha affascinato. Istrionicamente ha regalato un personaggio  ironica perverso degenerato e nevrastenico. Le notti di successo nella ampia carriera di Merritt saranno state sicuramente innumerevoli, però sicuramente le estenuanti ovazioni ricevute in entrambe le recite in questo teatro, che tanto hanno commosso, saranno ricontate nella memoria.  Come Salome il soprano Elizabeth Blancke-Biggs ha esibito una voce robusta capace di attraversare la massa orchestrale, di brillante e colorita tonalità metallica e intensità. La sua interpretazione è stata convincente, seducente, inclusa la Danza dei sette veli.  Il baritono Peter Castaldi ha cantato il ruolo di Jokanaan in modo energico e buon temperamento , e Nieves Navarro ha dato la sua voce brunita e profonda di mezzosoprani a Erodiade. È piaciuto il giovane contralto messicano Dolores Menéndez come Paggio di Erodiade, per il suo timbro giovane, fresco e di gradevole colore.  Il disimpegno del tenore Camero Schutza come Narraboth  è stato discreto e limitato.  Corretto sono stati i cantanti che hanno dato vita ai giudei e ai nazareni, tutti i membri del coro del teatro de Bellas Artes, Che hanno dimostrato di essere artisti molto preparati e professionali dei loro interventi.  L'orchestra sotto l'entusiasta direzione del suo titolare Carlos Miguel Prieto è stata modellata nella struttura per le voci e lo sviluppo dell'opera, mantenendo l'attenzione che richiede la partitura così come il colore e l'emozione inclusa la commozione con una sezione compatta e omogenea gli strumenti a corda. Alcuni minimi sfasamenti ho una forza che certe volte ha coperto le voci non sono motivo sufficiente per togliere merito e valore alla soddisfacente serata come in effetti è stata. Auguriamo che gli amministratori dell'orchestra tengano in considerazione  di programmare nelle future  stagioni più progetti di questo calibro.

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