martes, 30 de junio de 2020

Intervista al mezzosoprano Ilaria Ribezzi


Foto: Ilaria Ribezzi (mezzosoprano)

Jordi Pujal / Ramón Jacques 

Con una carriera in aumento il talentuoso mezzosoprano mesagnese Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, sulla passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.

Chi è Ilaria Ribezzi? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica, ...? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, del tuo primo contatto con la musica classica e  la lirica, perché ti sei dedicata al canto.


Ilaria Ribezzi è un mezzosoprano che spazia comodamente anche nel repertorio contraltile e che ha deciso di fare della musica la sua vita, la sua aspirazione e la sua forma d'espressione.  Sono una donna positiva ed energica, estremamente scrupolosa ed esigente con me stessa nella vita e nel lavoro. Il mio amore per l’opera è nato e cresciuto giorno dopo giorno.  Grazie alla mia famiglia, all’età di sei anni ho iniziato a studiare pianoforte, affiancando la danza con la quale ho iniziato a vivere il palcoscenico di un teatro.  Mi sono avvicinata al canto grazie alla musica sacra,  vincendo il premio "Giovane promessa" al Concorso Internazionale di Musica Sacra di Roma, e solo in seguito all'opera, quando mi sono ritrovata a vedere "Aida" di Giuseppe Verdi al Teatro Politeama di Lecce. Ne ho subìto la magia e l'incanto dato dall' unione di mondi diversi, il canto, la recitazione e il ballo. Cosi ho iniziato lo studio del canto lirico presso il conservatorio di Taranto, continuando a perfezionarmi all'Accademia lirica di Osimo e l'Accademia Chigiana di Siena con il M°Bruson. La svolta è stata segnata dall' incontro con il mio attuale Maestro di tecnica vocale, Fernando Cordeiro Opa, un grande punto di riferimento e una figura molto presente in questo mio percorso artistico.

Ascolti cantanti del passato? Qualcuno ti ha servito come modello, fonte di ispirazione o esempio di come dovrebbe essere una carriera? Pensi che sia importante ascoltare gli altri colleghi per crescere professionalmente?

Tra i grandi del passato ascolto spesso Lucia Valentini Terrani, ammirandone la tecnica solida, l'emissione morbida e la calda e vellutata voce. Altre grandi stelle che amo sono Teresa Berganza, Marilyn Horne e Fiorenza Cossotto, ovviamente i riferimenti possono cambiare di opera in opera, e di ruolo in ruolo.  Sono particolarmente affezionata alla figura di Giulietta Simionato, un raro esempio di tenacia, disciplina e duttilità vocale, definita come la compagna di palcoscenico ideale. Leggendo e ascoltando le sue interviste ho sempre provato massima ammirazione per la forza avuta nella lunga e faticosa gavetta, che l'ha poi portata a essere una stella della lirica italiana.  Oltre ai cantanti del passato ritengo sia importante ascoltare anche quelli di oggi perché è fondamentale capire le esigenze musicali dei nostri tempi.  Riferimenti che non siano mezzosoprani? Si, il baritono Dmitri Chvorostovskij. Il suo timbro vellutato, il meticoloso controllo del fiato e la sua eleganza in scena m'incantano ogni volta che lo ascolto. Adoro il suo magnetismo e l’anima che emerge dal suo canto, oltre ad ammirare la grande apertura di mente che gli ha consentito di abbracciare la musica nella sua interezza, senza troppe barriere di genere.  In un'intervista aveva detto :“Io canto quello che sento, quello che provo, ciò che la musica mi comunica. Io sono ciò che canto. Cantare è la mia vita, e voglio continuare a portare gioia al pubblico di tutto il mondo". Ci ha lasciati troppo presto... Lo voglio ricordare con queste parole.

Quali pensi siano le sfide e le difficoltà che un nuovo cantante deve affrontare all'inizio della sua carriera? Ritieni che siano molto difficili da superare? Quale pensi sia l'atteggiamento con cui questi cantanti dovrebbero vivere la loro carriera?

La sfida è il non lasciarsi sopraffare dalla fretta di “arrivare”, essere ambiziosi, sì, ma studiare e assecondare lo sviluppo tecnico e fisiologico. La difficoltà credo sia più nelle scelte, talvolta non semplici, che occorre prendere, ma niente è insuperabile se si sceglie una guida giusta che faccia da supporto tecnico e talvolta psicologico, e se ci si circonda di persone che mettano a disposizione tutto il loro sapere e il loro totale sostegno. Considerando la musica come una vera vocazione, mi sento di dire che per superare ogni difficoltà ta occorre perseveranza, spirito di sacrificio, uno studio costante ed un amore incondizionato per la musica e l'arte.

Nella tua breve carriera, affrontata con illusione ed entusiasmo, hai affrontato sia l'opera (Suzuki, "Mosè in Egitto", "L'italiana in Algeri", "Tancredi", ...) che l'oratorio ("Messiah", " Stabat mater "), il repertorio sinfonico (Nonna di Beethoven), anche con approcci specifici al "crossover". Infatti una cantante versatile, senza dubbio, il cui suo aspetto elegante, sobrio e un po 'classico aggiunge un 'plus'alle sue esibizioni, offrendo un punto di magnetismo quando è sul palco. Sei d'accordo con questo commento? Ti vedi così? Hai preso in considerazione l'idea di affrontare il genere dal 'lied', anche il repertorio vocale con ensemble da camera? Hai qualche progetto/idea/desio al riguardo?

Mi riconosco molto in questo commento perché amo mettermi in gioco attraversando i vari stili. È una sfida con me stessa poter affrontare i diversi repertori perché presuppone una ricerca sempre attenta sulla prassi esecutiva che li contraddistingue, ed è una sfida ancora più grande riuscire a riportare fedelmente la musica al pubblico.  L'idea di un recital lideristico è uno dei progetti che ho già in mente e che mi piacerebbe realizzare, penso a Schubert, "Gretchen an Spinnrade "uno dei miei preferiti!... così come il repertorio di musica da camera, il classico 700 e non solo. Penso ad uno dei progetti di cui ho fatto parte, la fusione tra opera, tango e danza in un concerto per voce e ensemble. Diciamo che le idee non mancano!

Come hai vissuto questo periodo Covid19? Pensi che tutto ciò che stiamo vivendo in relazione a questa pandemia rivoluzionerà in qualche modo il mondo dell'arte?

L'ho vissuto caricandomi di energia  positiva, di grinta e di fiducia nel futuro, nonostante la continua cancellazione delle produzioni.  Ho dedicato le mie giornate allo studio di alcuni ruoli che vorrei debuttare, cosi da poter essere pronta per ricominciare.  Penso che l'arte di per sé sia gia una rivoluzione, quindi credo e spero che questo periodo possa servire per riflettere su ciò che è stato, continuare da qui con le esperienze vissute sino ad ora  ed eventualmente apportare delle modifiche che possano rigenerare e far evolvere il mondo dell'arte. Forse le scelte che  faremo oggi stabiliranno se saremo noi a guidare il cambiamento, o se invece ne subiremo solo le conseguenze.

Come vedi il tuo futuro? Quale pensi sia il tuo repertorio ideale? Come pensi che la tua voce si evolverà? Quando sei sul palco, trovi una soddisfazione simile interpretando un ruolo operistico come  quando canti un oratorio? O ti senti più motivata dalla componente teatrale dell'opera?

Sono una persona ottimista, che ha speranza nel futuro, e nonostante le difficoltà in cui ci s'imbatte, lo voglio immaginare a colori.  Posso dire che il mio repertorio ha attualmente tre pilastri: Händel, Rossini e Donizetti, con riferimento ai ruoli en travesti.  Ogni tanto mi concedo delle incursioni nel repertorio Pucciniano e Verdiano che mi godo appieno! Nel mio futuro, neppure tanto lontano, vedo anche il repertorio francese nel quale mi sto addentrando. Per me l'importante è assecondare la propria evoluzione vocale e artistica per ampliare il repertorio, senza abbandonare quanto si è fatto. Opera o oratorio? Per me la motivazione esiste sempre, cambia la ricerca.  Con l'opera dedico tempo all'interpretazione e allo sviluppo psicologico del personaggio al pari del tempo che dedico alla musica, traendo grandi spunti dalla componente teatrale.  Nell'oratorio o nel repertorio lideristico o da camera, mi impegno a ricercare la parte drammaturgia, non così esplicita come nell'opera, attraverso l'affetto che la musica mi trasmette e il racconto del testo. Amo la musica per questo, perché è ricca e infinita, non ha una fine, non ha limiti.


lunes, 29 de junio de 2020

Concerto in onore di Giovanni Paolo II

Foto: Raffaella Lupinacci - Mezzosoprano 

Ramón Jacques

Creata nel 2005 in memoria di Papa Giovanni Paolo II, la Fondazione JP2, il cui obiettivo è quello di unire il maggior numero possibile di persone attraverso vari eventi culturali, oltre a mantenere e preservare il nome di questo uomo virtuoso la cui eredità ispira ancora milioni di persone in tutto il mondo, ha organizzato un concerto virtuale per commemorare il centenario della sua nascita, che ebbe luogo il 18 maggio 1920 nella cittadina di Wadowice, Polonia con il nome di Karol Józef Wojtyła. Il concerto è stato trasmesso domenica 21 giugno di quest'anno con l'intervento di cantanti e musicisti lirici di paesi quali Polonia, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Corea, Giappone, Taiwan, Turchia, Svizzera e Italia, che hanno eseguito varie opere di compositori come Schubert, Mozart, Franck, Fauré, Rossini, Bach, Massenet, Szymanowsky, Chopin, tra gli altri. Il concerto ha regalato infiniti momenti emozionanti, e tra i più commoventi è stato senza dubbio quello dei rappresentanti dall'Italia, con il duo “Qui tollis peccata mundi” dalla Petite messe solennelle, composizione sacra di Giacchino Rossini, che lo stesso compositore considerava ultimo dei suoi peccati di vecchiaia (péchés de vieillesse). Il duetto è stato affidato a due delle voci che hanno maggior visibilità nell'attualità del panorama lirico italiano, come il soprano Federica Lombardi e il mezzosoprano Raffaella Lupinacci, che hanno apportato solennità, musicalità e immedesimazione all'esecuzione. Federica Lombardi ha cesellato ogni frase con lo splendore del suo timbro; da parte sua, Raffaella Lupinacci, ben adatta allo stile del compositore per i suoi anni trascorsi all'Accademia Rossini di Pesaro, ha cantato emotivamente permeata con i brani proposti, con una tonalità sfumata che ha fornito un innegabile drammaticità ad una riconoscibile cadenza rossiniana. Sicuro il quadro musicale generale con  l'accompagnamento al pianoforte del maestro Giorgio D’Alonzo. La trasmissione di questa esecuzione è stata effettuata dall'Oratorio di  San Rocco a Bologna, il santo patrono di coloro che sono stati infettati da epidemie, infermieri e chirurghi. Il link al concerto è ancora disponibile sul sito Web della Fondazione JP2.

Foto: Federica Lombardi (mezzosoprano) - Raffaella Lupinacci (mezzosoprano) / RJ





domingo, 28 de junio de 2020

Concierto en conmemoración del Papa Juan Pablo II

Foto: RJ /  Federica Lombardi - Raffaella Lupinacci

Ramón Jacques

Creada en el año 2005 en memoria del Papa Juan Pablo II, la Fundación JP2, cuyo objetivo es el de unir a la mayor cantidad de personas a través de diversos eventos culturales; así como de mantener y preservar vigente el nombre de este virtuoso hombre cuyo legado aún inspira a millones en todo mundo, organizó un concierto virtual para conmemorar el 100 aniversario de su nacimiento, que ocurrió el 18 de mayo de 1920 en el pequeño pueblo de  Wadowice, Polonia con el nombre de: Karol Józef Wojtyła. El concierto se transmitió el pasado domingo 21 de junio del presente año con la intervención de cantantes liricos y músicos de países como: Polonia, Estados Unidos Inglaterra, Alemania, Corea, Japón, Taiwán, Turquía, Suiza e Italia, quienes interpretaron varias obras de compositores como: Schubert, Mozart, Franck, Fauré, Rossini, Bach, Massenet, Szymanowsky, Chopin, entre otros. El concierto brindó un sinfín de emotivos momentos, y entre los más conmovedoras esta sin duda el de las representantes de Italia, con el dúo “Qui tollis peccata mundi’ de la Petite messe solennelle composición sacra de Giacchino Rossini, que el propio compositor consideró el último de sus pecados de vejez (péchés de vieillesse). El dueto le fue confiado a dos de las voces con mayor proyección en la actualidad de la lírica italiana como son: la soprano Federica Lombardi y la mezzosoprano Raffaella Lupinacci, quienes aportaron solemnidad, musicalidad y compenetración a su ejecución. Federica Lombardi cinceló cada frase con la brillantez de su timbre; por su parte Raffaella Lupinacci, muy versada en el estilo del compositor por sus años en la Academia de Rossini de Pesaro, cantó compenetrada emocionalmente con la pieza, con una matizada tonalidad que aporta dramatismo sin mengua de esa perceptible cadencia rossiniana.  Seguro marco musical ofreció el acompañamiento al piano del maestro Giorgio D’Alonzo. La transmisión de esta ejecución se llevó a cabo desde el Oratorio de San Roque (Oratorio di San Rocco) en Bolonia, el patrón de los contagiados por epidemias, de los enfermeros y de los cirujanos. El vínculo del concierto completo se encuentra aún disponible en el sitio de la Fundación JP2.

Foto: Raffaella Lupinacci - Carmen 


sábado, 27 de junio de 2020

John Alec Entwistle (9 October 1944 – 27 June 2002) The Who Legendary bassist


John Alec Entwistle (9 October 1944 – 27 June 2002)
Legendary Bassist - The Who

martes, 23 de junio de 2020

Reseña del CD Giulio Cesare: A Baroque Hero - Raffaele Pe (contratenor) & La Lira de Orfeo


Ramón Jacques

Giulio Cesare, a Baroque hero
Arias de ópera
Raffaele Pe, contratenor
La Lira d’Orfeo, orquesta
Raffaella Lupinacci, mezzo-soprano [Pista 6]
Luca Giardini, director musical
Sello discografico: Glossa Music
GCD 923516
duración: 70:47

La actualidad de la industria discográfica requiere reinventarse contantemente con proyectos novedosos, originales y atractivos; y es en el desconocido e inexplorado mundo de la música barroca en el cual se pueden encontrar amplias posibilidades. En ese sentido, es un agradable descubrimiento esta producción discográfica de arias de ópera titulado Giulio Cesare: A Baroque Hero en la interpretación del reconocido contratenor italiano Raffaele Pe que consiste en una recopilación de arias extraídas de óperas de diversos compositores del siglo XVIII que abordaron la vida de Cayo Julio Cesar, el político y militar romano que en el siglo I a.c dominó al estado y la política romana.  La grabación denota un arduo trabajo de investigación, llevado a cabo durante varios años por el propio Pe y la musicóloga Valentina Anzani, que incluye piezas de la conocida ópera de Handel y otras menos conocidas de compositores italianos como: Carlo Pollarolo, Geminiano Giacomelli, Niccolò Piccinni y Francesco Bianchi, cuyas inéditas arias son interpretadas por primera vez en época moderna. Cada aria tiene la originalidad y el carácter que le imprimió cada uno de sus autores al protagonista, y aunque expresan diversas facetas y estados de ánimo por los que atraviesa, no pierden la pasión y la autoridad inherentes a este personaje histórico. Desde un punto de vista general se trata de un cuidado y detallado trabajo, con una secuencia de pequeñas joyas musicales de fluida y grata musicalidad que cautivan y emocionan al oído de quien lo escucha.  El disco fue recibido con tal entusiasmo que ya fue acreedor al premio “Abbiati’ (el más importante reconocimiento que otorga anualmente la crítica italiana musical). El acompañamiento musical está a cargo del ensamble La Lira di Orfeo, fundado por el propio Pe, y que bajo la conducción musical de Luca Giardini mostró uniformidad, sutileza y ligereza en cada momento. Por su parte, Raffaele Pe mostró calidez en su voz, pirotécnica agilidad donde fue requerido, e intención y claridad en cada una de las frases. Es difícil elegir una pieza que sobresalga sobre las demás, pero se pueden mencionar las interpretaciones de ‘Va tacito e nascosto’ y ‘Al lampo dell’armi’ de Gulio Cesare in Eggitto); así como ‘Saprò d’ogn’alma audace’ (La morte di Cesare) de Francesco Bianchi, por la delicadeza en su canto; y ‘Bella tel dica amore’ (Cesare in Egitto) de Geminiano Giacomelli por su expresividad. Un valor agregado es la inclusión del aria Scherza Infida de Ariodante de Handel, bien cantada con solemnidad y tranquilidad, así como el famoso dúo entre Cornelia y Sesto ‘Son nata a lagrimar’ con la destacada mezzosoprano Raffaella Lupinacci (Cornelia) quien aportó una oscura y segura tonalidad a su voz, que, en sincronía con el canto de Pe, regala un momento dramáticamente conmovedor. 





Giulio Cesare: A Baroque Hero - Raffaele Pe CD


Ramón Jacques 

Giulio Cesare, a Baroque hero

Raffaele Pe, contratenore
La Lira d’Orfeo, 
Luca Giardini
Glossa Music
GCD 923516


L’attualità dell'industria discografica richiede di reinventarsi costantemente con nuovi progetti, originali e attraenti; ed è nel mondo sconosciuto e inesplorato della musica barocca in cui si possono incontrare ampie possibilità. In tal senso, è una piacevole sorpresa questa produzione discografica di Arie d'opera dal titolo Giulio Cesare: A Baroque Hero nella interpretazione del noto controtenore italiano Raffaele Pe che consiste in una scelta di arie estratte da opere di diversi compositori del XVIII sec che hanno affrontato la vita di Caio Giulio Cesare, il politico e militare romano che nel I sec A.C. dominò lo stato e la politica romana. La registrazione evidenzia un profondo lavoro investigativo, effettuato in diversi anni dallo stesso Pe e dalla musicologa Valentina Anzani, che include brani tratti dal capolavoro di Handel e da lavori di compositori italiani meno conosciuti: Carlo Pollarolo, Geminiano Giacomelli, Niccolò Piccinni e Francesco Bianchi, le cui Arie inedite sono interpretate per la prima vovlta in epoca moderna.. Ogni Aria possiede l'originalità e il carattere che fu impresso al protagonista da ogni autore, e sebbene esprimano varie sfaccettature e stati d'animo, non perdono  la passione e l'autorevolezza insite nella figura storica. Da un punto di vista generale  si tratta di un lavoro attento e dettagliato, con una sequenza di piccoli gioielli di fluida e piacevole musicalità che affascinano ed eccitano l'orecchio dell'ascoltatore. Il CD è stato recepito con tale entusiasmo che gli è stato accreditato il Premio Abbiati (il più importante premio assegnato dalla critica italiana). L'accompagnamento musicale resta a carico dell'ensemble La Lira di Orfeo, fondato proprio da Pe, e che sotto la direzione di Luca Giardini ha mostrato omogeneità, sottigliezza e leggerezza in ogni momento. Da parte sua Raffaele Pe ha messo in evidenza timbro caldo, agilità pirotecnica dove richiesto, e intenzione e chiarezza in ogni sua frase. E' difficile scegliere un brano che si distingua su tutti, ma comunque si possono menzionare le interpretazioni di “Va tacito e nascoto” e “Al lampo dell'armi” (dal Giulio Cesare in Egitto); così come “Saprò d'ogn'alma audace” (La morte di Cesare) di Francesco Bianchi, per la delicatezza dell'accento; e “Bella tel dica amore” (Cesare in Egitto) di Geminiano Giacomelli per la sua espressività. Un valore aggiunto è l'inclusione dell'aria “Scherza infida” dall'Ariodante di Handel, ben cantata con solennità e tranquillità, come il famoso duetto tra Cornelia e Sesto “Son nata a lagrimar” con il noto mezzosoprano  Raffaella Lupinacci (Cornelia) sicura nel canto e di timbrica brunita, che in sincronia con il canto di Raffaele Pe regala un momento drammaticamente commovente.


viernes, 19 de junio de 2020

Festival de Lied de Friburgo, Suiza 2020


Foto:Fabianne Buehler

Ramón Jacques

El ‘Festival International de Lied de Friburgo’ fundado en el año 2001 por la destacada mezzo-soprano suiza Marie-Claude Chappuis y por su madre Thérèse Chappuis, notoria interprete de lied, en su ciudad natal de Friburgo en Suiza, se ha convertido en un reconocido y codiciado festival de cámara en Europa en los últimos 19 años, por el que han pasado un sinnúmero de reconocidos músicos y cantantes internacionales que han ofrecidos programas variados y de alto nivel. En ediciones pasadas, el festival se ha realizado en diversos recintos, iglesias y museos de Friburgo, la ciudad universitaria bilingüe localizada en el oeste del país helvético.

Dada la situación actual por la que atraviesa el mundo, el Festival de Lied se ha reinventado y para evitar su cancelación, esta edición se realizará, como se le ha denominado Drive-in-Festival, o versión al estilo de un auto cinema, en el que público podrá acceder a los conciertos que se realizaran en vivo para escucharlos dentro de su propio automóvil para garantizar su seguridad. 

El festival que se llevará a cabo del 25 al 31 de julio del presente año, comprenderá 6 conciertos en un escenario montado al aire libre, con amplificación sonora, pero teniendo como fondo un paisaje evocador creado por la naturaleza y las montañas, imágenes tan características de Suiza. El lugar elegido para su realización es el estacionamiento de los remontes mecánicos para esquiar en Charmey, un antiguo municipio en el distrito de Gruyère en el cantón de Friburgo (ubicado a 43 kms de la ciudad de Friburgo).
Marie-Claude Chappuis directora artística del festival, señalo: que esta será la primera ocasión que un evento de esta naturaleza se efectuará en Suiza, cuya intención es la de retomar los conciertos en vivo, durante este periodo crítico, sin descuidar la seguridad de los artistas como del público. Otro de los objetivos de Marie-Claude ha sido el de conformar un programa atractivo invitando a artistas de reconocida trayectoria internacional, provenientes de todas las regiones de Suiza.

Por su parte, Marie-Claude Chappuis, cuya carrera se centra en el repertorio de música barroca, así como en la ópera y la música vocal sinfónica, retomó sus actividades el pasado 11 de junio, con la grabación de la 9ª Sinfonía de Beethoven realizada sin publico en la sala de conciertos Victoria Hall de Ginebra, con la Orchestre de la Suisse Romande y el Coro del Gran Teatro de Ginebra bajo la conducción musical de Jonathan Nott, y cuyo elenco de solistas estuvo conformado además de Marie-Claude Chappuis, mezzosoprano, por la soprano Sonya Yoncheva, el tenor Mauro Peter y el barítono Manuel Walser. Dicho concierto fue televisado por la radio y televisión suiza y en la plataforma de internet arte.tv
La variada programación del Festival du Lied o Drive-in-Festival 2020 abarcará música de diversos compositores como: Haydn, Mendelssohn, Schubert por mencionar algunos, así como canciones tradicionales de la cultura suiza, contenidas en la última grabación discográfica de Marie-Claude Chappuis “Au Cœur des Alpes” y donde se puede escuchar al laudista Luca Pianca.
Para informacion detallada de cada concierto, es posible consultar el sitio del festival


El programa con los artistas participantes de detalla a continuación:



Del 25 al 31 de julio del 2020

PROGRAMA

Concierto inaugural el 25 de julio: «Cantábile»
Maurice Steger: flauta dulce y dirección  
Daniele Caminiti tiorba & amp; guitarra barroca
Jonathan Pešek violonchelo barroco
Céline Pasche harpa barroca & flauta dulce
Sebastian Wienand clavecín
(Invitada especial: Marie-Claude Chappuis, mezzo-soprano)

Concierto n° 2 - 26 de julio:
Ilker Arcayürek, ténor, Simon Lepper, Piano,
Geneva Brass Quintet :
Baptiste Berlaud, Lionel Walter, Christophe Sturzenegger, David Rey, Eric Rey

Concierto n° 3 - 27 de julio:
Marina Viotti, Mezzo-soprano
Nicole Morel, bailarina
Christian Chamorel, piano

Concierto n° 4 - 29 de julio:
Rachel Harnisch, soprano
Jan Philip Schulze, piano
Reto Bieri, Clarinete

Concierto°5 - 30 de julio:
Stradivari Quartett
Xiaoming Wang / Sebastian Bohren / Lech Antonio Uszynski / Maja Weber
(Intifada  : Marie-Claude Chappuis - mezzosprano)

Concierto n°6 del 31 de julio:
«Du récit de la beauté au Cœur des Alpes» (De la historia de la belleza al corazón de los Alpes).
 Marie-Claude Chappuis, mezzo
Luca Pianca, laud y guitarra, Duilio Galfetti, mandolina y violín,
Christel Sautaux, acordeón, Simon Ruffieux, barítono
Christophe Sturzenegger, cuerno des Alpes