Showing posts with label Fabio Maria Capitanucci. Show all posts
Showing posts with label Fabio Maria Capitanucci. Show all posts

Wednesday, November 6, 2019

I Pescatori di Perle - Teatro Regio di Torino


Foto: Teatro Regio di Torino

Renzo Bellardone

Per una volta, mi sia concesso un ricordo dell’infanzia; abitavo in un casa singola contornata da prati e alberi e non si usava andare in città per assistere alle opere liriche, ma mio nonno che ne era appassionato le ascoltava alla radio e mio papà aveva dei 33 giri con alcune opere intere ed altri con romanze celebri: qui ho scoperto “I pescatori di Perle”… Je crois entendre encore nell’interpretazione mi pare di ricordare di Beniamino Gigli oltre alla bellissima romanza di Leila. La poco rappresentata opera giovanile di Bizet inaugura la stagione del Regio di Torino 2019/2020 ottima scelta!

I PESCATORI DI PERLE – Teatro Regio Torino 20 ottobre 2019 (Les Pêcheurs de perles)
Personaggi Interpreti Leïla: Hasmik Torosyan, Nadir: Kévin Amiel, Zurga: Fabio Maria Capitanucci, Nourabad: Ugo Guagliardo. Direttore d’orchestra: Ryan McAdams. Regia, scene, costumi, coreografia e luci Julien Lubek e Cécile Roussat. Direttore dell’allestimento Pier Giovanni Bormida, Maestro del coro Andrea Secchi Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Nuovo allestimento Teatro Regio Torino. La scelta di inaugurare la stagione con un’opera poco rappresentata è sicuramente pregevole, anche se negli ultimi tempi fortunatamente  pare che l’opera giovanile di Bizet riscuota maggior interesse che non in precedenza. Il libretto è abbastanza fragile e quindi anche la storia, ma la bellezza unica della musica composta da Bizet prima ancora di aver compiuto i 25 anni, salva veramente libretto e storia! Le varie romanze, le parti del coro sono commoventi e la musica penetra nel più profondo recesso del cuore: Ryan Mc Adams dirige con sicurezza una partitura già frequentata  ed in questo caso all’ultima rappresentazione; la sua direzione esprime buon piglio e ricercatezza di espressione dopo attenta ricerca di timbricità e liricità soffuse o prorompenti che ingemmano la scrittura. Venendo alle voci direi che pur senza la luminosità di Sirio o Antares sono ascoltabili con piacere. Nourabad viene interpretato dal basso Ugo Guagliardo che ben entra nel ruolo connotandolo anche con il tono ed il timbro. Zurga è cantato dal baritono Fabio Maria Capitanucci reduce da una recente indisposizione, ma cio’ nonostante acquista fermezza di emissione e temperamento. Kévin Amiel interpreta Nadir con voce omogenea seppur con qualche fatica sul fraseggio compensata dal buon volume. Leïla    è interpretata da una dolce Hasmik Torosyan, soprano armeno, che porge il suo canto e la sua meravigliosa romanza Oh Dieu Brahma con sensualità particolare e morbidezze che arricchiscono notevolmente il personaggio. Il coro diretto da Andrea Secchi  è sempre superlativo e talvolta, come in questo caso, supplisce e maschera a certe semplicità realizzative quali la regia, scene, costumi, coreografia e luci di Julien Lubek e Cécile Roussat. E’ chiara l’intenzione favolistica della realizzazione, ma purtroppo ne risulta una infantilizzazione del tutto. La scena è rappresentata da una roccia lucida con barbaglio di brillantini natalizi al bordo, a delimitare la spiaggia dal mare in un tutt’uno dove ballerini ed interpreti (il più delle volte in ombra) danzavano e camminavano sulle acque. Non contemporanea e ormai desueta l’incorniciatura arabeggiante della scena ed un po’ eccessivi i cambi luci dai colori troppo intensi come l’improvvisa  apparizione di un bel fragola acceso. I costumi sono colorati e gradevoli  e le scene d’insieme fanno si che il popolo diventi parte integrante della scena. E’ vero che ‘Opera’ è tutto l’insieme delle varie arti dello spettacolo, ma in questo caso preferisco rilevare il maggior merito alla musica ed al canto. La Musica vince sempre.



Friday, August 19, 2011

IL BELCANTO E LA 3^ EDIZIONE DEL REATE FESTIVAL (Rieti, 21-30 agosto 2011)

Foto: Teatro Flavio Vespasiano, Kent Nagano

“Così fan tutte” in forma di concerto diretta da Kent Nagano con l’Orchestra da Camera di Mantova completa la trilogia mozartiana iniziata nelle precedenti edizioni, ancora una volta con un cast d’eccellenza (Poplavskaya, Ganassi, Korchak, Capitanucci, Bordogna). Il direttore americano sarà anche impegnato in un programma sinfonico di grande repertorio classico alla guida dell’orchestra Concerto Köln, specializzata in prassi esecutiva con strumenti originali. Il Belcanto italiano in apertura e chiusura con i cantanti di Opera Studio si colora di tinte risorgimentali, e tutta ispirata al Risorgimento una raffinata serata dei Cameristi della Scala.

Terza edizione del Reate Festival, ancora interpreti eccellenti, ancora il Belcanto come centro tematico, da cui si dipanano i percorsi mozartiani operistici da una parte, quelli del classicismo strumentale sinfonico dall’altra e quelli tutti italiani legati alla nostra storia e identità, di natura belcantista o strumentale, con particolari riferimenti al nostro Risorgimento, nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni di unità nazionale. Queste le linee guida del programma che – nelle intenzioni del direttore artistico della sezione musica del Festival, Bruno Cagli, Presidente dell’Accademia di Santa Cecilia – non può mai essere disgiunto da uno stile vocale e da un’esecuzione strumentale rispettosa della prassi esecutiva dell’epoca. Nel caso di Rieti poi a tutto questo si unisce un luogo di straordinaria bellezza ed acustica, come il recentemente restaurato Teatro Flavio Vespasiano.

“Il Festival di Belcanto a Rieti ha segnato, nei due anni precedenti, un momento di livello particolarmente alto, - sottolinea Cagli - ampiamente riconosciuto dalla stampa internazionale. Ciò conferma quelle che erano le intenzioni iniziali di rivalutare questo immenso patrimonio che l’Italia ha dato al mondo e che rischia di disperdersi. La programmazione di quest’anno ha sofferto delle conseguenze economiche che stanno travagliando la vita culturale del Paese, ma il settore del Belcanto, che riteniamo quello veramente significativo, è stato preservato.”

L’apertura il 21 agosto è con musiche risorgimentali, “Arie e cori dell’800”, con l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Carlo Rizzari e il Coro del Teatro Regio di Parma diretto da Martino Faggiani. Solista il soprano Rosa Feola, che dopo il perfezionamento nei corsi di Opera Studio con la direzione di Renata Scotto ha intrapreso una carriera che recentemente l’ha vista impegnata con Riccardo Muti a Salisburgo. Tra i brani in programma il finale del primo atto di Traviata di Verdi e “Giusto cielo, in tal periglio” dal Maometto II di Rossini. Nel vivo del patrimonio strumentale inedito dell’800 italiano entreranno il 23 agosto I Solisti di Musica del Risorgimento, ensemble composto da musicisti dei Cameristi del Teatro alla Scala, dal pianista e compositore Orazio Sciortino e dal soprano Natalia Gavrilan. La ricerca musicologica e la valorizzazione del repertorio connesso con le vicende risorgimentali sono alla base del loro raffinato programma che propone, tra l’altro, inediti di Fumagalli e Scontrino ritrovati nella Biblioteca del Conservatorio di Milano.

Il 27 agosto sul podio Kent Nagano, direttore musicale della Bayerische Statsoper di Monaco di Baviera e dell’Orchestra Sinfonica di Montreal. Nagano, che fin dalla prim edizione del Reate Festival ha condiviso ed è stato artefice con il direttore artistico del progetto del Belcanto, dirigerà la prestigiosa Orchestra Concerto Köln, specializzata nell’esecuzione di musica del Settecento e primo Ottocento, oggi considerata uno dei migliori gruppi di musica antica con strumenti originali. Il programma propone repertorio classico celeberrimo, tra cui la Sinfonia n.6 “Pastorale” di Beethoven e il Concerto K 488 di Mozart con la solista Mari Kodama, formatasi a Dusseldorf e Parigi, attiva con le più importanti orchestre negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania.

La serata del 29 agosto sarà tutta dedicata al Belcanto (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi) con la collaborazione del pianista Fabio Centanni, protagonisti i giovani artisti di Opera Studio, la scuola di perfezionamento in canto lirico istituita dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Renata Scotto e dedicata alla formazione professionale di giovani cantanti. Istituiti nel 2004 con l’intento di costituire un vero vivaio di interpreti in grado di riportare la tradizione italiana al centro dell’insegnamento del più autentico “Belcanto”, i corsi di specializzazione di canto lirico di Opera Studio hanno ottenuto sin dal loro inizio un crescente riscontro nel panorama didattico internazionale ed eccellenti risultati in termini di allievi avviati a carriere prestigiose. Dalla prima sessione tenuta nel maggio 2004, gli allievi che hanno frequentato i corsisono oltre 200 provenienti da ogni parte del mondo.

Infine due repliche, il 28 e 30 agosto per l’atteso Così fan tutte di Mozart diretto da Kent Nagano, compimento della trilogia iniziata con la nascita del festival (Don Giovanni nel 2009 e Le nozze di Figaro nel 2010), che ha portato e porterà a Rieti alcune delle più grandi stelle internazionali del grande teatro musicale. Il cast di quest’anno vedrà nei ruoli femminili Marina Poplavskaya (Fiordiligi), Sonia Ganassi (Dorabella), Damiana Mizzi (Despina), in quelli maschili Dmitry Korchak (Ferrando), Fabio Maria Capitanucci (Guglielmo) e Paolo Bordogna (Don Alfonso). Kent Nagano dirigerà l’Orchestra da Camera di Mantova, una delle compagini di maggior qualità nel nostro paese per brillantezza esecutiva e sensibilità stilistica. Il Belcanto Chorus, nato in occasione del Reate Festival 2009, è formato da artisti provenienti dalle compagini corali del Teatro Regio di Parma e della Corale Luca Marenzio di Roma e sarà diretto da Martino Faggiani.


Biglietti: 10e 15euro In vendita dal 1° agosto presso la biglietteria del Teatro Flavio Vespasiano in via Garibaldi, 267, Rieti. Italia.  Orario di apertura tutti i giorni (festivi inclusi 9-­‐13•16-­‐20) tel. +39 0746271335 fax +39 0746200080



Wednesday, September 16, 2009

Le Nozze di Figaro en el Teatro Real de Madrid

Foto: Cinzia Forte (soprano-susanna)
Credito: Javier del Real

Ramón Jacques

El Teatro Real de Madrid concluyó su temporada 2008-2009 con la conocida opera mozarteana Le Nozze di Figaro, la que es considerada una de las obras mas divertidas y teatrales de siempre. Para la ocasión, el teatro estrenó una nueva propuesta escénica ideada y dirigida escénicamente por Emilio Sagi, realizada en coproducción con los teatros Bilbao, Las Palmas y el Teatro Nacional de Opera y Ballet de Lituania.
Sagi, con su equipo de trabajo en el que participaron Daniel Bianco, (diseñador de escenografías) y Renata Schussheim, como creadora del vestuario, ubicaron la obra dentro de su correcto contexto histórico, logrando plasmar y delinear un ambiente típico de la Sevilla andaluza dieciochesca, con bailables flamencos, colores claros, y texturas típicas de esta región del sur de donde transcurre la acción de la obra, y con visible influencia de las pinturas del pintor Francisco de Goya.

La producción es estéticamente visual y sugestiva, con un correcto juego de luces e iluminación, y pocos elementos en escena, algo característica en las propuestas de Sagi. Particularmente, el cuarto acto que se realizó en un opulento y prodigo jardín, incluida una fuente con agua, fue encantador. La mano escénica fue cuidadosa y detallada, de divertidos movimientos y gestualidad, combinando la tradición goldiana de combinar, personajes serios y nobles, con personajes cómicos y humildes

Para esta reposición, se conformó un cast vocalmente sobresaliente y homogéneo, como el barítono Fabio Maria Capitanucci, que hizo un Fígaro de majestuosa y grata musicalidad en su timbre, muy seguro en todos los registros los registros, y que actuó el papel con justa jocosidad y gracia.

El barítono Mariusz Kwiecien encarnó un Conde porte y nobleza escénica, aunque por momentos se notó algo rígido en su desempeño, pero esto nada incidió en su sobresaliente función vocal, en la que mostró afinidad por este repertorio, con su refinada y exquisita voz de amplia proyección. Eva Mei, recreó una sensible y afectiva Condesa a la que prestó una sublime línea de canto y timbre claro.

La prestación escénica y vocal de Cinzia Forte fue valiosa, dando vida a una espirituosa, afable, femenina, y muy expresiva Susanna, siempre participativa y activa en escena. Su grata voz lírica fue melodiosa, ágil y precisa, su adecuada emisión de agudos apasionante, y la de pianos conmovedora y sutil.

Ketevan Kemklideze, es una nueva mezzosoprano que aparece en el circuito operístico, recreando un correcto y adecuado Cherubino. En el resto del cast, fue un lujo contar con el tenor Raúl Giménez, como el malicioso Basilio, y el legendario bajo-barítono español Carlos Chausson, como un astuto Bartolo de voz profunda. Completaron el cast Soledad Cardoso (Barbarina), el divertido Miguel Sola (Antonio) y Enrique Viana (Don Curzio). El coro a su vez realizo un loable trabajo en cada una de sus intervenciones.

La siempre segura batuta de Jesús López Cobos, guió el espectáculo exaltando los momentos más musicales de la alegre partitura, con algunos tiempos lentos al inicio, pero cumpliendo con su cometido de poner en primer plano la música de Mozart, con cuidado y consideración por las voces.
VERSIONE IN ITALIANO
Il Teatro Real di Madrid ha concluso la stagione 2008-2009 con le mozartiane Nozze di Figaro, una delle opere più divertenti e teatrali di tutti i tempi. In questa occasione è stato proposto il nuovo allestimento ideato e diretto dal regista spagnolo Emilio Sagi (in co-produzione con i teatri spagnoli di Bilbao e Las Palmas e il Teatro Nazionale d’Opera e Balletto della Lituania). Sagi, con la sua squadra condotta dalla scenografo Daniel Bianco e dalla costumista Renata Schussheim, ha ambientato l’opera nel suo corretto contesto storico, plasmando un ambiente tipico della Siviglia andalusa del diciottesimo secolo, con colori luminosissimi, danzatori di flamenco, col gusto tipico di questa regione della Spagna meridionale e, non da ultimo, con una visibile influenza della pittura di Goya.La produzione è visivamente molto suggestiva, con un corretto gioco di luci e la presenza di pochi elementi sul palcoscenico, cosa usuale nel lavoro di Sagi (ma il quarto atto era ambientato in un giardino opulento con tanto di fontana con acqua). La sua regia è risultata attenta e dettagliata con la ricerca di una gestualità divertente nello spirito della più pura tradizione goldoniana, in un continuo mescolarsi di personaggi seri, nobili, comici e umili.Il cast era di alto profilo e molto omogeneo – Fabio Maria Capitanucci ha disegnato un Figaro spensierato, di franca musicalità e sicuro in ogni registro. Il baritono polacco Mariusz Kwiecien ha dato vita ad un Conte di nobile portamento, a volte un po’ rigido. Ma i mezzi vocali sono ampi, la timbrica squisita e raffinata e la congenialità con questo repertorio evidente. Di timbro chiaro e sublime linea vocale la Contessa sensibile ed emozionante di Eva Mei. Scenicamente spigliatissima, dinamica, spiritosa la Susanna di Cinzia Forte dalla linea di canto musicale, agile, precisa, adeguata negli acuti e commovente e delicata nei pianissimi. Ketevan Kemoklidze, un nome nuovo nel circuito operistico internazionale, ha creato un Cherubino corretto. Un lusso, poi, avere Raul Gimenez come malizioso Don Basilio e Carlos Chausson come astuto Don Bartolo di voce profonda, qui in Spagna una vera leggenda. Completavano il cast Soledad Cardoso (Barbarina), Miguel Sola (Antonio), Jeannette Fischer (Marcellina) e Enrique Viana (Don Curzio). Lodevole la prestazione del coro. La bacchetta sempre sicura di Jesús López Cobos ha guidato lo spettacolo esaltando i momenti più musicali dell’allegra partitura