sábado, 8 de octubre de 2011

UMILTA’ e VIGORE - Le NOVE SINFONIE DI BEETHOVEN, Torino Teatro Regio

Foto: Fondazione Teatro Regio di Torino

Renzo Bellardone

Torino Teatro Regio Giovedì 29 settembre 2011. Orchestra del Teatro Regio di Torino. Dirige Gianandrea Noseda. La prima e la terza sinfonia di Beethoven.

Umiltà e vigore segnano l’approccio del Maestro Gianadrea Noseda nell’affrontare con la ‘sua’ orchestra del Teatro Regio di Torino, il monumento sinfonico firmato L.W. Beethoven. Di fronte a ‘tanta partitura’ l’umiltà è di rigore, oltre che nelle stigmatizzate caratteristiche direzionali di Noseda, alla sua seconda esperienza di esecuzione integrale della Nove Sinfonie (la prima fu nel 2005 con la BBC). Insieme ai valenti professori dell’orchestra, ha portato la formazione ai più elevati livelli europei e con naturalezza da novecentisti attaccano la Prima Sinfonia con l’ardito inizio dissonante. Ma le ben note sorprese non finiscono ovviamente con l’inizio e l’arditezza Beethoweniana farà si che in seno ad un organico ridotto i timpani diventino protagonisti e poi anche gli amatissimi corni…. L’esecuzione è pulsante anche quando si culla nell’adagio, ma ancor più nei movimenti più briosi connotati da allegrezza sentimentalmente intrisa da ricordi rococò. Con un’orchestra pressoché raddoppiata giunge la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op.55 che il mondo conosce come ‘l’Eroica’: tempi stretti, ma inferiori alle indicazioni dello stesso Beethoven sono il distinguo dalla tradizione e dall’abitudine di ascolto.  L’inusitato inserimento di una ‘marcia funebre’ in una Sinfonia è un colpo di genio che trova –in questa esecuzione- una delle sue massime espressioni grazie alla vitale direzione cerebrale, ma emotiva del Maestro Noseda; gradevolissimo momento è anche il movimento alla Turca che in abbinamento agli altri movimenti va a rafforzare quelle considerazioni che parlavano di composizione eccessivamente innovativa. Il Teatro Regio di Torino, ispirato a quest’onda di nuovo, propone alcuni esperimenti a favore del pubblico quali il collegamento wireless in teatro per seguire alcune interviste, la possibilità di ascoltare la registrazione da Radio Rai Tre e di scaricarla gratuitamente; altra significativa ed apprezzabile iniziativa e di mandare alcune suggestioni del Maestro Noseda circa la composizione e durante l’esecuzione in diretta sul display abitualmente utilizzato per i sottotitoli d’opera “ il finale è una vera Idra a sette teste…..” Il mix di novità, sinergicamente speculare alla maestosità della composizione e senza ombra di dubbio della interpretazione, crea un rilucente specchio lacustre dove tutti i sentimenti si riflettono e si appagano dell’immagine rimandata: la partitura sempre nuova, la ricercatezza del suono, amplificano e per assurdo intimizzano le pulsioni spirituali di chi ascolta che per quanto smaliziato sia, deve qui ritrovarsi umilmente a capo chino. La Musica vince sempre.

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