viernes, 13 de julio de 2012

Angela Gheorghiu - Washington National Opera


Foto: Angela Gheorghiu

Angela Gheorghiu ha debuttato all’Opera Nazionale di Washington con un Gala di arie d’opera e non con una produzione scenica come si sperava trattandosi di una delle principali compagnie del Nordamerica. Accompagnata dall’orchestra del teatro sotto la direzione musicale di Eugene Kohn, il celebre soprano rumeno ha presentato un programma variegato che toccava diversi stili e varietà tecnica. Ha iniziato con una commovente e delicata interpretazione di “Ombra mai fu” dal Serse e con una corretta “Giunse alfin il momento... Deh vieni non tardar” da Le Nozze di Figaro, nonostante si sia evidenziato che lo stile di Haendel e quello di Mozart non siano il suo forte.. In seguito ha cantato “Vive amour”dal Cherubin di Massenet con buona dizione francese e un timbro chiaro ed omogeneo.
Nella“Canzona della luna” dalla Rusalka è piaciuta per le sua ampie frasi e il colorito e la timbrica sicuri. Durante i suoi interventi la Gheorghiu si muoveva sul palcoscenico con eleganza, disinvoltura e soprattutto grazia. I migliori momenti della serata sono stati ““Adieu notre petite table” dalla Manone “Pleurez mes yeux” da Le Cid, arie nelle quali ha mostrato affinità, buon fraseggio, temperamento e con le quali ha provocato reazioni euforiche del pubblico Prosenguendo il Gala ha offerto deliziose versioni di “O Nume tutelar” dalla Vestale di Spontini e “Ebben ne andrò lontana” dalla Wally. No c’era dubbio sul successo di “O mio abbino cara” come pure I could have dances all night da My fair Lady e infine Granada nella quale ha mostrato una buona dizione spagnola. L’orchestra si è ben disimpegnata generalmente sia negli accompagnamenti che da sola, con l’Ouverture dal Ratto dal Serragio, la poco conosciuta Zampa di Herold e La danza delle Ore dalla Gioconda di Ponchielli, ma soprattutto nell’emozionante Ouverture Il Corsaro di Berlioz. RJ

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