martes, 31 de julio de 2012

Baveno Festival 2012 - Umberto Giordano - The Interpretation of Dreams


Foto: Baveno Festival 2012

Renzo Bellardone

Baveno, Cave 15 luglio Concerto nelle Cave ‘The Interpretation of Dreams’ Giovanni Sollima e Monika Leskovar – violoncelli

Le proiezioni di Sebastiano Romano, a tutta parete raffigurano paesaggi naturali e spazi oltre il tempo dentro a cui, in fusione vibrante, si inserisce la suite in re minore di Marais fedelmente eseguita dall’eclettico Giovanni Sollima e da Monika Leskovar al violoncello. L’incontaminata purezza delle immagini ospita poi, a celebrazione dei 150 anni dalla nascita di C. Debussy, il Prelude trascritto da Sollima ed interpretato dai due violoncelli vibranti in un infinito dissonante: pizzicati, spaziale liricità, senso del profondo e del sospeso, danze aeree. Poi Sollima diventa il Sollima che si conosce e che si attende: sollevato il violoncello lo trasporta per tutta la sala suonandolo in ampliamento di sonorità con il palco: i dieci episodi di The Interpretation fo Dreams prendono vita e la platea vibra all’unisono con le corde mastellate e la tavola armonica percossa. Il violoncello si trasforma in violino, tamburi, chitarra, contrabbasso: lasciato l’arco, il violoncellista pizzica e percuote tavola e corde con esuberanza od introspezione traendo tremoli e poi ruvide sonorità con l’arco ribaltato. Giungono ricordi di ballate popolari quasi propiziatorie di amori carnali, urla di sconforto nell’opprimente quotidiano, esuberanze giovanili ed ostinatezze senili; riecheggiano tamburi africani e danze del West tra un sogno infantile ed i colori della speranza. Per comprendere la varietà di mondi visitati è necessario citare alcuni dei brani interpretati: I Hide Myself (le parole di Emily Dickinson), Du Bist Wie Eine Blume (Robert e Clara Schumann), Virginia Woolf- il flusso di coscienza, Frida’s dream?; Calamity Jane . Il bis è un brano del compositore stesso che viene suonato su unico violoncello, quello di Monika Leskovar, ad archi incrociati: mentre Sollima suona su una corda, le altre vengono sfiorate dalla violoncellista: Gli archi si incrociano, ma non si sfiorano in una spasmodica ricerca l’uno dell’altra creando un quadro musicale inconsueto che trasforma il concerto in una ‘esperienza di vita’ che scava, esalta, nutre ed apre nuove strade di pensiero e di sentire. La Musica vince sempre.

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