miércoles, 18 de diciembre de 2013

Il Flauto Magico - Los Angeles Opera

Foto: Robert Millard

Ramón  Jacques


LOS ANGELES, novembre/dicembre 2013 – Per la sua vicinanza con gli studi cinematografici di Hollywood, la Los Angeles Opera ha sempre intrecciato relazioni con registi, scenografi e costumisti provenienti da quel settore. E per un allestimento annunciato, con molte aspettative, come in stile cinematografico, la sede naturale per la prima americana non poteva che essere, appunto, nel teatro della città californiana. La fusione fra fantastico, surreale, magico ed emozioni umane, ossia il nucleo della vicenda e della drammaturgia del mozartiano Die Zauberflöte, ha spinto il direttore della Komische Oper di Berlino Barrie Kosky a creare insieme al gruppo britannico  “1927″ (composto da Suzanne Andrade e Paul Barrit) una messa in scena nuova e originale dell’opera, il cui debutto ha avuto luogo a Berlino l’anno scorso. In questa realizzazione i personaggi interagivano con le divertenti e colorite situazioni di un film muto, proiettato su un enorme schermo alle loro spalle quale unico elemento scenico. La sincronia tra gli artisti e le proiezioni è stata perfetta e i dialoghi parlati sono stati sostituiti da brevi sottotitoli che scorrevano su musica pianistica di Mozart (Fantasia 3 e 4). I costumi erano in stile anni 20 del Novecento e, sebbene l’idea si sia ben realizzata con la sua innovazione multimediale, il continuo cambiamento delle immagini ha distratto l’attenzione del pubblico e, insieme ai pochi movimenti degli artisti, ha pesato nella continuità della rappresentazione. Il cast, di buon livello, è stato guidato dal tenore Lawrence Brownlee come Tamino, per limpidezza di timbro e qualità del canto, seguito dal soprano ungherese Elena Miklósa, che ha esibito la sua abilità pirotecnica nelle due arie della Regina della Notte, e dal baritono Rodion Pogossov, per la comicità e la sicurezza con cui ha dato corpo a Papageno. Janai Brugger è stata una Pamina sensibile e delicata. Il resto del cast e il coro sono stati corretti e puntuali in ogni loro intervento. James Conlon ha diretto l’orchestra col suo abituale entusiasmo esibendo una maestria in perfetto accordo con la vivacità dello spettacolo musicale.

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