miércoles, 21 de octubre de 2015

IL VIAGGIO a REIMS. Ovvero l’Albergo del Giglio d’Oro - Teatro Coccia di Novara, Italia

Foto: Teatro Coccia

Renzo Bellardone

Teatro Coccia Novara. 11 ottobre 2015 IL VIAGGIO a REIMS. Ovvero l’Albergo del Giglio d’Oro Dramma Giocoso su libretto di Luigi Balocchi. Musica di GIOACCHINO ROSSINI. Corinna-Alexandra Zabala, Marchesa Melibea-Teresa Iervolino, Contessa di Folleville-Maria Aleida, Madama Cortese-Francesca Sassu, Cavaliere Belfiore-Giulio Pelligra, Conte di Libenskof-Francisco Brito, Lord Sidney-Paolo Pecchioli, Don Profondo-Pietro di Bianco, Barone di Trombonok-Bruno Praticò, Don Alvaro-Gianluca Mrgheri, Don Prudenzio-Rocco Cavalluzzi, Don Luigino-Murat Can Guvem, Delia-Manuela Ranno, Maddalena-Carlotta Vichi, Modestina-Sofio Janelidze, Zefirino/Gelsomino-Nicola Pisaniello, Antonio-Stefano Marchisio. Direttore – Matteo Beltrami. Regia - Giampiero Solari. Scene - Angelo Linzalata. Costumi – Ester Marcovecchio. Coro San Gregorio Magno, direttore Mauro Rolfi


Certamente si è  trattato di un viaggio colorato, vivace, brillante e divertente. La regia di Giampiero Solari si è presentata decisamente  movimentata, curata e con particolari meritevoli come i camerieri-pattinatori e le belle scene realizzata da Angelo Linzalata, con i due cerchi concentrici girevoli e sui quali le varie scene passavano su una giostra viennese davanti allo spettatore divertito; altrettanto interessante il grande specchio sovrastante la scena che ha duplicato le immagini esaltandone l’intensità. Sulla destra della scena la costante presenza di Fernando Caira Greco che con il violoncello ha sottolineato l’aria di Corinna e poi l’arpa apparsa sull’altro lato. La direzione affidata al brillante Matteo Beltrami è risultata coinvolgente e penso che l’essere coinvolgente sia un traguardo importante, teatralmente parlando; un significativo apprezzamento va  all’orchestra del Conservatorio G. Cantelli di Novara ed al  Coro San Gregorio Magno diretto da Mauro Rolfi. Veniamo ora ai numerosi cantanti vestiti con i colorati ed allegri costumi disegnati da Ester Marcovecchio: Alexandra Zabala ha interpretato una vivace Corinna con vocalità ricca di colori e sfumature lucenti;  Melibea ha incontrato in Teresa Jervolino una brillante interprete, mentre Maria Aleida ha spiritosamente interpretato la Contessa di Folleville cui ha donato voce argentina; Francesca Sassu è stata una più che convincente Madame Cortese. Tra queste quattro interpreti femminili ‘è stata una vera gara di bravura, dettata sia dalla partitura che una realtà che a visto ben quattro vincitrici, infatti in presenza di voci ben impostate, ricche di colori ed abili nelle agilità, risulta più agevole complimentarsi parimenti con tutte.  Giulio Pelligra nel ruolo di Belfiore ha tenuto bene la scena con voce espressiva e pertinente al ruolo; Francisco Brito brillante e divertente ha un bel timbro ed interessante emissione. Paolo Pecchioli con un colore scuro e profondo ha dato vita ad un simpatico Lord Sidney e Pietro di Bianco  ha scherzosamente interpretato Don Profondo esibendo una bella voce . Trombonok  ha incontrato un interprete affermato che sempre sa strappare una risata, ovvero Bruno Praticò, già recentemente incontrato sul palco del Coccia. Gianluca Margheri nei panni di Don Alvaro è risultato simpatico e brillante e Rocco Cavalluzzi con ottima presenza scenica ha sfoggiato un colore armoniosamente brunito nell’interpretazione di un elegante Don Prudenzio. Un plauso anche agli altri interpreti: Murat Can Guvem, Manuela Ranno (con un costume bellissimo), Carlotta Vichi, Sofio Janelidze, Nicola Pisaniello e Stefano Marchisio. Decisamente interessanti sia gli assolo ed i duetti  negli inni delle varie nazioni e bellisimi i quartetti e quintetti vocali. Alla fine dello spettacolo gli artisti su suggerimento di Matteo Beltrami hanno concesso un gustoso fuori programma:  infatti mentre il direttore Beltrami stava con l’intero cast sul palco a ricevere l’applauso finale, con la direzione di Manuela Ranno (Delia),  hanno cantato il finale del primo atto a quattordici voci con una strabiliante gara canora tra le quattro interpreti principali. Questa è stata la ciliegina sulla torta che ha fatto uscire il pubblico con un sorriso sulle labbra e che per quanto possibile ha cercato di salutare gli artisti riservando loro l’immenso calore che si sono meritati. La Musica vince sempre.

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