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Friday, December 31, 2021

MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021


Foto: Festival Donizetti Bergamo Gianfranco Rota

Renzo Bellardone

Bergamo di giorno è entusiasmante, di notte è avvolta da un vapore di mistero...Passeggiando tra le sue vie e viuzze poco illuminate e raggiunte attraverso la funicolare..che dire? Il fascino e le illusioni sono di casa !

MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021 Direttore Jonathan Brandani Regia Francesco Micheli Scene Edoardo Sanchi Costumi Giada Masi Lighting design Alessandro Andreoli Drammaturgo Davide Pascarella Assistente alla regia Tommaso Franchin Assistente alle scene Chiara Taiocchi Orchestra Donizetti Opera Maestro al fortepiano Hana Lee Coro Donizetti Opera Maestro del coro Fabio Tartari Creonte Roberto Lorenzi Egeo Michele Angelini Medea Carmela Remigio Giasone Juan Francisco Gatell Creusa Marta Torbidoni Ismene Caterina Di Tonno Tideo Marcello Nardis Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti

La narrazione inizia e finisce a Corinto 2021 con giusti e doverosi riferimenti ellenici con trasposizione in epoca di modernariato con incursioni nel fine 800 che crea qualche difficoltà nell’immediato di  percezione della tragedia, che gradualmente si però si palesa in virtù anche dei movimenti sul palcoscenico  della regia del padrone di casa Francesco Micheli ed la qualità degli interpreti in scena. Decisamente interessante l’apparire dell’arpista sul palco in un delizioso arpeggiare. Creusa trova in  Marta Torbidoni un’interprete sicura vocalmente, ben timbrata e scenicamente  compiuta. Juan Francisco Gatell è sempre una certezza: agile nei movimenti ed ancor più con la voce,  regala sempre una emissione  di livello, elegante. Michele Angelini interpreta Egeo con una vocalità arrotondata ed interessante scenicamente.  Veramente azzeccata nella parte  Caterina di Tonno che ha focalizzato il ruolo, avvalorato da buona performance  di canto.  Affiancata o meglio in alternazione scenica con Tideo interpretato da Marcello Nardis con efficacia.  Medea, il ruolo del titolo è affidato a Carmela Remigio che sfodera salda tecnica ed abilità ad entrare nel personaggio seppur la distanza tra la narrazione greca e alcune scene ambientate in una cucina anni 50/60 di colore avorio non abbia agevolato e contribuito al feeling immediato, ma Remigio, ben avvezza a ruoli diversi, ha abilmente superato la partedi desperate woman,  ed ha raggiunto livelli di assoluta qualità con voce squillante ed eccelsa negli acuti. La direzione dell’orchestra è affidata a Jonathan Brandani che ha dato buon risalto e vitalità  alla scrittura di Mayr, insieme al Coro fuori campo che ha creato belle atmosfere. I costumi di Giada Masi pertinenti all’epoca sono simpatici; la scenografia ideata da Edoardo Sanchi è del tutto originale ed artistica  e le luci  di Alessandro Andreoli che completano in modo originale  la scena sono installate a file parallele sotto alle pedane appese al soffitto che salendo o scendendo creano i vari ambienti della casa:; cucina, letto, salotto...  e le luci variando di colore e di intensità creano ambiente e fanno risaltare le singole scene illuminate. La Musica vince sempre. Nota: un plauso a tutti i Festival che resistono e che attirano pubblico e visitatori, quindi anche a Bergamo ed alla sua Fondazione che ha raggiunto il sold out anche con molte presenze straniere!



Sunday, November 28, 2021

Medea in Corinto, en Bérgamo

Foto: Festival Donizetti

Renzo Bellardone

El compositor de esta ópera, Simon Mayr, fue maestro de Gaetano Donizetti, y es por eso que se rescató esta partitura para el actual Festival Donizetti de Bérgamo, estrenada en 1813 en Nápoles con un elenco de grandes belcantistas, incluyendo a la musa de Gioachino Rossini, Isabella Colbran; los tenores Andrea Nozzari y Manuel García; la esposa de García, Joaquina Sitches y su hija de cinco años: la futura María Malibran; y el bajo Michele Benedetti. El argumento de esta ópera —con libreto de Felice Romani—, se basa en el mito griego y la tragedia de Eurípides, pero en esta puesta en escena comienza y termina en Corinto a mediados del siglo XX, con referencias helénicas justas y obedientes con transposición en la era del modernismo, y con incursiones a finales del siglo XIX que crean algunas dificultades en la percepción inmediata de la tragedia. Sin embargo, ésta se revela paulatinamente en virtud de los movimientos en el escenario, dirigidos por el también jefe de la casa, Francesco Micheli. El personaje de Creusa encontró en la soprano Francesco Micheli.una intérprete segura de voz, bien estampada y escenográficamente realizada. El tenor Juan Francisco Gatell como Giasone es siempre una certeza: ágil en sus movimientos y más aún en su voz, siempre da una emisión nivelada y elegante. Otro tenor, Michele Angelini, interpretó a Egeo con una voz redondeada y escénicamente interesante.  Realmente apta para la parte de Ismene estuvo la soprano Caterina di Tonno que centró el papel, apoyada por una buena interpretación canora, al lado de —o más bien en alternancia escénica con— el Tideo interpretado efectivamente por el tenor Marcello Nardis. Medea, el papel principal, se confió a la soprano Carmela Remigio, quien hizo gala de una sólida técnica y habilidad para adentrarse en el personaje, a pesar de que la distancia entre la narrativa griega y algunas escenas ambientadas en una cocina color marfil de la década de 1950 no facilitó ni contribuyó a un sentimiento inmediato. Pero Remigio, bien acostumbrada a diferentes roles, ha superado hábilmente el papel de mujer desesperada, y ha alcanzado niveles de calidad absoluta con una voz squillante y excelsa en las notas agudas.  La dirección de la orquesta estuvo a cargo de Jonathan Brandani, quien dio gran protagonismo y vitalidad a la escritura de Mayr, junto con el coro fuera de la escena que creó hermosas atmósferas. Los vestuarios de Giada Masi, fueron apropiados para la época en que se ubicó la acción; al igual que la escenografía concebida por Edoardo Sanchi y la iluminación de Alessandro Andreoli, que complementó la escena de forma original, con luces que variaron en color e intensidad creando diferentes atmósferas y resaltando las escenas iluminadas individualmente.