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Monday, November 28, 2016

L’Incoronazione di Poppea - Teatro alla Scala

Monica Bacelli
Foto: Jensch - Teatro alla Scala

Ramón Jacques

Un anno dopo aver concluso la trilogía monteverdiana con L’Incoronazione di Poppea, che contava sulla realizzazione scenica di Robert Wilson, il Teatro alla Scala ha programmato nuevamente la stessa opera in tre atti. Lo spettacolo di Wilson è stato visivamente elegante e sobrio, collocato in un tempo indeterminato, con minimi movimenti scenici, come un albero o una colonna demolita, costumi eleganti, ma soprattutto una intensa e variegata illuminazione blu e bianca sul fondale La maniera di usare le luci e il senso magistrale dell’utilizzo dello spazio hanno stimolato i sensi dello spettatore. Tuttavia, i movimenti lenti e senza fretta dei cantanti caricati da simbolismi hanno impedito uno svolgimento drammatico e attoriale più chiaro dei personaggi, facendo sì che il prologo e il primo atto sono stati poco fluidi. Scenicamente, dopo l’intervallo si è vista più azione in scena. Ha inciso, anche, la direzione d’orchestra di Rinaldo Alessandrini, che davanti all’Orchestra della Scala, rinforzata con i musicisti del Concerto Italiano, ha offerto una lettura piatta e carente di finezza. In termini generali l’orchestrazione È suonata rigida, aspra E in alcuni momento carente di dinámica.  Vocalmente il cast di specialisti dello stile ha offerto una prova superlativa  a cominciare dalla affascinante e in evidenza Poppea di Carmela Remigio che esprimeva sua classe in scena, eccellendo con il suo timbro brillante e nítido, e chiarezza di emissione e dizione. Come Nerone, il tenore Leonardo Cortellazzi, è piaciuto con il suo timbro attrante e pieno di musicalità. Ottavia era la sperimentata Monica Bacelli, una interprete ideale del violento ed impetuoso personaggio, vocalmente precisa. Da parte sua, Sara Mingardo,  ha dato vita ad  un fragile e dispiaciuto Ottone, con timbro soave e profondo. È risaltata la convinzione e la forza scenica e vocale che Andrea Concetti ha impresso nel personaggio di Seneca. Dal lungo elenco del cast si può notare anche la spudorata Drusilla di Maria Celeng, l’Amore di Silvia Frigato e il Mercurio di Luigi De Donato, la Nutrice di Giuseppe de Vittorio, specialista nei ruoli en travesti, o la Damigella di Monica Piccinini. Non si può dimenticare la presenza di Furio Zanasi, una autorità nel recitar cantando monteverdiano, che sebbene in questa occasione ha interpretato tre brevi ruoli, è pur sempre considerato come il miglior interprete di Orfeo e Ulisse. Come dato anedottico, risulta sorprendente che uno spettacolo di questo livello non abbia interessato molto il pubblico milanese essendo rimasti in teatro molti posti vuoti



Tuesday, October 9, 2012

Il Ritorno di Ulisse in Patria de Monteverdi en Turín, Mito Settembre Musica

 
Foto:    Roberto Alvares (C) MITO SettembreMusica

Renzo Bellardone

IL  RITORNO  DI  ULISSE  IN  PATRIA de Claudio Monteverde. Festival MITO Setiembre Musica 2012 realizada en el Teatro Regio de Turín el 8 de septiembre del 2012. Elenco: Ulisse, Furio Zanasi – Penelope, Sara Mingardo – l’Umana Fragilità, Andrea Arrivabene – Il Tempo, Luigi de Donato – Fortuna, Monica Piccinini – Amore, Anna Simboli – Giove, Luca Cervoni – Nettuna, Luigi de Donato – Minerva, Monica Piccinini – Giunone, Anna Simboli – Telemaco, Luca Dordolo – Eurimaco, Raffaele Giordani – Melanto, Francesca Cassinari – Eumete, Gianluca Ferrarini – Iro, Gian Paolo Fagotto – Ericlea, Elena Biscuola – Pisandro, Andrea Arrivabene – Anfinomo, Luca Cervoni – Antinoo, Salvo Vitale – Feacio I, Andrea Arrivabene – Feacio II, Luca Cervoni – Feacio III, Salvo Vitale. Concerto Italiano Rinaldo Alessandrini – conducción y clavecín.

 Los dioses amenazan y deciden el destino de los hombres atentando contra sus debilidades, así es como inicia la opera exactamente con el celebre prologo de la humana fragilidad, en la experta interpretación de Andrea Arrivabene. La fragilidad fue amenazada por el Tiempo que ofrecía una calidad y redonda voz del bajo Luigi De Donato, apreciado después en el exigente papel de Neptuno. Pero las amenazas no terminaban aquí y de hecho hizo su entrada Fortuna, interpretada por una convincente Monica Piccinini, después llegó el Amor de Anna Simboli, quien mostró un afligido en su interpretación.  Una de las páginas mas amadas y conmovedoras, fue el lamento de Penélope que se elevó explosivo y profundo con la segura y redonda, con el sensible colorido en la voz de Sara Mingardo ‘Di misera regina’ y la interprete misma se convirtió en una verdadera reinda manteniendo el papel con línea de canto homogénea y sufrida en su interpretación. Elena Biscuola fue la fiel Ericlea armoniosa y participe. Giove, y después Anfinomo, fueron confiados al joven Luca Cervoni, adaptado al papel que interpreto de manera agradable.  Salvo Vitale posee una voz potente y profunda con la que delineó bien a Antinoo y a al Feaccio III.  El tenor Gian Paolo Fagotto diseñó su Iro con dúctil voz y una interpretación muy segura, mientras que Gianluca Ferrarini prestó su canto de grato timbre a Eumente.  Raffaele Giordani fue Eurimaco, personaje que hizo con alegre frescura y apreciable entonación.  Francesca Cassinari fue una placentera Melanto.  En la opera resaltó como momento tópico el encuentro entre Ulises y Telémaco cuyo desarrollo tuvo la segura y bien apreciada voz de Luca Dordolo quien realizo el exigente dueto con Furio Zanasi, quizás el interprete mas apreciado en el papel principal.  Voz suave con refinadas coloraciones, ofreció armonía y dulzura y autoridad con su timbre profundo y firme. Sobre el escenario y con su habitual fraseo, que es de los más apreciados del panorama operístico en este repertorio, fue el único que no utilizó una partitura porque la conoce perfectamente porque es un intérprete de referencia de Ulises. El ensamble Concerto Italiano, compuesto de músicos de comprobada valía y con la puntual dirección de Rinaldo Alessandrini un estudioso y experto del repertorio de Monteverdi, y la de dos pilares Sara Mingardo y Furio Zanasi, permitió presenciar un Ulises muy claro, nítido, y la forma semi-escénica contribuyó a exaltar su esencialidad y su pureza. ¡La música vence siempre!

Thursday, October 4, 2012

IL RITORNO DI ULISSE IN PATRIA - MITO Settembre Musica 2012, Torino


Foto: Roberto Alvares MITO SettembreMusica

Renzo Bellardone

MITO Settembre Musica 2012 Torino Teatro Regio 18 settembre
 
IL RITORNO DI ULISSE IN PATRIA - Claudio Monteverdi. Ulisse, Furio Zanasi – Penelope, Sara Mingardo – l’Umana Fragilità, Andrea Arrivabene – Il Tempo, Luigi de Donato – Fortuna, Monica Piccinini – Amore, Anna Simboli – Giove, Luca Cervoni – Nettuna, Luigi de Donato – Minerva, Monica Piccinini – Giunone, Anna Simboli – Telemaco, Luca Dordolo – Eurimaco, Raffaele Giordani – Melanto, Francesca Cassinari – Eumete, Gianluca Ferrarini – Iro, Gian Paolo Fagotto – Ericlea, Elena Biscuola – Pisandro, Andrea Arrivabene – Anfinomo, Luca Cervoni – Antinoo, Salvo Vitale – Feacio I, Andrea Arrivabene – Feacio II, Luca Cervoni – Feacio III, Salvo Vitale.Concerto Italiano. Rinaldo Alessandrini - direzione e clavicembalo.

Gli dei incombono e decidono il destino degli uomini, aggredendo le loro debolezze e l’opera inizia appunto con il celebre prologo dell’Umana Fragilità, nell’esperta interpretazione di Andrea Arrivabene; la fragilità viene minacciata dal Tempo cui offre una calda ed arrotondata vocalità il basso Luigi De Donato, apprezzato poi anche nel ruolo impegnativo di Nettuno. Ma le minacce non finiscono qui ed infatti arrivano anche Fortuna, convincente Monica Piccinini, e poi Amore, Anna Simboli accorata nella rappresentazione del personaggio. Una delle pagine più amate e toccanti, ovvero il lamento di Penelope si eleva prorompente e profondo con la sicura ed arrotondata, in tutta la sensibile colorazione possibile, della voce di Sara Mingardo ‘Di misera regina’ e diviene l’interprete stessa una vera regina mantenendo il ruolo con linea di canto omogenea ed interpretazione sofferta. Elena Biscuola è la ‘fedele Ericlea’ armoniosa e partecipe. Giove, e poi Anfinomo, sono affidati al giovane Luca Cervoni adatto al ruolo che rende gradevolmente. Salvo Vitale ha voce possente e profonda che ben tratteggia Antinoo ed il Feacio III. Il tenore caratterista Gian Paolo Fagotto disegna il suo Iro con duttile vocalità ed interpretazione molto netta, mentre Gianluca Ferrarini da voce ad Eumete con gradevolezze timbriche. Raffaele Giordani è Eurimaco, che rende con freschezza gioiosa ed intonazione apprezzabile. Francesca Cassinari è gradevole in Melanto. Nell’opera risalta come momento topico l’incontro di Ulisse con Telemaco cui da volto e voce sicura e ben modulata Luca Dordolo che ben rende nel’impegnativo duetto con Furio Zanasi, forse il più apprezzabile nel ruolo del titolo. Voce morbida con colorazioni raffinate, offre armoniosità e dolcezza o imperio dal timbro profondo e fermo. Sul palco, con il consueto fraseggio tra i più chari del panorama operistico, è l’unico a non doversi avvalere dello spartito, conoscendolo perfettamente, essendone interprete di riferimento. L’Ensemble ‘Concerto italiano, si avvale di musicisti di comprovata bravura e con la puntuale direzione di Rinaldo Alessandrini, studioso ed esperto del repertorio monteverdiano ed i due pilastri Sara Mingardo e Furio Zanasi si è assistito ad un ‘Ulisse’ molto chiaro, nitido e la forma semiscenica ha contribuito ad esaltarne l’essenzialità e l a purezza. La Musica vince sempre.

Sunday, July 8, 2012

Alcina de Handel en Versalles, Francia.


Foto: Karina Gauvin (soprano) copyright Michael Slobodian

Ruggero Meli

El Festival de Händel en Versalles deslumbró con una Alcina que no se olvidará pronto. Christophe Rousset a la cabeza de Les Talents Lyriques retomó con gusto una obra que conoce bien, porque la ha interpretado en repetidas ocasiones (como la recordada de febrero del 2003 en la Cité de la Musique en París también con Karina Gauvin como Alcina). Su orquesta tuvo un buen desempeño de un lado al otro de la partitura, que inició con una abertura de ritmo rápido e inesperado "algo triste" pero en sintonía con el drama (se omitió el coro de celebración final previsto por el compositor). Nueve años después, la voz de Karina Gauvin es más satisfactoria, más consistente y cremosa para ampliar un papel que le es ideal. La soprano canadiense supo transmitir con una voz suave, casi blanca y delicada a veces con cuerpo y vehemente, los sentimientos de una Alcina amorosa, doliente y conmovida. Si esto fuera poco, sus da capo provocaron escalofríos. El Ruggiero de Ann Hallenberg impresionó aun más. Sus arias fueron un virtuoso y espectacular tour de force que culminó con un grandioso "Sta nell'Ircana". Entusiasmó con los recitativos, generalmente aburridos para el público, porque en cada palabra o inflexión tuvo pasión y ardor, así como sutiles expresiones que hicieron que su personaje fuera eminentemente creíble. Con una aria en cada acto la Bradamante de Delphine Galou se mostró como fiera antagonista de la maléfica Alcina, lista para recuperar a Ruggero, como con la destacada y resonante aria "Vorrei vendicami" con voz de fuego. El punto débil del elenco fue la soprano Mónica Piccinini, quien a pesar de una prestación honesta mostró los límites de su voz ante la insolencia vocal de los demás. Como su amante Oronte, el tenor Emiliano González Toro adornó su personaje de un timbre cálido y aunque algunas notas agudas estuvieron ausentes su rendimiento fue muy apreciable. Por último, la soprano española Erika Escribá como Oberto y el bajo barítono Olivier Lallouette, Melisso cumplieron un trabajo satisfactorio.