domingo, 19 de agosto de 2012

Il Signor Bruschino - Rossini Opera Festival 2012, Pesaro


Foto: Studio Amati Bacciardi

 Renzo Bellardone
ROSSINI OPERA FESTIVAL 2012 Teatro Rossini 15 agosto IL SIGNOR BRUSCHINO Direttore - Daniele Rustioni,  Regia - Teatro Sotterraneo, Scene e Costumi - Accademia delle Belle Arti di Urbino, Progetto Luci  - Roberto Caffagini, Gaudenzio - Carlo Lepore, Sofia - Maria Aleida, Bruschino padre - Roberto de Candia, Bruschino figlio/Commissario - Francisco Brito, Florville- David Alegret, Filiberto- Andrea Vincenzo Monsignore, Marianna - Chiara Amarù. Orchestra Sinfonica G. Rossini.
Rossiniland, ovvero la terra delle opere rossiniane, è costantemente visitata da turisti che seguono le indicazioni ‘La Gazza ladra’, ‘Guglielmo Tell’ o ‘Osteria da Filiberto’ per raggiungere i luoghi delle varie rappresentazioni operistiche. Questa è l’ambientazione dell’opera che va in scena al  Rossini di Pesaro, ovvero il ‘Il Signor Bruschino’. I turisti attenti, stupiti o totalmente in altre faccende affaccendati, vagando per il palco con macchine fotografiche  e cappellini bianchi in testa,  assistono alla messa in scena del Teatro Sotterraneo che rivisitando la formula del ‘teatro nel teatro’ rispetta l’immediatezza della  semplicità della farsa giocosa con gags ed espedienti comici.  I cantanti arrivano e si cambiano in scena, alcuni orchestrali arrivano in ritardo come pure il direttore, di corsa dal retro palco…., Bruschino padre risponderà al cellulare, preleverà al Bancomat e Gaudenzio  pavoneggiandosi entra brillantemente in azione a bordo di un segway elettrico. L’azzeccata  regia funziona  sinergicamente con le scene dell’Accademia delle Belle Arti di Urbino, le quali  rappresentano l’ambientazione esterna della locanda di Filberto, interpretato dal giovane brillante Andrea Vincenzo Bonsignore, figlio dell’Accademia Rossiniana come altri componenti del cast. David Alegret  è un Florville alla ricerca di rotondità vocali e di  vivace personalità, come la Sofia di Maria Aleida generosa nei sovracuti,  anche loro  reduci dal Viaggio a Reims della passata edizione.  Francisco Brito  con impegno ricopre due ruoli di breve durata, ma caratterizzanti, il commissario ed il vero Bruschino figlio; anche Chiara Amarù riveste  i panni di una spiritosa Marianna.
La farsa presenta molti bei momenti musicali tra i quali spicca il terzetto  centrale tra Gaudenzio, Florville e Bruschino così  come diverte l'ouverture dove gli orchestrali danno dei colpi con l'arco sul loro leggio come volle Rossini e per questo il brano resta ancora un unicum.La direzione dell’Orchestra Sinfonica  G. Rossini è affidata alla bacchetta di Daniele Rustioni  che affronta la partitura  con spirito giovanile. Il palcoscenico è un andirivieni  di turisti bizzarri ed etnicamente variegati a corollario della vicenda che vede indiscussi protagonisti il Sig. Gaudenzio ovvero il sempre efficace Carlo Lepore che si profonde in  interpretazioni e vocalità autorevolmente scure, di più che comprovata bravura; si muove con scioltezza così come agilmente utilizza il profondo brunito della voce per offrire una interpretazione vivace e brillante. L’altra star della performance è certamente Roberto de Candia che fa rivivere un Bruschino padre di tutta ilarità. Sa usare molto appropriatamente la voce e gestirsi sul palco  con uno stivalone bianco a protezione della gotta ed una scarpettina quasi papale. Tutto viene utilizzato per divertire, mantenendo alto il livello della prestazione vocale lineare e costante ancorchè gradevolmente tonante.  Vivace il duetto tra i due seduti su un divanetto gonfiabile che rischia il ribaltamento ogni volta che  Gaudenzio si alza e lo stesso divanetto diverrà poi luogo di intrattenimento per due giovani fidanzatini in una mediatica parodia di  reality televisivo di qualche anno fa. Esilarante è la scenetta in cui Sofia inveisce con una sorta di rito woodoo contro un pupazzetto abbigliato alla maniera di  Bruschino padre e  De Candia -esilarante-  mima tutte  le ripercussioni delle maledizioni! Tra un 'che caldo' ed un 'Uh... che caldo', da farsa giocosa qual è, l'opera  ha un finale assolutorio e divertente che tutti accontenta e che a tutti  lascia il sorriso sulle labbra.!!!!! La Musica vince sempre.

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