domingo, 19 de agosto de 2012

Ciro in Babilonia - Rossini Opera Festival 2012, Pesaro

Foto: Studio Amati Bacciardi
Renzo Bellardone
ROSSINI OPERA FESTIVAL  2012 Teatro Rossini, 16 agosto ‘CIRO IN BABILONIA’ Direttore- Will Crutchfield, Regia- Davide Livermore, Scene e progetto luci- Nicolas Bovey Costumi - Gianluca Falaschi. Baldassarre- Michael Spyres, Ciro- Ewa Podles, Amira- Jessica Pratt, Argene- Carmen Romeu, Zambri- Mirco Palazzi, Arbace- Robert Mchpherson, Daniello- Raffaele Costantini. Orchestra e Coro - Teatro Comunale di Bologna Maestro del Coro- Lorenzo Fratini
Lo spettacolo sta per iniziare: l’operatore cinematografico arriva di corsa avvolto da pellicola sbobinata, le ragazze dello stacco biglietto e  delle sigarette sono pronte, gli spettatori  prendono posto e finalmente iniziano a scorrere  i titolo in bianco e nero del film muto che verrà proiettato. Il Rof presenta ‘Ciro in Babilonia’ e da questo momento in trasposizione spaziale  i personaggi dell'Opera  sono i personaggi del film cui prendono parte attiva anche gli spettatori al cinematografo in una sorta di speculare raddoppio; gli spettatori al cinema altro non sono che i componenti del  Coro ben  diretto da Lorenzo Fratini sempre attento e preciso. Gli abiti di scena di Gianluca Falaschi  ispirati alle antiche scritture si confondono con elementi d’inizio ‘900 nel geniale mix registico di Davide Livermore che con una rilettura intelligente ancorché acuta, non ha snaturato la narrazione, riconducendola in scene virtuali in bianco nero o seppia con le efficaci luci filtrate e disegnate da Nicolas Bovey e  con la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema di Torino da cui sono stati tratti elementi, oltre che tecniche. Il cast è tutto adeguato all’impresa, ma il ‘bentornata’ urlato dalla platea ad Ewa Podles alla fine della sua possente cavatina  al primo atto, ha sancito l’importanza e la grandezza della prestazione dell’artista che ha rievocato timbricità , estensioni ed utilizzo dei registri oggi infrequenti.
Con tecnica collaudata giunge a scurissime profondità, per poi elevarsi  al grido straziante, passando da passionali centri invocanti. L’utilizzo dei vari registri da parte dei singoli cantanti è stata una caratteristica di tutta l’opera riscontrabili infatti anche  nelle prestazioni delle voci maschili che affascinano sia negli acuti che nei gravi. Michael Spyres nell’interpretazione significativa di Baldassarre rientra in questo tipo di duttile vocalità  ricca di colori ed imperiosi  sentimenti esaltati dagli scuri che imprimono verità al personaggio. Anche  Robert Mcpherson  in Arbace visita i vari registri con naturalezza ed assoluta pregevolezza timbricamente virile. Il basso Mirco Palazzi segue la sua linea di canto con omogeneità dai colori molto scuri realizzando la figura del principe babilonese  Zambri con possanza e caratterialità. Il profetico Daniello, quasi evocativo del Mosè delle raffigurazioni ha voce profonda e robusta dalle corde di Raffaele Costantini che pur in un ruolo di breve durata imprime la pellicola del ricordo. Amira ha la voce dai mille colori di Jessica Pratt che si lancia in acuti e sovracuti scorrendo poi agevolmente sui velluti più morbidi così come sui vertici tensivi del personaggio in crescenti agilità e coloriture. Carmen Romeu è soprano appassionato e ricco che realizza la confidente Argene come se fuggita dalla proiezione in bianco e nero. L’Orchestra del Comunale di Bologna rende sotto la ricercata direzione di Will Crutchfield attento e costante.  Il ‘Ciro’ non è opera molto frequentata, seppur ricca di diversi momenti di grande liricità poetica e di ingegno compositivo, per cui l’idea del cinema con le didascalie come ai tempi del muto, le trasposizioni dei personaggi sullo schermo, i disturbi della pellicola risultano di marcata  efficacia nell’alleggerimento colto della  proposta. La Musica vince sempre.

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