jueves, 13 de febrero de 2014

Queenie Pie di Duke Ellington - Long Beach Opera

Foto: Keith Ian Polakoff

Duke Ellington, il famoso compositore, direttore d'orchestra e pianista di jazz o “American music” , come lui stesso la definiva e a cui diede un proprio carattere influenzando molti altri attraverso le oltre ventimila performance e le sue più di tremila composizioni, aveva un segreto. Ellington aveva scritto un'opera buffa: Quenie Pie. L'opera mescola il suono delle big band con testi ingegnosi e un linguaggio musicale influenzato dall'opera, il jazz e il teatro musicale. La trama era ispirata alla vita di Madame C.J. Walker, la prima donna afroamericana milionaria, padrona della propria ditta di cosmetici. Al momento della morte del compositore nel 1974 l'opera era incompiuta e da allora ne sono state realizzate diverse versioni (1986 Philadelphia, Washington; 1993 Brooklyn; 2008 Oakland , ma la Long Beach Opera di California ha scelto di iniziare la sua nuova stagione 2014 con quest'opera poco conosciuta ed eseguita nella versione creata nel 2009 per l'Università di Texas, Austin dalla librettista originale del progetto, Betty McGettingen. Questa versione è quella che più si avvicina a quella che avrebbe voluto Ellington. La storia si colloca ad Harlem nel 1930 e si basa sulla rivalità tra due donne per controllare l'industria di cosmetici: Queenie Pie, donna matura dalla pelle nera e Café O'Olay, giovane e bella creola.  L'opera parla anche in maniera sottile delle differenze razziali e sociali dell'epoca. Il regista Ken Roth si è concentrato più a dare un apparenza di musical che d'opera, con maggior libertà scenica e coreografie dinamiche di una compagnia di 10 ballerini e cantanti, evocando il Cotton Club di Ellington e che ha fatto trascorrere lo spettacolo con fluidità e allegria. Pochi elementi scenici con qualche dipinto ed eleganti costumi hanno creato l'ambiente. La musica della Los Ángeles Jazz Orchestra Unlimited ha parlato da sola, coll'incomparabile e poliedrica sensualità musicale e colle atmosfere del jazz di Ellington, sotto la bacchetta di Jeffrey Lindberg, direttore della Chicago Jazz Orchestra. Il ruolo di Queenie Pie è stato interpretato con fascino e grazia sia nel canto che scenicamente da Karen Marie RichardsonAnna Bowden ha cantato il suo ruolo di Café O’lay con sentimento e lirismo. Keitophen Gipson, causa della rivalità, era correttamente interpretato da Holt Fay. RJ


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