jueves, 13 de febrero de 2014

The Passenger: la memoria dei carnefici - Houston Grand Opera

foto Lynn Lane
Karina González

HOUSTON, 18 gennaio 2014 – La Houston Grand Opera ha offerto un’autentica rarità con la prima americana dell’opera The Passenger del compositore polacco Mieczysaw Weinberg, che avrebbe dovuto debuttare al Bolshoi  1968, ma fu eseguita in concerto solo nel 2006 a Mosca e messa in scena finalmente solo nel 2010, a Bregenz con la regia di David Pountney e le scene di John Engels, gli stessi responsabili dell’allestimento di questa produzione.  Il libretto è basato sul testo del 1959 The Passenger from cabin 45, una drammatica vicenda basata sulle memorie dell’Olocausto di Zofia Posmysz, sopravvissuta ad Auschwitz. La vicenda si svolge a bordo di una nave sulla quale Liese, che viaggia in compagnia del marito Walter, un diplomatico tedesco, si sente perseguitata e assalita dai ricordi che le suscita l’incontro con una donna simile a Marta, che aveva torturato quando era membro delle SS ad Auschwitz. Così la scena si struttura fra due livelli: il superiore è la coperta della lussuosa nave, l’inferiore è un campo di concentramento nel quale Pountney si focalizza per far risaltare il dramma, la crudeltà, la disperazione e il coraggio dei personaggi in un’opera molto ben realizzata nella parte scenica. I costumi apparivano realistici e adeguati all’epoca in cui si svolge la vicenda, così come di grande effetto quelli degli internati nel lager. L’opera è stata cantata in inglese, in una traduzione dello stesso Pountney, mentre il libretto è stato steso in origine in russo per essere poi intonato in diverse lingue, come avverrà prossimamente anche alla Chicago Lyric Opera.Musicalmente la partitura è ricca di passaggi interessanti sotto il profilo melodico e ritmico, senza perdere la drammaticità insita nella moderna scrittura atonale. Patrick Summers ha mostrato il pieno controllo dell’orchestra, dirigendo con sicurezza. Nella lunga locandina che prevedeva artisti statunitensi e internazionali, si sono distinti la personalità scenica e il canto sicuro del soprano sudafricano  Michelle Breedt come Liese; l’eloquenza del tenore canadese Joseph Kaiser come Walter; la convincente Marta del soprano Melody Moore. Da notare anche la prova di Morgan Smith come Tadeusz e il personaggio di Katya, cui ha prestato voce sonora e omogenea il Kelly Kaduce. Ma tutto il cast vocale e tutti gli artefici dello spettacolo meritano un plauso per aver offerto questo evento musicale e teatrale.

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