martes, 24 de febrero de 2015

LUCIA VALENTINI TERRANI: INTITOLATO ALL’INDIMENTICABILE MEZZOSOPRANO IL FOYER DELL’AUDITORIUM DEL CENTRO CIVITAS VITAE DI PADOVA.

Dancing with Maria 
Anna Galetti

Lucia Valentini Terrani continua a vivere nel cuore e nella memoria di quanti l’hanno amata, conosciuta e apprezzata.  A Padova il suo ricordo è sempre presente. A lei, tra l’altro, è intitolata la piazza antistante il teatro Verdi e a suo nome opera una fondazione per la formazione di giovani musicisti e il sostegno ai più deboli.  Dal 22 febbraio, Lucia sarà presente anche presso il Centro Civitas Vitae.  E’ interessante dire qualche parola su questa realtà, che rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano ed europeo. Si tratta di una infrastruttura di coesione sociale, che fa capo alla Fondazione Opera Immacolata Concezione ONLUS (OIC). La Fondazione opera per il benessere e la “buona vita” delle persone anziane, considerate non - come troppo spesso avviene - una categoria a parte e marginale della società, ma quali individui in grado di costruire con le nuove generazioni quel ponte di memoria e di conoscenza che solo può costituire le radici per uno sviluppo consapevole del futuro. La concezione della longevità come risorsa, lo scambio intergenerazionale e l’apertura al territorio sono solo alcuni dei principi sulla linea dei quali il progetto della Fondazione OIC, attraverso la Civitas Vitae e numerose altre strutture, si sviluppa.  La giornata scelta per celebrare Lucia era intitolata “Far memoria per affrontare il presente e costruire un futuro di progresso”.  Nella prima parte di un intenso pomeriggio, è stato proiettato il film “Dancing with Maria”, del regista Ivan Gergolet, dedicato alla figura eccezionale della ballerina e insegnante di danzaterapia María Fux, argentina di genitori russi, oggi ultranovantenne. Il film, vincitore del Premio Civitas Vitae 2014 alla 71° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, fotografa il lavoro di María in un dato periodo, attraverso i gesti, gli sguardi e le parole sue e dei suoi allievi, spesso persone con disabilità che María ha il dono di riavvicinare a se stesse e al mondo, affrontando e superando i propri limiti. Ivan Gergolet ha confezionato un documento raro e prezioso, oggettivo del punto di vista del reportage, ma al tempo stesso appassionato e appassionante, dove María è il filo conduttore di storie comuni e speciali in cui ognuno può rispecchiarsi.  Al film è seguito un dibattito moderato da Gianni Locatelli, cui hanno partecipato lo stesso regista, il giornalista e vice-direttore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi e il medico esperto di invecchiamento Carlo Vergani.  Dopo questo inizio molto toccante, le corde dell’anima hanno vibrato se possibile ancora di più quando il  marito di Lucia, il Maestro Alberto Terrani, e il Presidente della Fondazione OIC, Prof. Angelo Ferro, con profonda e non dissimulata commozione ne hanno ricordato le straordinarie doti personali e artistiche: cantante dotata di un talento fuori dal comune, professionista rigorosa e persona di eccezionale umanità. Nel testo ufficiale della dedicazione del foyer, si legge fra l’altro: “L’amore per la musica, l’amore per il marito Alberto, l’amore per le origini hanno rappresentato i tre riferimenti di vita, onorati con coerenza di comportamenti e fedeltà senza riserve. Intessuta di Fede autentica, mai celata ma neppure mai strumentalizzata, ha condiviso senza classismi la vicenda esistenziale, ponendosi sempre dalla parte della gente e non di lobby privilegiate”. Lucia, nelle parole del Prof. Ferro “una personalità che ha dato il senso di cosa sia far memoria”, è scomparsa troppo presto, nel 1998, lasciando un grande vuoto nel mondo della musica e un enorme dolore nel cuore delle persone vicine e degli estimatori lontani.  Tuttavia, i sentimenti profondi, la commozione, la luce che ancora oggi e costantemente il suo ricordo fa sorgere riempiono quel vuoto e dimostrano quanto una persona speciale possa fare la differenza anche in un mondo che pare ancorato al presente e immemore del suo passato. Questo momento di condivisione, che il Maestro Terrani ha definito una festa per Lucia, non finirà per chi vorrà appunto “farne memoria”. 

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