Showing posts with label Anita Rachevelishvili. Show all posts
Showing posts with label Anita Rachevelishvili. Show all posts

Friday, April 1, 2016

Aída en Turín

Foto: Ramella&Giannese

Renzo Bellardone

Esta producción de Aída se manifestó a través de una dirección muy clásica de William Friedkin que aunque no tuvo saltos futurísticos, representó completamente la ópera apegándose a la idea de festejar la reinauguración del Museo Egipcio de Turín, considerado el más importante del mundo después del de Cairo. La ópera se disfrutó plenamente sobre todo por la música engañosa desde la obertura, pero que anunciaba un Verdi maravillosamente sinfónico, los dulces sonidos del harpa o de las flautas nos transportaron a un dulce mundo visionario y al mismo tiempo coherente con la observación de que aquel mundo desafortunadamente aun forma parte de este. La peculiaridad de la ópera alcanzó un aura hipnotizante gracias a la baqueta – osare decir mágica- de Gianandrea Noseda con la que nos secuestró por la belleza con la que habitualmente profundiza todo su ser, con la mirada hacia el infinito nota tras nota. Seguramente fue una confirmación mas para la dirección y la magnífica orquesta del Regio de Turín. Igualmente, el coro dirigido por Claudio Fenoglio alcanzó como siempre puntos más relucientes en una amalgama cubierta de preciosos e impetuosos colores. Un aplauso para los coristas de verdadero nivel. La Aida de Kristin Lewis reveló un tono sensiblemente sincero, rico de luces y tonalidades, agradable en los filados y seguro en los agudos. Amneris fue interpretada por Anita Rachevelishvili con voz rica de colores y un timbre relevante, fue hábil en los diversos registros que afrontó con seguridad y conmovedora interpretación. Marco Berti estuvo convincente como Radames, mientras fue avanzando la ópera y fue muy apreciado en el dueto final con Aida.  Amonasro encontró en Mark Doss un orgulloso y potente intérprete tanto por los colores como por su timbre. Giacomo Prestia fue un Ramfis perfectamente logrado como personaje gracias a una voz profunda y autoritaria con curvaturas poéticas y habilidad para comunicar sensaciones profundas. Una mención para In-Sung Sim, Dario Prola y Kate Fruchtermann. Muy pertinente y estilísticamente interesante estuvieron las coreografías de  Anna Maria Bruzzese.

Wednesday, November 4, 2015

Aida - Teatro Regio di Torino

Foto: Teatro Regio di Torino

Renzo Bellardone

Questa produzione di Aida si è manifestata attraverso una regia molto classica di William Friedkin, che seppure senza guizzi futuristici, ha rappresentato compiutamente l’opera e ben si è attagliata all’idea di festeggiare la reinaugurazione del Museo Egizio di Torino, considerato il più importante al mondo dopo quello del Cairo. L’opera si è goduta appieno soprattutto per la musica accalappiatrice fin dalla ouverture  annunciatrice di un Verdi meravigliosamente sinfonico; i dolci suoni dell’arpa o dei flauti hanno trasportato in un dolce mondo visionario ed al tempo stesso coerente con l’osservazione di quel mondo e purtroppo ancora di questo. La peculiarità dell’opera ha raggiunto un’aura ipnotizzante grazie alla bacchetta –oserei dire magica- di Gianandrea Noseda che rapito dalla bellezza abitualmente  profonde tutto il suo essere con lo sguardo proteso all’infinito, inseguito nota dopo nota. Sicuramente ancora una conferma per la direzione e la magnifica orchestra del Regio di Torino. Parimenti il coro diretto da Claudio Fenoglio raggiunge vette sempre più rilucenti in un amalgama di preziosi colori ora soffusi, ora impetuosi: un plauso ai coristi di vero livello. Kristin Lewis, Aida, ha rivelato un tono sensibilmente accorato ricco di luci e sfumature, piacevole nei filati e sicura negli acuti. Amneris è stata interpretata da Anita Rachevelishvili con voce ricca di colori e timbricamente rilevante; abile nei vari registri che ha affrontato con sicurezza e toccante interpretazione. Marco Berti in Radames è stato convincente nell’avanzare dell’opera ed apprezzato nel duetto finale con Aida.. Amonraso ha trovato in Mark Doss un superbo e possente interprete sia per colori che per timbro. Giacomo Prestia in Ramfis è perfettamente riuscito nel personaggio grazie ad una voce profonda ed autorevole con arrotondamenti poetici ed abile nel comunicare sensazioni profonde. Un apprezzamento anche per  In-Sung Sim, Dario Prola e Kate Fruchterman. Molto pertinenti e stilisticamente interessanti le coreografie riprese da Anna Maria Bruzzese. La musica vince sempre.