viernes, 12 de septiembre de 2014

Il Barbiere di Siviglia - ROF 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

L’allestimento del Barbiere di Siviglia in forma semi-scenica è stato invece convincente sotto ogni punto di vista. Il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino nella progettazione dello spettacolo (ideazione, cura degli elementi scenici, movimenti di regia, video e costumi) ha donato freschezza alla rappresentazione che non ha avuto luogo solo sul palcoscenico del magnifico Teatro Rossini, ma che ha più volte sfondato la “quarta parete” con azioni svolte in platea, direttamente a contatto del pubblico. Molto viva, e spesso originale, la direzione d’orchestra di Giacomo Sagripanti che ha guidato con sicurezza l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Omogeneo e ben amalgamato il cast vocale in ogni suo componente, a cominciare dal simpaticissimo Figaro, gagliardo e dinamico, di Florian Sempley. Molto musicale Juan Francisco Gatell, il cui Conte d’Almaviva ha sfoggiato morbidezza di emissione e una certa saldezza nelle agilità. Gatell si è anche ben disimpegnato in “Cessa di più resistere”. La Rosina di Chiara Amarù è piaciuta per la timbrica attraente, la morbidezza e una indubbia fluidità nella coloratura, mentre Paolo Bordogna si è distinto per essere riuscito ad affrancare il ruolo di Bartolo dagli obsoleti cliché del basso buffo. Bordogna ha cantato tutte le note con dizione nitida e intonazione perfetta. Anche Alex Esposito si è calato perfettamente nell’istrionico ruolo di Don Basilio. Bene anche Andrea Vincenzo Bonsignori come Fiorello e Felicia Bongiovanni (Berta). Insomma, un’ottima recita apprezzata molto dal pubblico che gremiva il teatro.

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