viernes, 12 de septiembre de 2014

Il Viaggio a Reims - Rossini Opera Festival, Pesaro 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

Un buon successo anche per il tradizionale Viaggio a Reims affidato ai giovani dell’Accademia Rossiniana, che viene rappresentata dal 2001 con l’allestimento di Emilio Sagi ripreso da Elisabetta Courir. Quest’opera qui a Pesaro viene vista come una vera e propria palestra per le nuove voci, ed in effetti per metterla in scena degnamente ci vuole uno stuolo di solisti molto preparati. In questa edizione del festival solo la Madama Cortese di Giulia De Blasis è parsa in difficoltà dal punto di vista vocale. Gli altri hanno mostrato, chi più chi meno, apprezzabile dimestichezza con lo stile rossiniano. Perfettamente a proprio agio, ad esempio, Matteo Macchioni (Belfiore), attore efficace e cantante disinvolto. Per restare in ambito tenorile come non ammirare le doti di tenore contraltino di Anton Rositskiy (Libenskof) con la sua spavalderia nel lanciare sovracuti. Voce importante quella di Marko Mimica, non sempre facile da muovere, ma certamente di considerevole impatto, mentre il Don Profondo di Yupeng Wang cantava con eleganza, Anton Markov dava a Trombonok una timbrica da basso chiaro, mentre l’espansivo Alvaro di Iurii Samoilov sprizzava una energia contagiosa. Venendo alle voci femminili, da segnalare la purezza e limpidezza della linea di canto di Hasmik Torosyan (Corinna), forse un tantino freddina, la pirotecnica ed estroversa Folleville di Isabel Rodriguez Garcia e la spiritosa Melibea di Aya Wakizono. Lo spettacolo ha funzionato per il meglio anche per merito del giovane Ivan Lopez-Reynoso, il primo direttore d’orchestra messicano al Rof, capace di stimolare l’orchestra (la Filarmonica Gioachino Rossini) senza sosta, e di ben accompagnare i cantanti.

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