jueves, 14 de enero de 2010

G. Rossini - Il Barbiere di Siviglia (DVD) - Teatro La Fenice

G.Rossini
Il barbiere di Siviglia
Meli, Shaham, Frontali, De Simone, G. Furlanetto
Direttore Antonino Fogliani
Regia Bepi Morassi
Venezia, Teatro La Fenice, 2008
DVD Dynamic 33597, 2009


Roberta Pedrotti

Venezia, si sa, è città dalla forte vocazione turistica, anche al di fuori del Carnevale un palcoscenico naturale che in ogni angolo evoca immagini d’una storia che pare già rappresentazione artistica e letteraria di se stessa. Logico, quindi, che La Fenice tenga in repertorio allestimenti delle opere più popolari da riproporre regolarmente oltre che ai melomani mai sazi di Traviate e Barbieri anche agli ospiti di passaggio. Se l’opera verdiana torna ormai quasi ogni anno in cartellone nel fascinoso allestimento di Robert Carsen, per il capolavoro di Rossini si torna a uno spettacolo di Bepi Morassi che sembra pensato proprio per appagare le brame dei visitatori più tradizionalisti, avidi di cartapesta e pittoreschi cliché. Il DVD, peraltro, si riferisce a una recita che era stata anche oggetto di proiezione in diretta nel circuito dei cinema italiani che aderiscono al progetto promosso dalla Dynamic. Operazione lodevolissima, anche al di là di uno spettacolo di qualità inferiori alle aspettative, anche se commisurato a un target forse non dei più esigenti (benché la proiezione sia fruita non solo da curiosi neofiti, ma anche da appassionati che con una modica spesa si assicurano l’opportunità di assistere spettacoli difficilmente raggiungibili per motivi logistici). Il cast allinea due specialisti dei rispettivi ruoli come Roberto Frontali (Figaro) e Bruno De Simone (Don Bartolo) e un tenore de calibro di Francesco Meli come Conte d’Almaviva. Nessuno, però, dà il meglio di sé: Frontali si destreggia con l’esperienza, De Simone non brilla nel sillabato della sua aria e Meli, che pure avevamo apprezzato in altre occasioni rossiniane, sembra a disagio, soprattutto nella sortita, e ci consegna una delle sue caratterizzazioni meno convincenti. Rinat Shaham è un’onesta Rosina di routine: vocalità poco naturale e priva di particolari fascini, coloratura appena sufficiente. Giovanni Furlanetto si disimpegna come Don Basilio e Giovanna Donadini è un’abile caratterista ma una cantante discutibile. Debolucci i comprimari. Bisogna però riconoscere che tutto il cast è messo in grossa difficoltà dalla direzione confusionaria e monotona di Antonino Fogliani, capace di offuscare la genialità rossiniana e, insieme all’allestimento povero d’idee e di verve di Morassi, di stendere un velo di noia sulla recita. Peccato, un’occasione persa. Registrazione negli standard cui ci ha abituati la Dynamic.

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