jueves, 4 de diciembre de 2014

“Les Contes d’Hoffmann” - Teatro Coccia di Novara, Italia

Foto: Teatro Coccia

Renzo Bellardone

TEATRO COCCIA NOVARA – SABATO 29 NOVEMBRE 2014 “Les Contes d’Hoffmann” – Jacques Offenbach , versione di Pierre Barbier Hoffman - Max Jota,  Lindorf-Coppelius-Dott.Miracle-Dappertutto – Carlo Torriani, Antonia –Madina Serebryakova,  Olympia – Claudia Sasso,  Giulietta – Valentina Boi, Niklausse – Arianna Ronaldi,  Spalanzani Nathanael - Can Gűvem,  Madre – Mia Yaniw, Crespel-Luther  - Eugenji Gunko,  Andres-Cochenille-Pittichinaccio – Andrea Schifaudo,  Hermann-Schlemil – Veio Torcigliani Direttore Orchestra  “Archè” – Guy Condette Regia – Nicola Zorzi Scene – Mauro Tinti Costumi – Elena Cicorella Disegno Luci – Michele della Mea Maestro del Coro – Marco Bargagna.

Un racconto vissuto o forse solo sognato, o immaginato dopo una sbornia, sospeso tra un tendone di circo, un siparietto teatrale ed un luminescente luna park! La proposta è risultata classica, ma molto ben realizzata con i colori, il sogno, la spensieratezza e seppur  in fondo  si annida  qualche nota malinconica andrà a disperdersi al finale con il profumo di un prossimo can can. L’orchestra diretta da Guy Condette, ha mantenuto il sapore del gioco frizzante e gioioso, restando ben partecipe e simbiotica. Piccole gags come Luther - Eugenji Gunko, ben timbrato ed interressante- trasportato su di un carrellino hanno  ravvivato da subito l’atmosfera.  Lindorf e poi altri ruoli, sono affidati a  Carlo Torriani  che seppur con qualche vibrazione, ha risolto anche con presenza scenica.  Spalanzani e  Nathanael sono stati interpretati da un vivace e frizzante Can Gűvem che ha offerto voce chiara e fresca ravvivata dal temperamento giovanile. Dentro una sorta di scatola azionata meccanicamente è apparsa Olympia, la bambolina interpretata da Claudia Sasso: voce interessante ed agile per le variazioni richieste dalla parte, ma sarebbe stato carino vedere meno staticità, considerata la brillante complessiva regia azzeccata di Nicola Zorzi e forse un costume più classicamente bamboleggiante, anche se nel complesso Elena Cicorella ha positivamente cavalcato il sogno fantastico. La seconda donna è Antonia  che Madina Serebryakova ha reso in modo poetico, accorato e sensibile “E’ fuggita la Tortorella”: bel timbro e buon tono ha raggiunto un  delicato momento nel duetto con la madre, Mia Yaniw eccellente nel brevissimo ruolo ed ottima anche la realizzazione con video. Toccando il cuore ed i sentimenti di tutti ecco che con la celebre “barcarola” è giunta al fine Giulietta che ha incontrato in Valentina Boi una simpatica e ben efficace concretizzazione. Voce piacevole e ben modulata. La quarta donna è Arianna Ronaldi che impersona  Niklausse con vivacità e grande impegno fino al tenero momento dello scioglimento dei capelli e della rivelazione. Tutti gli interpreti sono risultati  meritevoli di apprezzamento e ben inseriti con il buon coro diretto da Marco Bargagna nel fantastico mondo ricreato dalle scene di Mauro Tinti, con la grande scritta sovrastante “Les Contes d’Hoffmann” che va a suggellare l’ingresso nel fantastico mondo del gioco. Il ruolo di Hoffmann il poeta,  è stato affidato al giovane e prestante tenore brasiliano Max Jota. Indubbiamente sostenuto da buona presenza fisica e scenica è accattivante con i sorrisi, la gestualità e le  agilità nei movimenti. Vocalmente ha un  timbro gradevole e buon fraseggio che ha consentito di seguire in francese tutta la parte; sia negli assolo che negli insieme ha presentato dei bei colori con  toni alti e fermi o colloquiali con accenti di poesia. Nei duetti ha espresso calore e passione  facendo  scattare sentimenti di partecipazione e coinvolgimento fin quasi ad una tenera commozione.   La Musica vince sempre.

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