lunes, 24 de agosto de 2015

Meditazione in Musica - Stresa Festival 2015

Jan Vogler
Foto: Stresa Festival

Renzo Bellardone

Certamente uno dei luoghi più belli d’Italia, il lago Maggiore è meta di turisti da ogni parte del mondo ed in estate diventa luogo d’incontro per appassionati di musica jazz, antica, classica, operistica e questo grazie alle tante iniziative, tra cui spicca il festival internazionale di musica Stresa Festival.

MEDITAZIONI IN MUSICA – Stresa Festival 2015

Jan Vogler: Suite per violoncello solo di J.S.Bach Leggiuno –Eremo di Santa Caterina del Sasso 18 agosto suite n.1,2,3 e 19 agosto suite n. 4,5,6.

Luci ed ombre in un universo infinito: con un crescendo emozionale creato dal violoncellista tedesco Jan Vogler con le prime tre suite per violoncello solo di J.S.Bach, ha preso l’avvio l’edizione 2015 dello Stresa Festival. Scelta ottimale l’aver invitato Vogler che ha iniziato con un’impronta decisamente autorevole in tecnicità per poi ascendere verso l’emozione senza abbandonare l’intensità e la rapidità, alla ricerca di una sensibile atmosfera. Il ‘Washington Post’ ha definito il modo di suonare di Vogler  ‘entusiasmante e sincero’ ed all’ascolto si può veramente ritenere la migliore descrizione della sua interpretazione. Il canto del violoncello parte dal basso per creare suoni inaccessibili, forti e penetranti, soprattutto nell'esecuzione dei passaggi più virtuosistici ed al vibrare delle corde. Vogler si esprime con più che salda tecnica che risalta ai saltellati e mastellati.

 La Sonata nel XVII secolo – Chiesa Vecchia di Belgirate – 20 agosto Federico Guglielmo- violino, Andrea Coen- fortepiano

Progenitore del pianoforte, il  fortepiano, inventato intorno al 1700 a Firenze alla corte di Ferdinando II de' Medici. diventò lo strumento d’elezione per compositori come MozartHaydnBeethoven. Il programma in cartellone ALLO Stresa Festival 2015 ha previsto sonate di Carl Philipp e  Johann Christian Bach, di Haydn e Mozart, amabilmente offerte da Federico Guglielmo al violino e Andrea Coen al fortepiano. I due interpreti molto ben affiatati, hanno avvolto la chiesa con suoni morbidi e gioiosi, caldi e pieni. Con occhi sognanti e cuori spalancati ci si è ritrovati immersi in ambientazioni di qualche secolo fa, in un tripudio di colori e freschezze armoniche. Federico Guglielmo ha espresso suoni leggeri ancorché vibranti ed  Andrea Coen al fortepiano ha distillato sorridente gioiosità. La Musica vince sempre.

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