martes, 25 de agosto de 2015

Cavalleria Rusticana / I Pagliacci León Messico

Fotografías: Arturo Lavín

Ramón Jacques

Dalla sua inaugurazione del 7 dicembre 2010 ad oggi il teatro del Bicentenario di Leon Guanajuato (Che si trova a 380 chilometri dalla capitale messicana) È riuscito a consolidare una stagione annuale di opera, inoltre di una varia offerta di spettacoli di danza, balletto e teatro che vengono offerti parallelamente. Come seconda produzione lirica del 2015, dopo il barbiere di Siviglia, è andato in scena il dittico cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e pagliacci di Ruggero Leoncavallo.  In primo piano si poteva vedere la bella scena ideata da Jorge Ballina che ha situato l'azione in un'epoca moderna, con immagini in prospettiva simmetrica e dettagliate miniature di case sullo sfondo, così come la facciata di una chiesa ispirata all'architettura siciliana. La concezione di Ballina È stata dinamica, con cambi di scene sul palco, facciate di costruzioni che cambiavano e l'uso di un telone che si apriva e si chiudeva costantemente. Così come un piccolo scenario della piazza principale dove avveniva la rappresentazione dei Pagliacci. Appropriati sono stati costumi come pure l'illuminazione, in toni brillanti e colori che davano sul giallo solare mediterraneo rispetto all'oscurità che presagiva la tragedia, a cura di Víctor Zapatero La direzione scenica di Mauricio García-Lozano  è stata concisa e Chiara e nella sua idea la trama di entrambe le opere può essere riferita al medesimo luogo e al medesimo tempo con pagliacci che vanno in scena e in mezzo al pubblico all'inizio della recita e con la processione per la morte di Turiddu che attraversava la scena durante l'Inter mezzo dei Pagliacci Altro aspetto introdotto fu la presenza di un bambino con un globo rosso che osservava da fuori scena in una propria visione in cui la fantasia si convertiva in realtà. 
In termini generali si è ottenuto un bilanciamento e quo tra la parte visiva e la parte musicale cominciando con il disimpegno del coro del teatro bicentenario impegnato attivamente e con un'emissione omogenea di suono. L'orchestra è stata ben diretta con mano sicura dal maestro statunitense Arthur Fagen che ha diretto con sicurezza e brio estraendo le ampie possibilità e ricchezze contenuti nelle partiture. Per quanto riguarda la parte vocale entrambe le opere hanno contato sulla presenza del baritono Carlos Almaguer che ha mostrato esperienza per i personaggi di Alfio in cavalleria e Tonio nei pagliacci e ha cantato con voce profonda e potente. Belem Rodríguez  ha impersonato un'energica Santuzza tutta con voce scura di mezzo soprano e José Manuel Chu ci ha mostrato una voce di caldo timbro come Turiddu. Lydia Rendón  come Lola e Eva María Santana come mamma Lucia completavano il cast in maniera soddisfacente. Il ruolo di Canio nei pagliacci è stato cantato con voce ampia e buona proiezione dal tenore lituano Kristian Benedikt il soprano Violeta Dávalos  ha apportato bel timbro facilità degli acuti e giovialità al personaggio di Nedda. Il giovane tenore Gilberto Amaro ha dato una bella interpretazione vocale come Beppe Arlecchino e corretto è stato il baritono Carlos Sánchez  come Silvio. Uno spettacolo da tenere in conto nell'agenda futura del teatro e che andrà in scena nel mese di ottobre con il titolo di Tributo a Farinelli, un lusso che conterà sulla presenza del celebre soprano svedese Ann Hallenberg accompagnata da Les Talens Lyriques diretti da Christophe Rousset.

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