viernes, 8 de abril de 2011

Duo ENFANTS TERRIBLES - FANTASMI BAROCCHI – baroquineries, Holand

Duo ENFANTS TERRIBLES
Massimo Crispi tenor & Hans Schellevis piano


vi invitano / vous invitent / invite you ai loro recital / à ses récitals / to their recitals


FANTASMI BAROCCHI – baroquineries


29th April 2011: Het Kruispunt, Schoolstraat 2, 2251 BH Voorschoten, alle ore 20.15

7th May 2011: De Tamboer, Overtoom 247-b, 1054 HW Amsterdam, alle ore 20.15


Tickets are to be reserved through info@hansschellevis.com

Prices are 10 euros in Voorschoten and 8 euros in Amsterdam


FANTASMI BAROCCHI - baroquineries


Reynaldo Hahn: A Chloris

Alessandro Parisotti: Se tu m'ami

François-Joseph Fétis: Pietà signore

Stefano Donaudy: O del mio amato ben

Claude Debussy: Passepied (da Suite Bergamasque) *

Gioachino Rossini: Mi lagnerò tacendo

Jules Massenet: Marquise!

Ernö Dohnányi: Allemande/Courante (da Suite nach altem Stil) *

Gabriel Fauré: Mandoline (da Cinq mélodies de Venise)

Fritz Kreisler: O salutaris ostia (da Louis Couperin)

Maurice Ravel: Pavane pour une infante défunte *

Richard Strauss: Di rigori armato il seno (da Der Rosenkavalier)

Igor Stravinsky: Love too frequently betrayed ( da The Rake's Progress)

Maurice Ravel: Rigaudon (da Le tombeau de Couperin) *

John Lennon, Paul McCartney, Louis Andriessen: Ticket to ride

Procol Harum: A Whiter Shade of Pale Duo


ENFANTS TERRIBLES Massimo Crispi, tenore Hans Schellevis, pianoforte FANTASMI BAROCCHI - baroquineries L'età barocca e rococò non si esaurì nel Settecento. I fantasmi di quell'epoca proseguono con le loro apparizioni fino ai nostri giorni. Basti pensare che la musica “antica” è un’invenzione degli anni 60 e 70 del XX secolo, per rivalutare tutto un patrimonio musicale quasi dimenticato (ogni tanto a ragione, perché molte opere riesumate oggi erano solo opere d’occasione e, talvolta, scritte col piede sinistro anche da grandi compositori). Però, in realtà, il periodo barocco affascinava già compositori del XIX secolo. Mendelssohn riscoprì Bach e la Passione secondo Matteo, Saint Saëns curò la revisione delle opere di Rameau, Chrysander l'opera omnia di Händel... In Italia Alessandro Parisotti raccolse delle arie antiche in vari volumi, rielaborando molto fantasiosamente il basso continuo, e inventandosene di sana pianta alcuni, spacciandoli per pezzi di Pergolesi, e facendoci addirittura cascare anche Stravinsky che utilizzò l’aria “Se tu m’ami” in “Pulcinella” (altro capolavoro infestato da fantasmi barocchi), pensando che fosse del compositore marchigiano. E la celebre preghiera di Stradella altro non è che un falso, così come gli adagi di Albinoni e molti altri pezzi, popolarissimi grazie alle interpretazioni di Caruso, Pavarotti o dei Solisti Veneti. Il Settecento, come metafora di un’epoca foriera di cambiamenti è presente in molte opere tra ‘800 e ‘900, come Andrea Chénier, Rosenkavalier, Capriccio, Pikovaja Dama, The Rake's Progress... e spesso spettri musicali che richiamano quell’epoca lontana eppure vagheggiata si percepiscono nella festa pastorale di Ciaikovsky (Dama), nell’aria del tenore italiano (Rosenkavalier), in atmosfere rococò... Hahn, addirittura, utilizza il basso di un’Aria da una suite di Bach e ci costruisce sopra “A Chloris”, delizioso pezzo che evoca il sapore del temps perdu che apre il concerto. Lo stesso basso di Bach, incredibile a dirsi, si ritrova pari pari nella canzone dei Procol Harum “A whiter shade of pale” che conclude il recital chiudendo così il cerchio aperto da Hahn. Ma il barocco può anche essere una parodia, come dimostra l’arrangiamento händeliano di Andriessen della canzone di Lennon e McCartney “Ticket to ride”... E i modelli arcaici di minuetti, allemande, pavane, passepied e rigaudon servirono a Debussy, Ravel, Dohnànyi per dei brani assolutamente affascinanti, anche loro, volenti o nolenti, sentinelle del tempo perduto. Insomma, i “Fantasmi Barocchi” infestano colle loro presenze questo recital nostalgico e ironico, strizzando l’occhio a tutti i baroccomani e ai loro seguaci ma nel contempo anche regalandoci un’ora di puro godimento sonoro e poetico, lasciando fluttuare nell’aria i veli di tanti Sei e Settecento stilizzati ma pur sempre odorosi dell’aroma dolce ed evanescente di un’epoca irrimediabilmente perduta.

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