sábado, 23 de abril de 2011

Poetiche Armonie- Sala delle Macchine della Riseria Molinaro – Santhià (vc)

Concerto 15 APRILE 2011 -Sala delle Macchine della Riseria Molinaro – Santhià (vc)
Foto: La Voce
Renzo Bellardone
Natalia Kotsioubinskaia – pianoforte
Eugenio Sacchetti – Violino
Giacomo Bugliolo – fisarmonicista , ospite d’onore.

Nell’inconsueta sala da concerto, realizzata presso la ‘Sala delle Macchine’ della Riseria Molinaro (Santhià, in provincia di Vercelli,) ovvero dove abitualmente si effettua la lavorazione del riso, l’eterogeneo pubblico attratto da un’offerta polisensoriale, si è trovato ad inizio di serata a cantare la versione originale dell’inno di Mameli diretto dal Maestro Arturo Sacchetti che ne conserva un autografo. Con ‘Poëme’ di Franz Drdla la pianista russa Natalia Kotsioubinskaia inizia il concerto con una melodia in ‘piano’; briosamente viene incalzata dal violino di Eugenio Sacchetti che al ritmo di valzer brillante rimanda l’immaginazione a Richard Strauss, alle operette ed ai caffè concerto, ricreando atmosfera di condivisione di vita gioiosa che sa però lasciare il passo alla timida passione trattenuta dalla riservatezza; autore e brano sconosciuto al grande pubblico timbricamente ben interpretato. Ispirati dalle tematiche del luogo ospitante viene proposto ‘l’Autunno’ di Vivaldi che dipinge il tempo della raccolta con il ritmo di un incedere danzato. Il Giovane Sacchetti lascia poi il violino per sedere al pianoforte su cui esegue la sonata n.7 KW309 di W.A. Mozart che agile e virtuisistica introduce alla sempre ipnotizzante ‘Meditation de Thais’ di Massenet –pianoforte e violino-. Un ricordo della Russia natia con ‘Gennaio’ dal calendario di Ciaikowskij e l’evocazione del freddo fuori e delle candeline rosse sopra al camino termina con un tintinnio ricreato con i tasti acuti che lascia il passo al II° tempo della sonata di Bach per violino solo dell’eclettico Eugenio Sacchetti, che sulle quattro corde non si risparmia a ricercare tra le pieghe della partitura fino ai suoni al limite di dissonanze che costituiscono la peculiarità del brano. Dopo l’esecuzione di Valzer di Chopin e della ‘Badinerie’ di Bach, fa il suo ingresso l’ospite d’onore della serata, il clelebre fisarmonicista monegasco Giacomo Bugliolo che con apparente leggerezza incanta il pubblico con una serie di celebri e virtuosistici assolo dall’800 italiano fino a Gerschwing; ma la voglia di improvvisazione è forte ed il tempo dei bis dell’improvvisato trio, dura quanto ‘un tempo’ del concerto in un viaggio musicale che va dalla Russia all’America, passando attraverso l’Europa.

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