miércoles, 1 de junio de 2011

Król Roger l’opera del compositore polacco Karol Szymanowski - Teatro Real di Madrid

Foto: Javier del Real
Ramón Jacques
Król Roger l’opera del compositore polacco Karol Szymanowski, basata su Le Baccanti di Euripide, che combina elementi di opera e oratorio con importanti parti corali e la cui première si è realizzata a Varsavia nel 1926, è andata in scena al teatro Real di Madrid diretto da Gerard Mortier nella medesima produzione vista a Parigi nel 2009. Il regista polacco Krzysztof Warlikowski si è avvalso di una scenografia situata in tempi moderni per raccontar una storia medievale, con la quale è riuscito a dare fluidità a un lavoro rappresentato senza intervalli, e che però non è stato esente da polemiche per quanto riguarda una concezione di fondo irrazionale e simbolista, nel più puro stile del Regietheater, come la trasmissione su schermi di scene erotiche, l’uso delle droga, una piscina in proscenio con personaggi che nuotavano al suo interno lentamente, alcuni seminudi e altri con la testa di Topolino, il che ha provocato sopresa, indignazione e irritazione in un pubblico diviso che ha reagito con approvazione o con la più conservatrice disapprovazione e con fischi. In qualche modo si può affermare che si è trattato di uno spettacolo di alto livello musicale con la prova della ispirata ed omogenea Orchestra Sinfonica di Madrid che dalla buca ha fatto fluire la raffinatissima orchestrazione, carica di melodia catturanti ed affascinanti evocanti lo stile musicale di Strauss, Ravel, Schoenberg, l’impressionismo di Debussy e la musica orientale. Sotto la rigorosa bacchetta del direttore inglese Paul Daniel la tensione e la drammaticità contenuta nella trama si palesavano in ogni momento. Il solido cast vocale contava sulla presenza del baritono polacco Mariusz Kwiecien di convincente disimpegno scenico come Ruggero II che ha esibito una voce opulenta e carica di espressività. Il soprano ucraniano Olga Pasichnyk ha mostrato grande compenetrazione vocale e scenica dando vita al personaggio di Roxana, e l’esecuzione della sua bellissima e seducente Ninna-Nanna Kolysanka Roksany così piena di arabeschi e di notevole qualità timbrica e colore vocale è stato il vertice della serata. Stefan Margita ha creato il forte e combattivo Edrisi con voce potente di tenore, e il tenore Will Hartmann ha dato vita al Pastore con penetrante smalto vocale. Corretti nei loro interventi sono stati il basso Wojtek Smilek come Arzobispo e il contralto Jadwiga Rappé, così come il Coro del Teatro Real specialmente nella scena della messa in cattedrale all’inizio del primo atto, un pezzo bellisimo che ricorda i cori antichi bizantini-ortodossi.


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