jueves, 10 de abril de 2014

Il Ritorno di Tito - Lyric Opera Chicago

Foto: Todd Rosenberg
RJ
Tra le opere di Mozart La Clemenza di Tito è una di quelle che per più tempo ha incontrato difficoltà ad entrare nel repertorio internazionale e quindi non è strano che la Lyric Opera di Chicago l’abbia programmata solo una volta nella sua storia, con un cast memorabile, nel 1989, formato da Gösta Winbergh (Tito),Tatiana Troyanos (Sesto), Carol Vaness (Vitellia) y Susan Graham (Annio) sotto la direzione di Sir Andrew Davis, incaricato anche di dirigere la rappresenrazione finale della stagione 2013-14. Il titolare dell’orchestra ha dato una lettura iniziale  un po’ lenta e letargica in alcuni momenti, con sfasamenti con la scena: però con il trascorrere della recita si sono ritrovati brillantezza e una ampia gamma di colori orchestrali soprattutto negli ottoni e nei fiati. La parte visiva dello spettacolo è stata prodotta da Sir David McVicar , esportata dal Festival di Aix en Provence per il quale è stata concepita in coproduzione con il Capitole di Toulouse e l’Opera di Marsiglia. Sono contate le produzioni che provengono dall’Europa al 100 per 100 per scene e nella concezione  e questa era un po’ statica, ed è stata gradita dal publlico più conservatore. Con un muro al fondo con porte e finestre (replica dell’autentica parete del Palazzo Arcivescovile di Aix, sede della rappresentazione), scale che salivano al lato destro, colonne al lato opposto e un busto coperto dell’imperatore al centro, una sobria messa in scena illuminata brillantemente, che ha regalato belle immagini tratte dalla pittura di Jacques-Louis David. Gli eleganti costumi, in bianco e nero, si riferivano al diciannovesimo secolo, e McVicar ha voluto creare personaggi umani esaltando le relazioni tra di loro, la loro psicologia e i loro sentimenti. Del tenore Mathew Polenzani, nel ruolo di Tito, è piaciuta la chiarezza del suo canto, la brillantezza del timbro e la sua musicalità anche se ha caratterizzato la sua interpretazione come un violento e poso misurato personaggio. Il soprano Amanda Majeski ha interpretato con naturalezza e disinvoltura Vitellia, a cui ha prestato una voce omogenea, chiara e agile. Le maggiori attenzioni erano rivolte a Joyce DiDonato che ha convinto per dedizione e compenetrazione con il personaggio di Sesto, e che ha commosso profondamente in ogni sua Aria con il suo brillante e caldo canto virtuoso. Il basso Christian Van Horn  è stato un Publio corretto con la sua voce di timbro scuro; Emily Birsan ha creato una fragile Servilia e il mezzosoprano Cecelia Hall ha mostrato entusiasmo e esaltazione cantando e intepretando Annio.




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