miércoles, 23 de septiembre de 2009

La Traviata - Sferisterio Opera Festival, Macerata

Foto: Mariella Devia (soprano - Violetta), Alejandro Roy (tenor- Alfredo)
Credito Alfredo Tabocchini - Sferisterio Opera Festival, Macerata
Giosetta Guerra

Attualmente la cantante di riferimento per Traviata è Mariella Devia e proprio lei è stata la protagonista de La Traviata, terza opera del cartellone dello Sferisterio Opera Festival 2009.
Massimo Gasparon per questo nuovo allestimento ha ideato una scenografia semplice, elegante e multifunzionale: su una pedana nera rialzata da quattro gradini ha posto nel fondale un unico modulo architettonico bianco, che, nel primo atto, munito di porte a specchio girevoli ed un alto specchio centrale inclinato, funge da parete interna della sala di Violetta, arredata con sedie, poltrone, divanetto, tavola imbandita, nel secondo atto, montate porte e finestre con inferriate e posizionati anteriormente alberelli e fioriere, funge da facciata esterna della casa di campagna, poi, posizionate statue dorate e un tavolo da gioco, si fa roteare la facciata per far comparire una parete con archi rossi, bassorilievi dorati e porte a specchio per una festa in giardino, nel terzo atto ricompare la parete del primo con un grande e sontuoso letto pieno di cuscini. La sua regia tiene una linea classica e concreta, con particolare attenzione alla solitudine di Violetta, che nelle scene di massa è sempre sola sulla pedana con il coro ai lati che non invade mai il suo spazio. Le scene e i bellissimi costumi richiamano un'epoca ben precisa, il decennio 1880-90. I costumi femminili sono con lo strascico e di vari colori tranne per Violetta che veste di bianco e oro nel primo atto, di viola scuro poi bianco assoluto nel secondo e di nero (coi capelli sciolti) nel terzo, nero con lustrini per Flora, nero anche per Annina. Gli uomini indossano frac e tuba nel primo atto, Alfredo è in beige e calza stivali nel secondo, cappotto lungo nero, cappello alto e sigaro in bocca per Germont padre, tutti i personaggi sono in nero nella scena finale. Già sul Preludio entrano i personaggi (è diventata proprio una moda ormai di disturbare l’Introduzione musicale): Violetta entra barcollando e si aggira attorno al palcoscenico poco illuminato, escono da dietro varie coppie che si sparpagliano ai lati e al centro. Il coro entra ed esce dai lati e in scena forma splendidi quadretti d’insieme, anche con la tecnica del fermo immagine, come nella scena del pagamento di Alfredo. Il coro femminile sostituisce le zingarelle accennando movenze di danza, i matadori ci sono realmente, nelle scene di società c’è tanta gente in palcoscenico e perfino i lacchè alla porta. Le luci sono proiettate per lo più dall’alto. Mariella Devia (Violetta) è una straordinaria belcantista, è un usignolo con trilli precisi ed emissione sicura (“Libiam ne’ lieti calici…Tra voi…”), ammalia per trasparenza e pulizia assoluta del suono (“È strano”), per la melodiosità perlacea delle mezze voci e la magnificenza dei filati rinforzati (“Ah, forse è lui”), per voce fresca e scintillante con acuto finale perfetto in “Sempre libera”. Fiati lunghissimi caratterizzano il dialogo con Germont padre, intriso di rabbia e di delusione (“Non sapete”), sentimenti espressi con una gestione magistrale del fiato, dei colori e delle dinamiche ai fini interpretativi, che sfociano nel sospiro di “Dite alla giovine” cantata con un fil di voce da brivido e con l’uso magistrale della messa di voce, sostenuta da un’orchestra appena percettibile. L’orchestra piange con Violetta che scrive la lettera d’addio ad Alfredo e cresce con la concitazione di lei che parla con l’amato, poi diventa più densa in “Amami Alfredo” sotto la meraviglia espressiva di lei, mentre i violini impazziscono. La lettura della lettera della scena finale è poco incisiva, ma “Addio del passato”, accompagnato da rispettose arcate dei violini, è una lezione di canto: colori, sonorità dei filati, rinforzati con la tecnica della messa di voce, spessore e rotondità del suono. Un duetto di penetrante poesia, morbidissimo nel canto e in orchestra è quello con Giorgio Germont, interpretato da Gabriele Viviani, una bella figura d’uomo, molto più bello del figlio, che canta ed interpreta molto bene. In “Pura siccome un angelo” esibisce voce di bella pasta e bel colore, suono ampio e rotondo, emissione morbida e corretta. Il bel sostegno del suono in “Di Provenza”, i fiati lunghissimi e le morbide arcate sonore sprigionano un grande pathos. Alejandro Roy (Alfredo) ha un mezzo vocale di bel timbro ben gestito nel Brindisi, ma la linea di canto non è troppo pulita in “Un dì, felice, eterea” , la voce di giovanile irruenza è bella nel canto spiegato e nello squillo (“ Dei miei bollenti spiriti”), ma presenta qualche incertezza nelle pagine più morbide. Nel duetto finale con Violetta “Parigi o cara” il canto del tenore è insicuro e tremolante, il fiato è corto e l’acuto strozzato, mentre la Devia è perfetta anche cantando supina. Alla fine Violetta si alza in piedi sul letto e cade giù riversa. Gabriella Colecchia (Flora) ha un bel timbro pieno e sonoro. Completano il cast Silvia Giannetti (sopranino per Annina), Enrico Cossutta (Gastone), Giacomo Medici (Il Barone Douphol), William Corrò (Il Marchese d'Obigny), Luca Dall'Amico che esibisce un bel colore vocale scuro e fiati sostenuti (Il Dottor Grenvil, che appoggia il cappello sopra il letto di Violetta, ma non sa che porta sfortuna?), Nenad Koncar (Giuseppe), Gianni Paci (Domestico), Loris Manoni (Commissionario). Per la prima volta in Arena, dirige il Maestro Michele Mariotti sul podio della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche con mano leggera e grande sentimento. La coreografia è di Roberto Pizzuto, il disegno luci è di Sergio Rossi. Il coro è il Lirico Marchigiano “V. Bellini” è diretto da David Crescenzi, il Complesso di palcoscenico è la Banda “Salvadei”.
VERSIÓN EN ESPAÑOL
Actualmente la cantante referente de la Traviata es Mariella Devia y justo ella fue la protagonista de La Traviata en el programa del Sferisterio Opera Festival 2009. Massimo Gasparon ideó para esta nueva producción una escenografía simple, elegante y multifuncional, sobre una plataforma negra realzada por cuatro escalones, y colocando en el fondo un modulo arquitectónico blanco que en el primer acto, estuvo reforzado con puertas y espejos giratorios y un espejo central alto e inclinado, que sirvió de pared interna de la sala de Violetta, arreglada con sillas, mecedoras, un diván, una mesa puesta; en el segundo acto, con puertas y ventanas con rejillas, y con arboles y floreros, que sirvieron de fachada externa de la cada de campo. Su regia tuvo una línea clásica y concreta, con particular atención a la soledad de Violetta, que en las escenas en grupo se encuentra siempre sola sobre la plataforma y con el coro al lado. Las escenas y los bellos vestuarios se sitúan en una época muy precisa; 1880-1890. Los vestuarios femeninos fueron largos y de varios colores excepto para Violetta que vistió de blanco y oro en el primer acto, violeta oscuro y después blanco en el segundo, y de negro en el tercero. Los hombres vistieron de frac en el primer acto, y Alfredo vistió un traje beige y estival en el segundo. Abrigo largo negro para Germont padre y todos los personajes estuvieron en negro en la escena final. Mariella Devia (Violetta) es una extraordinaria belcantista, y un ruiseñor con trinos precisos y emisión segura, encantó por transparencia y claridad de sonido (“È strano”), y por la melodía de perla de la media voz y magnificencia de los filados reforzados (“Ah, forse è lui”), y por voz fresca y brillante con agudo final perfecto en “Sempre libera”. La orquesta lloró con Violetta. Fue una lección de canto, colores, sonoridad de los filados, espesor del sonido.
Un dueto de penetrante poesía, suavidad en el canto y en la orquesta, fue con Giorgio Germont, interpretado por Gabriele Viviani, una buena figura de hombre, que canta e interpreta muy bien, exhibiendo una voz de bella pasta y agradable color, sonido amplio y rotundo, y emisión mórbida y correcta. Alejandro Roy (Alfredo) posee una medio vocal de un bello timbre bien administrado en el Brindisi, pero la línea de canto no es muy pulida Completaron el cast Gabriella Colecchia (Flora) de timbre pleno y sonoro, Silvia Gianneti (Annina), Enrico Cossutta (Gastone), Giacomo Medici (Il Barone Douphol), William Corrò (Il Marchese d'Obigny), Luca Dall'Amico que exhibió un color vocal seguro y fiato sostenido (Doctor Grenvil). En su primera aparición en la Arena, dirigió el maestro Michele Mariotti en el podio conduciendo a la Fondazione Orchestra Regionale delle Marche con mano ligera y gran sentimiento. La coreografía fue de Roberto Pizzuto, y el diseño de iluminación de Sergio Rossi. El coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” fue dirigido por David Crescenzi.


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